Cosa sono le Azioni

Una azione è una quota di proprietà di una azienda e chi detiene una o più azioni è azionista di tale azienda.
Quando l’azienda è quotata in borsa, parte delle azioni, definite flottante, subiscono variazioni di prezzo, in positivo ed in negativo, a seconda della domanda e dell’offerta, durante le sedute di contrattazioni.

Più azioni possediamo di una determinata azienda, maggiore è la quota di nostra proprietà dell’azienda stessa.
Essere azionista di una azienda ci dà diritto ad incassare i dividendi, ovvero quella parte di utili che il consiglio di amministrazione decide di distribuire, partecipare all’assemblea dei soci e, chiaramente, vendere le azioni ad un’altra persona.

Un azionista è proprietario delle quote dell’azienda, non dell’azienda stessa; Questo significa che un azionista non può fare ciò che gli pare con gli asset dell’azienda, in virtu’ del suo essere azionista; In altre parole, un azionista non può andarsene dall’ azienda con una sedia, in quanto quella sedia è di proprietà dell’azienda. Questo concetto è anche espresso con la dicitura “differenza tra possesso e controllo”.

Se possediamo la maggioranza delle azioni, la nostra forza di voto in assemblea cresce, dandoci la possibilità di controllare l’azienda, nominando il consiglio di amministrazione.

Non tutte le aziende pagano dei dividendi, in questo casi questi vengono trattenuti in azienda, ed utilizzati per lo sviluppo dell’attività. In questo caso il valore di tali utili, se non distribuiti, si riflettono nel valore del titolo.

Perché le aziende si quotano in borsa

Le aziende si quotano in borsa sostanzialmente per due motivi:
1) Pubblicità e “standing”: essere quotati in borsa da molta credibilità e visibilità
2) Soldi: quando una azienda si quota in borsa, decide di mettere sul mercato una certa percentuale del proprio capitale, al fine di raccogliere denaro, che utilizzerà per far crescere ulteriormente il suo business.

La differenza tra azioni ed obbligazioni

Altri modi che hanno le aziende per raccogliere denaro sono le emissioni di obbligazioni.
Le obbligazioni, in inglese bonds, sono uno strumento molto diverso rispetto le azioni, infatti chi investe in una obbligazione è creditore dell’azienda, e riceve un interesse sul capitale prestato, oltre che l’intero capitale alla scadenza dell’obbligazione stessa.

Ai creditori è data priorità rispetto agli azionisti in caso di bancarotta dell’azienda, cosa che rende l’investimento azionario piu’ rischioso rispetto a quello obbligazionario.

Ad un rischio maggiore, corrisponde pero’ un ritorno maggiore; Se un obbligazionista puo’ solamente ricevere una certa percentuale sul proprio capitale investito, dettata dal tasso di interesse dell’obbligazione stessa, un azionista puo’ beneficiare di ritorni maggiori (teoricamente infinitamente maggiori) dovuti ad un incremento degli utili.

Storicamente le azioni hanno reso intorno all’8/10%, contro un 5/7% delle obbligazioni.

Diversi tipi di azioni

Quando una azienda viene fondata, gli unici investitori sono i fondatori e gli eventuali investitori iniziali.

Se, per esempio, una azienda ha due fondatori ed un investitore, questi potrebbero detenere un terzo delle azioni ciascuno (generalmente, in questa fase, le azioni vengono definite “private”, non sono facilmente scambiabili ed il numero di investitori è generalmente limitato a pochi individui).

Crescendo, l’azienda necessiterà di maggior capitale, motivo per cui potrebbe emettere nuove azioni al fine di far partecipare nuovi investitori; Cosi facendo le quote dei fondatori e dell’investitore verrebbero diluite, ovvero le loro quote, in percentuale, calerebbero.

