La stagione degli utili del primo trimestre 2026 è entrata nel vivo, e i numeri che arrivano da Wall Street sono decisamente sopra le attese. Con circa il 28% delle società dell'S&P 500 che ha già comunicato i risultati, il quadro che emerge è quello di una Corporate America solidissima, capace di superare le previsioni degli analisti su entrambi i fronti, utili e ricavi.
Trimestrali USA: i numeri che contano
L'84% delle società ha riportato un utile per azione superiore alle stime. Non è un dato banale: la media degli ultimi cinque anni è al 78%, quella degli ultimi dieci al 76%. Ancora più significativo è lo scarto: in media, gli utili hanno superato le aspettative del 12,3%, contro una media storica quinquennale del 7,3%. Le aziende non si stanno solo difendendo, stanno sorprendendo con ampi margini.
Il risultato aggregato di crescita anno su anno, che combina i risultati già pubblicati con le stime per chi deve ancora riportare, è pari al 15,1%. Se questo dato venisse confermato a fine stagione, segnerebbe il sesto trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra per l'indice, una striscia che dura ininterrotta da metà 2024.
Fonte: Factset
Sul fronte dei ricavi, l'81% delle società ha battuto le stime, anche qui sopra la media storica a cinque e dieci anni, con una crescita aggregata del 10,3% anno su anno. Sarebbe il tasso di crescita dei ricavi più alto dall'estate del 2022.
Trimestrali USA: chi guida, chi arranca
Non tutti i settori si muovono nella stessa direzione. La tecnologia è in testa, con una crescita degli utili attesa intorno al 45% anno su anno, trainata soprattutto dai semiconduttori. Bene anche i materiali, i finanziari e l'industria manifatturiera. In difficoltà, invece, l'energia, che sconta il confronto con un 2025 favorevole sul fronte dei prezzi del petrolio, e la sanità, penalizzata da alcune revisioni al ribasso delle stime.
Fonte: Factset
Vale la pena segnalare una sfumatura: il settore energetico, pur rimanendo in calo anno su anno, sta in realtà battendo le stime in misura significativa. Il calo riflette un effetto base sfavorevole più che una debolezza strutturale del business.
La settimana che può cambiare il tono del mercato
Se la prima parte della stagione delle trimestrali USA è stata dominata da banche e industriali, la settimana appena iniziata è quella che i mercati attendono davvero. Mercoledì 29 aprile riportano in un solo colpo Microsoft, Alphabet, Amazon e Meta, quattro delle cinque società a maggiore capitalizzazione dell'indice. Apple seguirà giovedì. Insieme, questi cinque colossi rappresentano circa il 25% della capitalizzazione totale dell'S&P 500: quando si muovono loro, si muove il mercato.
Le attese sono alte. Per il gruppo delle Magnifici Sette nel suo complesso, la crescita degli utili attesa nel primo trimestre supera il 20% anno su anno. Microsoft deve rispondere alle domande sulla crescita del cloud, rimasta stabile attorno al 26-27% nelle ultime tre rilevazioni. Meta arriva dopo aver annunciato 8.000 esuberi e lanciato il suo primo grande modello di intelligenza artificiale. Il vero banco di prova, però, non saranno i numeri del passato: saranno le guidance sul secondo trimestre e i piani di spesa in AI.
Valutazioni e rischi
Il mercato sta già incorporando molto ottimismo. Il P/E forward a 12 mesi, l'indicatore che misura quanto si paga oggi per gli utili futuri attesi, si colloca a circa 20,9 volte, sopra la media quinquennale di 19,9 e quella decennale di 18,9. Per il resto dell'anno, gli analisti stimano una crescita degli utili superiore al 20% trimestre su trimestre, con una previsione per l'intero 2026 di circa il 18-19%.
Numeri ambiziosi, che lasciano poco spazio agli errori. Tensioni geopolitiche, un'inflazione ancora sopra target e l'incertezza sulla politica monetaria della Fed restano variabili da monitorare. Per ora, però, i fondamentali reggono e lo stanno dimostrando trimestre dopo trimestre.
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