Cosa sono le Sicav

Le Sicav, il cui acronimo sta per Società di investimento a capitale variabile, sono delle società per azioni che hanno come oggetto sociale l'investimento in valori mobiliari del capitale raccolto presso il pubblico.

Esse fanno parte della famiglia degli OICR (Organismi di investimento collettivo del risparmio) insieme ai fondi comuni di investimento e alle Sicaf.
Il patrimonio viene gestito dagli amministratori della società o, nel caso in cui lo statuto lo ritenesse opportuno, da una società di gestione del risparmio (SGR) come avviene per i fondi comuni di investimento.

Le azioni delle Sicav possono essere riscattate in qualsiasi momento e danno il diritto di voto. Possono essere sia nominative che al portatore e, in quest'ultimo caso, ogni azionista ha un solo diritto di voto indipendentemente dal numero di azioni possedute. È sempre comunque consentita la trasformazione dall'una all'altra tipologia di azioni.

Le Sicav sono vigilate dalla Banca d'Italia e dalla Consob e devono rispettare determinati requisiti patrimoniali (capitale sociale non inferiore a 1 milione di euro), di onorabilità e professionalità da parte degli amministratori. Inoltre devono prevedere nello statuto l'esclusività nell'oggetto sociale dell'investimento collettivo delle azioni raccolte presso il pubblico.

Gli strumenti finanziari in cui il patrimonio viene investito devono essere depositati presso una banca depositaria, che ha il compito di custodirli e di verificare che le operazioni effettuate che riguardano l'emissione e il rimborso delle azioni, nonché il calcolo del valore delle stesse, siano state compiute in maniera corretta. Il patrimonio è segregato, distinto quindi dal bilancio della banca depositaria: in caso di fallimento di quest'ultima gli assets della Sicav sono assolutamente tutelati.

A differenza delle altre società per azioni, una Sicav non può né acquistare, né detenere azioni proprie e nemmeno emettere azioni di risparmio o obbligazioni.

Differenza tra Sicav e fondi comuni di investimento

La differenza fondamentale tra Sicav e fondi comuni di investimento sta nel fatto che le quote delle Sicav sono rappresentate da azioni che danno diritto di voto e possono essere riscattate in qualsiasi momento. Le quote dei fondi comuni invece possono essere riscattate in ogni momento solo nel caso di fondi aperti, mentre nei fondi chiusi è possibile farlo solo a determinate scadenze.

Inoltre, mentre nei fondi comuni la gestione del patrimonio è demandata sempre ad un soggetto esterno specializzato come la SGR, nel caso delle Sicav invece viene normalmente eseguita all'interno della società, a meno che non venga previsto diversamente dallo statuto.

Differenza tra Sicav e Sicaf

La differenza tra Sicav e Sicaf consiste nel fatto che, nelle prime, il capitale rappresentato dalle azioni è variabile perché dipende dall'andamento dei titoli investiti, dalle nuove sottoscrizioni e dai rimborsi, quindi coincide sempre con il patrimonio netto della società. Per questa ragione non è possibile applicare le regole che normalmente sono stabilite per le società di capitali, come ad esempio l'accantonamento degli utili e delle riserve, in quanto essi non vengono patrimonializzati ma sono reinvestiti per intero.

Nel momento in cui le Sicav raggiungono un patrimonio inferiore a 1 milione di euro e questi permane per un periodo di tempo superiore ai 60 giorni, esse per legge si sciolgono.

Le Sicaf, invece, sono Società di investimento a capitale fisso: quest'ultimo ha un valore nominale ed è distinto dal patrimonio della società. Proprio per questo motivo, alle Sicaf è permesso accantonare utili e riserve.

Come si determina il valore di un'azione in una Sicav

Il valore di un'azione in un Sicav è determinata dal valore netto del patrimonio/numero di azioni in circolazione.
Il valore netto del patrimonio è uguale a:

capitale iniziale + nuove sottoscrizioni - rimborsi + plusvalenze - minusvalenze

Le azioni delle Sicav, come detto, non hanno quindi valore nominale perché esso è continuamente variabile nel tempo, però hanno un valore di riferimento nel momento in cui la società viene costituita, che corrisponde a un minimo di 5 euro oppure al maggior valore stabilito dalla Banca d'Italia.

Esempio:
Si supponga che inizialmente il valore di riferimento di un'azione Sicav sia 5 euro e si raccolga un capitale di 5.000.000 di euro: il numero di azioni in circolazione sarebbero 1.000.000.

Si immagini per semplicità che gli amministratori della società investano nel modo seguente: 3.000.000 di euro in azioni e 2.000.000 in obbligazioni.

Se dopo 1 anno il valore delle azioni salisse a 4.000.000 e quello delle obbligazioni diminuisse a 2.500.000 e, nel frattempo, ci fossero stati altri ingressi per 500.000 di euro e rimborsi per l'equivalente, il valore di ogni azione sarà così determinato:
Capitale iniziale                                                    5.000.000 
Nuove sottoscrizioni                                             + 500.000
Rimborsi                                                                 - 500.000
Plusvalenze (4.000.000 - 3.000.000)               + 1.000.000
Minusvalenze (2.000.000 - 2.500.000)               - 500.000
Valore patrimonio                                                  5.500.000

Valore azione = Valore patrimonio/Numero azioni in circolazione = 5.500.000/1.000.00 = 5,5 euro.