Se l’azienda continua a crescere, spesso capita che i primi investitori diventano desiderosi di vendere le loro azioni e monetizzare i profitti dei loro investimenti precoci. Allo stesso tempo, la società stessa potrebbe aver bisogno di più investimenti rispetto alle cifre che gli investitori privati sono in grado di offrire. A questo punto la società considera un'offerta pubblica iniziale, o IPO (initializing pricing offer), trasformandola da una società privata a una società pubblica.

Oltre alla differenziazione tra private e pubbliche, le azioni possono essere ordinarie o privilegiate.

Cosa sono le azioni ordinarie

Quando si parla di azioni quotate in borsa, generalmente si parla di azioni ordinarie. Infatti la maggior parte di azioni emesse, sono proprio azioni ordinarie, e danno diritto all’incasso del dividendo e al potere di voto in assemblea.

Generalmente si ha diritto ad un voto per ogni azioni posseduta, voto che serve ad eleggere il consiglio di amministrazione che andrà, a sua volta, a supervisionare le decisioni prese dal management.

Nel lungo periodo, le azioni ordinarie, grazie alla crescita del capitale, hanno prodotto rendimenti superiori rispetto alle obbligazioni. Questo rendimento più elevato ha tuttavia a un costo, dal momento che le azioni ordinarie comportano un maggior rischio, incluso quello di perdere l'intero importo investito, se la società dovesse fallire. Se un'azienda fallisce e liquida, gli azionisti comuni non riceveranno denaro finché non saranno pagati i creditori, gli obbligazionisti e gli azionisti privilegiati.

Cosa sono le azioni privilegiate

Le azioni privilegiate di solito non sono dotate del diritto di voto e, chi detiene questo tipo di azioni, generalmente viene ripagato con un dividendo fisso, o più alto rispetto a quello destinato ai possessori di azioni ordinarie. Ricordiamo infatti che i possessori di azioni ordinarie ricevono un dividendo, solamente se il consiglio di amministrazione decide di distribuirlo.

Un ulteriore vantaggio è che, in caso di liquidazione, gli azionisti privilegiati sono pagati prima dell'azionista ordinario (ma ancora dopo detentori di debito e altri creditori). Le azioni privilegiate possono anche essere "callable", il che significa che l'azienda ha la possibilità di re-acquistare le azioni da parte degli azionisti preferiti in qualsiasi momento per qualsiasi ragione (solitamente per un premio). Un modo intuitivo di pensare a questo tipo di azioni è vederle come un veicolo che si trova in mezzo tra obbligazioni e azioni comuni.

Le aziende possono personalizzare diverse classi di azioni per soddisfare le esigenze dei loro investitori. La ragione più comune per la creazione di classi di azioni è quella di mantenere il potere di voto concentrato con un determinato gruppo. Pertanto diverse classi di azioni sono dotate di diritti di voto diversi.

Ad esempio, una classe di azioni potrebbe essere detenuta da un gruppo selezionato che riceverebbe, per esempio, dieci voti per azione, mentre una seconda classe potrebbe essere rilasciata alla maggioranza degli investitori che ricevono un solo voto per azione. Se ci sono più classi di azioni, le classi sono tradizionalmente designate come Classe A e Classe B.

Ad esempio, la società del leggendario Warren Buffett Berkshire Hathaway ha due classi di azioni, con i seguenti “ticker”: "BRKa, BRKb" o "BRK.A, BRK.B".

Come vengono scambiate le azioni

In seguito alla IPO (initializing pricing offer), le azioni diventano pubbliche e cominciano ad essere quotate sul mercato azionario. Il mercato azionario è un luogo dove i compratori e i venditori si incontrano e decidono a quale prezzo scambiarsi una azione.

Alcune borse sono luoghi fisici, dove gli scambia avvengono in una sorta di arena chiamata “floor”, ma sempre di più si tratta di luoghi virtuali, dove gli scambi sono effettuati e registrati elettronicamente, grazie alle numerose piattaforme di trading disponibili sul mercato.

