La seduta di ieri si è chiusa all'insegna della debolezza, penalizzata da un contesto geopolitico in rapido deterioramento che ha spinto gli investitori a liquidare le posizioni azionarie. Le crescenti tensioni in Medio Oriente e le operazioni militari tra Stati Uniti, Israele e Iran hanno innescato vendite sui mercati finanziari, minando la fiducia degli operatori.
La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, arteria fondamentale per il transito globale di idrocarburi, ha infatti riportato al centro del dibattito i fondati timori per un potenziale shock dell'offerta.
In questo scenario incerto, il Dow Jones ha terminato le contrattazioni in flessione dell'1,61%, lo S&P 500 ha registrato un -0,56%, sostenuto solo marginalmente dai titoli energetici, mentre il Nasdaq ha limitato i danni chiudendo a -0,26%.
Azioni Wall Street: petrolio in fiamme e riflettori sull'occupazione
Anche nella seduta odierna il tema dominante resta l'escalation della crisi energetica. Il prezzo del greggio statunitense, il WTI, ha superato la soglia degli 84 dollari al barile a causa delle incertezze sull'approvvigionamento globale.
L'avversione al rischio si riflette sui listini prima dell'apertura: il future sul Dow Jones registra un -0,21%, il contratto sull'S&P 500 si muove in territorio negativo segnando un -0,31% mentre il derivato sul Nasdaq cede lo 0,39%.
Stephen Juneau, economista di BofA Securities, ha evidenziato i rischi sistemici avvertendo che "il protrarsi delle operazioni militari eserciterà pressioni al rialzo sull'inflazione primaria e core, nonché sulle aspettative di inflazione nei prossimi mesi". A fargli eco è Angelo Kourkafas di Edward Jones, il quale sottolinea che "i mercati restano in modalità risk-off di fronte ai crescenti timori per la durata del conflitto e le potenziali interruzioni delle forniture energetiche".
In questo clima di prudenza, gli investitori guardano con particolare ansia all'agenda macroeconomica, incentrata sui nuovi posti di lavoro non agricoli di febbraio. Gli analisti si attendono la creazione di 58 mila nuovi impieghi, in netto rallentamento rispetto ai +130.000 di gennaio, con un tasso di disoccupazione visto stabile al 4,3% (USA: oggi i dati sul mercato del lavoro, cosa aspettarsi).
Wall Street Oggi: Marvell, Gap e Nike sotto i riflettori
- Marvell Technology: in rialzo del 12% nel pre-market, l'azienda produttrice di semiconduttori ha diffuso conti trimestrali eccellenti, trainati dalla domanda di soluzioni legate all'intelligenza artificiale.
- Gap: -6,65% nel pre-market. La società di abbigliamento ha deluso le attese degli analisti a causa del netto arretramento delle vendite registrato dal suo brand Athleta, debolezza che ha inevitabilmente pesato sui risultati complessivi.
- Costco: il colosso della grande distribuzione ha registrato un trimestre solido e redditizio, beneficiando sia della tenuta delle vendite di prodotti fisici, sia del notevole incremento delle commissioni di affiliazione. Le azioni nel pre-market segnano un -0,2%.
- Booking: OpenAI ha ridimensionato i piani di checkout diretto, riducendo i timori di disintermediazione per le piattaforme online. Le azioni BKNG nel pre-market salgono dell'8,5% (Booking vola dopo marcia indietro di OpenAI su checkout diretto).
- Nike: parità prima dell'avvio. Il celebre brand sportivo prevede di contabilizzare a breve oneri straordinari per circa 300 milioni di dollari, una mossa legata agli imminenti sforzi di riduzione dei costi che includeranno anche il taglio dell'1% del personale.
- Netflix: il gigante dello streaming ha concluso con successo l'acquisizione di InterPositive, innovativa startup di intelligenza artificiale fondata dall'attore Ben Affleck, con l'obiettivo di integrare nuovi strumenti nei processi di produzione (-0,4% prima dell'avvio).