Le Sicav multicomparto

Lo statuto può prevedere che le Sicav possano creare diversi comparti in cui il patrimonio viene suddiviso. In ognuno di questi comparti si può emettere una particolare categoria di azioni e valgono, quindi, delle regole specifiche per le azioni possedute.
Ogni comparto è autonomo a livello patrimoniale e disgiunto dall'altro, quindi l'andamento dell'uno non intacca quello dell'altro.

Ogni investitore ha sempre la facoltà di spostare le proprie azioni da un comparto all'altro. Normalmente, a differenza dei fondi comuni, lo switch tra i vari comparti non comporta ulteriori commissioni.

Sicav armonizzate e non armonizzate

Sicav armonizzate

Le Sicav armonizzate sono Sicav che sono sottoposte a dei vincoli riguardo la modalità di impiego del patrimonio raccolto. Esse infatti non possono investire più del 10% del patrimonio in titoli di uno stesso emittente, non possono impiegare una quota maggiore del 10% in strumenti finanziari quotati in mercati non regolamentati e non possono investire più del 5% in quote di OICR.

Sicav non armonizzate

Le Sicav non armonizzate sono società che si caratterizzano per una maggiore libertà di investimento del capitale raccolto. Rispetto alle Sicav armonizzate non vi è un sostituto di imposta e quindi gli eventuali proventi dovranno essere portati in dichiarazione dei redditi.

Il prospetto informativo

Come per i fondi comuni di investimento, la legge prevede anche per le Sicav la dotazione di un prospetto informativo che deve essere consegnato all'investitore al momento della sottoscrizione.
Esso, tra l'altro deve indicare in maniera chiara:

  • Gli strumenti finanziari in cui il patrimonio raccolto viene investito. Più precisamente devono essere indicate le entità dei titoli presenti in portafoglio e la suddivisione in quote degli stessi
  • La tipologia di operazioni che verranno effettuate. È importante precisare se ci saranno titoli a breve, a medio o a lunga scadenza, prodotti derivati, vendite allo scoperto, ecc
  • Il benchmark di riferimento. Il benchmark è l'indice che si compone di un portafoglio simile di investimento e che serve per confrontare la perfomance della Sicav con quello dell'indice stesso

I vantaggi delle Sicav

Tra i vantaggi che l'investitore ha nell'acquisto di una Sicav si possono individuare i seguenti:

  • Differenziazione del capitale detenendo un'azione. La caratteristica importante della Sicav consiste nel fatto che, a differenza di una società per azioni, il proprio investimento è diversificato e quindi non dipende dall'andamento della società bensì da quello dei mercati in cui il patrimonio della stessa viene investito
  • Esercizio dei diritti di una S.P.A.. Essendo il capitale rappresentato da azioni e non da quote, come avviene nei fondi comuni, l'investitore diventa socio e quindi ha il diritto di partecipare nelle assemblee e di esercitare il voto. Quindi la sua presenza è attiva e può di conseguenza incidere sulle scelte della società anche in tema di investimenti
  • Distribuzione dei dividendi. Nel caso in cui lo prevede, la Sicav può distribuire dividendi agli azionisti e quindi i cassettisti trovano nella Sicav uno strumento adeguato per garantire loro dei cash flow periodici

Gli svantaggi delle Sicav

Ovviamente, esistono anche delle caratteristiche che rendono le Sicav poco convenienti, ad esempio:

  • Costi elevati. Così come per i fondi comuni di investimento, le commissioni sono diverse: di sottoscrizione, di deposito, di performance, ecc. E anche se non vi è obbligatoriamente la presenza di una SGR che gestisce il capitale, la commissione di gestione va pagata ugualmente al management della società che se ne occupa. Complessivamente, le commissioni possono aggirarsi intorno al 2% del capitale e ciò riduce notevolmente la performance eventualmente ottenuta
  • Nessuna distinzione tra il patrimonio della società e il capitale investito. Questo comporta che, a differenza dei fondi, se la società dovesse fallire automaticamente verrebbe perso tutto il capitale investito: non c'è infatti alcuna separazione tra il capitale raccolto e il patrimonio della Sicav. Per la verità questa è un'ipotesi molto improbabile, perché vorrebbe dire che tutti gli investimenti effettuati dalla società sarebbero in perdita totale
  • Poca trasparenza nella performance. La maggior parte delle Sicav che ci sono in Italia sono di diritto prevalentamente lussemburghese e irlandese. Di conseguenza, la performance potrebbe trarre in inganno in quanto viene espressa al lordo della ritenuta fiscale: si avrebbe l'impressione, per tale motivo, di un andamento migliore rispetto a quella dei fondi comuni, ad esempio

La fiscalità particolare delle Sicav di diritto estero

In Italia il regime fiscale applicato alle Sicav è abbastanza bizzarro e, per questo, non proprio conveniente. Le plusvalenze maturate vengono considerate redditi di capitale e tassate come capital gain all'aliquota del 26%, mentre le minusvalenze vengono trattate come redditi diversi e possono essere portate in compensazione solo con plusvalenze generate dall'investimento in altri titoli e non con quelle dei comparti delle Sicav.

Nelle Sicav armonizzate, tutto il sistema dei pagamenti viene gestito dal SIP (Soggetto incaricato dei pagamenti) a cui vengono conferiti i fondi e che funge da intermediario dei pagamenti stessi e da sostituto di imposta.