Il mercato azionario è un mercato secondario, ovvero un luogo dove i possessori di azioni, possono interagire con i potenziali compratori. È importante capire che le aziende quotate in borsa, non comprano e vendono le proprie azioni quotidianamente (possono ricomprare le proprie azioni, facendo quello che viene definito “buy back”, oppure emettere nuove azioni, ma queste sono operazioni straordinarie) quindi quando qualcuno compra una azione in borsa, non lo sta facendo direttamente dall’azienda, ma lo sta facendo da un azionista che ha deciso di vendere le proprie azioni. Allo stesso modo, quando vendiamo una azione in borsa, non la stiamo vendendo alla azienda stessa, ma la stiamo vendendo ad un altro investitore.

Il prezzo di una azione sul mercato azionario viene deciso da un processo di asta, dove i compratori ed i venditori piazzano le loro offerte. Il prezzo “bid” è il prezzo a cui un investitore vorrebbe comprare, il prezzo “ask” è il prezzo a cui qualcuno vorrebbe vendere. Quando i due prezzi coincidono, l’operazione viene eseguita.

In alcune borse, sono presenti degli operatori professionali, il cui compito è garantire un prezzo “bid” ed un prezzo “ask”, al fine di invogliare gli investitori a piazzare i propri ordini; Questi operatori si chiamano “market makers” o “specialists”.

Lo spread è la differenza tra il prezzo “bid” ed il prezzo “ask”, più stretta è questa differenza di prezzo e piu’ grandi sono le offerte piazzate, in termini monetari, maggiori è la liquidità del mercato. Se ci sono molti ordini, piazzati su livelli diversi, sia in acquisto che in vendita, si dice che il mercato è profondo.

Oltre alle singole azioni, molti investitori negoziano direttamente gli indici azionari, (attraverso gli ETF, i CFD o i contratti futures) i quali rappresentano i prezzi aggregati di un numero di azioni diverse e il movimento di un indice è l'effetto netto dei movimenti di ciascun componente. Quando si parla del mercato azionario, spesso si riferisce a uno dei principali indici come l’indice italiano FTSEMIB, che raggruppa le 30 azioni più importanti italiane, il Dow Jones Industrial Average, che raggruppa le 30 azioni più importanti americane, oppure l’S&P500, che raggruppa le 500 azioni più importanti americane.

Fare trading sulle azioni con i diversi tipi di ordine

In questa sezione approfondiremo i vari tipi di ordine che possiamo utilizzare per fare trading.

Market order (ordine a mercato)

L’ordine “a mercato” è il piu’ semplice tra i vari tipi di ordini, infatti è semplicemente una istruzione di acquisto o vendita, che il broker eseguirà al miglior prezzo disponibile sul mercato.

Se vogliamo, per esempio, comprare 100 azioni Apple a mercato e i prezzi sono: Bid 139.80 dollari (100 azioni), Ask 140.00 dollari (50 azioni), Ultimo prezzo 139.95 dollari (250 azioni), questo significa che l’ultimo scambio effettuato è stato di 250 azioni al prezzo di 139.80 dollari, che 50 azioni bengono offerte da qualcuno che le vuole vendere a 140 dollari. Supponiamo che altre 200 azioni venissero offerte a 140.05 dollari, il nostro ordine a mercato andrebbe ad acquistare le 50 azioni disponibili a 140 dollari mentre le altre 50 azioni verrebbero acquistate dal pacchetto di 200 azioni, disponibili al secondo miglior prezzo, ovvero 140.05.

I dati relativi ai titoli azionari

Sui principali quotidiani, piuttosto che sui numerosi siti web finanziari, possiamo trovare le quotazioni delle azioni, spesso accompagnate da una serie di dati, utili ad effettuare una veloce valutazione del titolo stesso.

Assicurazioni Generali Spa


Vediamo prima di tutto i dati relativi al prezzo:

A. Il prezzo corrente del titolo
È il prezzo al quale il titolo viene scambiato in questo momento. Spesso capita che il prezzo, sui siti di informazione gratuita, sia in ritardo di 15 minuti.

