Venerdì si è chiusa una settimana complessa per le Borse USA. A fine contrattazioni, il Dow Jones ha registrato una flessione dello -0,16%, mentre l'S&P 500 ha messo a segno un rialzo dello +0,80% e il Nasdaq ha evidenziato un progresso dello +1,63%. L'ottimismo degli investitori, che ha spinto i listini su livelli record, si è concentrato sulle prospettive di spesa nel settore dei chip, sebbene il sentiment generale rimanga ancorato agli sviluppi geopolitici.
La settimana che si apre oggi si preannuncia cruciale per determinare la direzione delle azioni USA nel breve termine, considerando il fitto calendario di eventi in programma. L'attenzione degli operatori è rivolta principalmente alle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve, previste per mercoledì (Settimana delle Banche centrali: le attese per Fed, BCE, BoE e BoJ).
L'appuntamento assume una rilevanza particolare, in quanto potrebbe rappresentare l'ultima riunione presieduta da Jerome Powell prima del possibile insediamento di Kevin Warsh nel mese di maggio. L'andamento dei future sui federal funds indica che i tassi di interesse resteranno invariati, un'aspettativa che riflette la cautela dell'istituto centrale.
Parallelamente, le azioni a Wall Street si preparano alla pubblicazione degli utili trimestrali di cinque delle sette principali società tecnologiche a grande capitalizzazione. Alphabet, Amazon, Meta e Microsoft riporteranno i propri risultati finanziari mercoledì, seguite da Apple nella giornata di giovedì (La stagione degli utili USA accelera: ecco tutti i numeri che contano).
Azioni Wall Street: le dinamiche geopolitiche frenano i derivati
Le contrattazioni odierne si aprono in un clima di prudenza, dettato in larga parte dall'arresto delle trattative di pace tra Stati Uniti e Iran. La decisione del presidente Donald Trump di annullare la missione diplomatica in Pakistan dell'inviato speciale Steve Witkoff e di Jared Kushner, optando per un proseguimento dei negoziati per via telefonica, ha indotto gli operatori a rivalutare i tempi di una risoluzione del conflitto.
Nel frattempo, l'escalation nei pressi dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio marittimo globale, ha esercitato un'immediata pressione al rialzo sulle quotazioni del greggio, con il WTI e il Brent saliti di circa due punti percentuali. In questo contesto operativo, Wall Street Oggi sconta un avvio poco mosso: il contratto sul Dow Jones cede lo 0,14%, il derivato sull'S&P 500 scivola dello 0,10% mentre il future sul Nasdaq si attesta di poco sopra la parità, segna un +0,20%.
Il rincaro dei prezzi energetici alimenta valutazioni sull'inflazione, limitando potenzialmente lo spazio di manovra per futuri tagli dei tassi. Ciononostante, tra gli addetti ai lavori prevale un approccio moderato alle tensioni in corso. "Sebbene si tratti di un modesto fattore negativo, continuiamo a ritenere che il conflitto rimanga su un percorso di de-escalation", ha detto Adam Crisafulli, fondatore di Vital Knowledge.
Wall Street Oggi: fari accesi su Meta, Organon e Intel
- Meta (-0,20%): l'agenzia statale di pianificazione cinese ha formalmente bloccato l'acquisizione da 2 miliardi di dollari della startup singaporiana di intelligenza artificiale Manus, chiedendo alle parti di ritirare l'operazione. la decisione impedisce al colosso tecnologico statunitense di integrare la tecnologia sviluppata dall'azienda dalle origini cinesi, sollevando nuove valutazioni sugli investimenti transfrontalieri.
- Organon (+16,3%): la società farmaceutica focalizzata sulla salute femminile ha accettato l'offerta di acquisto da parte dell'indiana Sun Pharmaceutical Industries, un'operazione interamente in contanti che valuta l'azienda statunitense 11,75 miliardi di dollari, debito compreso.
- Intel (+2,7%): la società produttrice di semiconduttori rimane al centro dell'interesse dopo aver registrato venerdì un balzo del 23,6%, chiudendo su livelli record che non si vedevano dai tempi della bolla dot-com nel 2000. Gli investitori continuano a valutare le solide previsioni sui ricavi del secondo trimestre fornite dal management.
- Frontier Group (+0,76%): il gruppo di compagnie aeree low-cost ha presentato all'amministrazione Trump una proposta per un piano di aiuti da 2,5 miliardi di dollari, citando le crescenti pressioni finanziarie legate all'aumento delle spese per il carburante avio.
- Verizon Communications (+0,4%): l'azienda di telecomunicazioni è attesa oggi alla prova dei conti del primo trimestre.