In un contesto ancora appesantito dall'incertezza geopolitica e dai dubbi sul ritorno degli investimenti in intelligenza artificiale, la trimestrale di Broadcom per il primo trimestre fiscale 2026 - chiuso il 1° febbraio - ha consegnato al mercato un quadro decisamente positivo.
Il colosso di Palo Alto ha registrato ricavi per 19,31 miliardi di dollari, +29% su base annua, contro i 19,18-19,26 miliardi attesi dagli analisti (consenso LSEG). L'utile per azione rettificato si è attestato a 2,05 dollari, superando le stime di consenso, fissate a 2,03 dollari.
Il dato che ha però fatto scattare gli acquisti sul titolo - che nel pre-market sale di 6 punti percentuali - è quello relativo ai ricavi da intelligenza artificiale: 8,4 miliardi di dollari nel trimestre, in aumento del 106% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un raddoppio che lo stesso CEO aveva pronosticato a dicembre, ma che si è materializzato con una velocità superiore alle attese, "trainato dalla robusta domanda di acceleratori AI personalizzati e di reti AI", come precisato nel comunicato ufficiale.
"Broadcom ha raggiunto ricavi record nel primo trimestre grazie alla continua solidità delle soluzioni per semiconduttori AI", ha detto il CEO Hock Tan.
Trimestrale Broadcom: guidance positiva sul Q2
Il segmento dei semiconduttori ha generato 12,52 miliardi di dollari di ricavi, sopra la stima di 12,25-12,40 miliardi. L'unica nota stonata nella partitura è arrivata dall'infrastructure software, che con 6,80 miliardi ha mancato leggermente il consenso di 7,02 miliardi.
L'utile netto è salito a 7,35 miliardi di dollari, ovvero 1,50 dollari per azione, dai 5,50 miliardi (1,14 dollari per azione) del primo trimestre 2025.
Per il secondo trimestre fiscale, in scadenza il 3 maggio, Broadcom ha fornito una guidance decisamente positiva: ricavi attesi di circa 22 miliardi di dollari, contro un consenso di 20,4-20,56 miliardi. Il margine di profitto rettificato è previsto al 68%, contro il 66% delle stime. I soli ricavi da semiconduttori sono attesi a 14,8 miliardi, largamente superiori ai 13,06 miliardi del consenso. I ricavi AI nel secondo trimestre sono stimati a 10,7 miliardi di dollari.
Cento miliardi entro il 2027: la scommessa di Hock Tan sull’AI
Se i numeri trimestrali hanno fatto il loro effetto, è stata la proiezione a lungo termine di Hock Tan a catalizzare l'attenzione. Il CEO di Broadcom ha dichiarato agli analisti di avere "visibilità" per raggiungere, dai soli chip, ricavi AI superiori a 100 miliardi di dollari nel 2027. "Abbiamo anche assicurato la catena di approvvigionamento necessaria per raggiungere questo obiettivo", ha aggiunto, in un'affermazione che suona quasi come una sfida aperta a Nvidia, che secondo le stime dovrebbe generare circa 333 miliardi di dollari dal business AI data center nel suo anno fiscale 2027.
La strada verso quell'obiettivo passa per una costellazione di clienti di peso che Tan ha illustrato con una certa soddisfazione. Anthropic - la startup AI in cui Broadcom aveva già segnalato un ordine da 10 miliardi di dollari in chip personalizzati annunciato a dicembre - si troverà al centro di una delle commesse più ambiziose: Tan ha stimato un gigawatt di unità di elaborazione Google TPU dedicate ad Anthropic nel 2026, destinati a salire a oltre tre gigawatt nel 2027. Un'indicazione che testimonia la profondità del legame tra Broadcom, Google e il suo modello linguistico più ambizioso.
OpenAI è il secondo nome di peso. Secondo Tan, il chip di prima generazione sviluppato con Broadcom sarà in volume deployment per OpenAI nel 2027, superando il gigawatt di capacità computazionale.
Sul fronte Meta, il CEO ha respinto le indiscrezioni degli ultimi giorni che paventavano un ridimensionamento del programma MTIA (Meta Training and Inference Accelerator): "la roadmap MTIA è viva e vegeta", ha detto Tan, specificando che il chip è già in spedizione e che Meta punta a raggiungere più gigawatt di capacità di acceleratori personalizzati nel 2027 e oltre. La stessa CFO di Meta, Susan Li, ha confermato nella stessa giornata le ambizioni della società nello sviluppo di chip per l'addestramento dei propri modelli AI.
Il ruolo di Broadcom nell'ecosistema AI è peculiare e spesso sottovalutato. A differenza di Nvidia, che produce chip general-purpose per il calcolo accelerato, Broadcom si posiziona come l'interlocutore di riferimento per le grandi aziende tecnologiche - Amazon, Google, Meta, Microsoft - che vogliono progettare chip personalizzati (ASIC) su misura per i propri carichi di lavoro. Broadcom traduce questi progetti in silicio, fornendo proprietà intellettuale e tecnologie di backend prima che i wafer vengano inviati alle fonderie come TSMC.
Su questo fronte, l'analista Blayne Curtis di Jefferies ha osservato che "negli ultimi quattro trimestri, gli ASIC si sono evoluti da una seconda fonte a una vera opzione competitiva per i principali clienti - soprattutto Google, che ha anche iniziato a vendere esternamente". Una valutazione che fotografa bene il cambiamento strutturale in atto nel mercato dei semiconduttori AI.
Broadcom sta inoltre investendo in packaging avanzato, il passo successivo nella catena produttiva dei chip dopo la fase di fabbricazione del silicio. In particolare, Tan ha annunciato investimenti in substrati in vetro, una tecnologia emergente che migliora la trasmissione del segnale elettrico nei sistemi AI di grandi dimensioni. Considerato che Nvidia si è assicurata la quota preponderante della capacità CoWoS (chip on wafer on substrate) di TSMC - creando un collo di bottiglia che preoccupa l'industria - Broadcom ha scelto di muoversi con discrezione: "abbiamo partner molto validi in questo componente chiave", ha detto Tan, senza sbilanciarsi ulteriormente.
In arrivo buyback da 10 miliardi
Nonostante la solidità dei numeri, il contesto di mercato resta problematico. Le azioni Broadcom cedevano l'8,25% da inizio 2026 alla chiusura di ieri, in linea con la debolezza del settore tecnologico che sconta i timori su una bolla negli investimenti in AI (l'iShares Expanded Tech-Software Sector ETF segna un ribasso di circa il 19% da inizio anno).
In questo clima, il Consiglio di amministrazione di Broadcom ha autorizzato un nuovo piano di riacquisto di azioni proprie fino a 10 miliardi di dollari, valido fino alla fine del 2026. La mossa segue i 7,8 miliardi di buyback già eseguiti nel primo trimestre e manda un segnale inequivocabile sulla fiducia del management nelle prospettive aziendali, oltre a rappresentare un classico strumento di supporto al titolo in una fase di volatilità.
Sul piano delle valutazioni, Broadcom trattava a 27,2 volte gli utili attesi a 12 mesi prima della pubblicazione dei conti, un multiplo superiore a quello di Nvidia (21,6 volte) e in linea con AMD (27 volte). Il titolo ha guadagnato il 77% negli ultimi dodici mesi, confermando la scommessa degli investitori sulla transizione AI.
La trimestrale Broadcom consegna un quadro in chiaroscuro. Da un lato, i fondamentali sono solidi e la visibilità sulla crescita AI è notevole, dall'altro, le valutazioni non sono a buon mercato, il contesto macro resta instabile e le guerre commerciali sullo sfondo non aiutano la fiducia.