B. La variazione odierna in numero di punti
È la variazione in termini di prezzo che il titolo sta subendo oggi, rispetto alla chiusura del girono precedente.

C. La variazione odierna in percentuale
È la variazione in termini percentuali che il titolo sta subendo oggi, rispetto alla chiusura del girono precedente.

Ora vediamo i dati relativi alle caratteristiche dell’azione:

1. Il ticker del titolo
Visibile al punto 1 dell’immagine sotto, è un codice alfanumerico che individua l’azione. Il caso dell’esempio riporta il titolo Generali, dove BIT sta ad indicare la borsa dove il titolo è quotato, in questo caso la Borsa italiana (BIT = B orsa IT aliana), mentre G individua il singolo titolo, in questo caso Generali.
Il ticker puo’ variare da titolo a titolo e non deve per forza essere la prima lettera del nome dell’azione.

Il caso dell’azione Ferrari, la nota azienda produttrice di auto sportive, ne è un esempio, infatti il ticker che individua l’azione del cavallino rampante è RACE, che in inglese vuole dire corsa, gara.

Digitando il ticker RACE nella barra di ricerca di Google finace, appare infatti il titolo Ferrari, quotato alla borsa italiana.

RACE - Ferrari NV


2. Il range di prezzo delle ultime 52 settimane

Questa è la forchetta di prezzo in cui il titolo si è mosso nell’ultimo anno

3Il volume scambiato giornalmente
Questo dato ci dice la quantità scambiata durante l’ultima seduta (Vol) e la quantità media scambiata giornalmente negli ultimi 30 giorni

4. La capitalizzazione del titolo
La capitalizzazione (Mkt Cap, ovvero Market Capitalization) indica il valore totale, riportato nella valuta di riferimento in cui l’azione è quotata (in questo caso in euro, essendo Generali Assicurazione quotata in Italia). Si ottiene moltiplicando il prezzo di borsa attuale, per il numero di azioni in circolazione.

5Il rapporto P/E, ovvero il rapporto prezzo/utili
Il rapporto P/E è uno dei così detti ratios, ovvero dei semplici calcoli che consentono una veloce valutazione di qualsiasi azione. Il P/E è il rapporto tra il prezzo attuale della singola azione e gli utili per azione (EPS). Si puo’ anche ottenere dividendo gli utili totali dell’azienda, per la capitalizzazione.
Un P/E basso è generalmente associato ad azioni sottovalutate, al contrario un P/E alto è sintomo di sopravvalutazione.

6. La voce Div/yeld, ovvero il dividendo accostato al rendimento percentuale
La voce "Div" ci dice a quanto ammonta l’ultimo dividendo pagato dall’azienda agli azionisti, la voce yeld ci dice a quanto ammonta il rendimento da dividendo in termini percentuali.
Nel caso di Generali Assicurazioni vediamo che l’ultimo dividendo pagato è di 80 centesimi per azione, pari ad un rendimento del 5.24%.
Questo significa che, investendo in questo momento sul titolo, e qualora ne il dividendo distribuito né il prezzo cambiassero, otterremmo un rendimento del 5.24% solamente dal dividendo.
A parità di dividendo, se il prezzo del titolo dovesse scendere, aumenterebbe il rendimento, al contrario scenderebbe qualora il prezzo dovesse salire.

7. Gli utili per azione (EPS in inglese)
Questo dato è il risultato della divisione tra gli utili dell’azienda ed il prezzo dell’azione, restituendoci un numero che ci fa capire quanto dell’utile aziendale è imputabile ad una singola azione.
Gli utili ed il dividendo non sono la stessa cosa, infatti il dividendo è quella parte di utile che il consoglio di amministrazione decide di distribuire agli azionisti.

8. Il numero di azioni in circolazione
È semplicemente il numero di azioni disponibile sul mercato. Nell’esempio la B dopo il numero sta ad indicare la voce “Billion” ovvero “miliardi”. Generali Assicurazioni, infatti ha un flottante (il numero di azioni disponibili sul mercato) di 1.56 miliardi di azioni.