Le Borse USA hanno dimostrato una notevole capacità di tenuta durante la sessione di ieri, riuscendo a invertire la rotta dopo le recenti flessioni e tornando ai livelli precedenti all'inasprimento del conflitto con l'Iran. Il mercato ha trovato un solido appoggio nei titoli del comparto tecnologico e dei semiconduttori, traendo inoltre beneficio da un quadro macroeconomico decisamente rassicurante.
L'indice ISM relativo al settore dei servizi ha registrato un balzo a 56,1 punti a febbraio, superando agilmente le stime degli economisti e confermando la solidità della crescita statunitense. "Anche con il conflitto con l'Iran, il mercato ha mostrato una resilienza impressionante, consolidando piuttosto che vendendo emotivamente", ha sottolineato Mark Hackett, Chief market strategist di Nationwide.
A conferma di questo ritorno di fiducia verso gli asset di rischio, i principali indici azionari hanno archiviato la seduta in territorio positivo: il Dow Jones ha chiuso con un progresso dello 0,49%, lo S&P 500 ha registrato un incremento dello 0,78%, mentre il listino tecnologico Nasdaq ha sovraperformato mettendo a segno un +1,29%.
Azioni Wall Street: derivati in lieve flessione e incognite macro
L’apertura odierna delle azioni a Wall Street si preannuncia tuttavia all'insegna della cautela, dominata dalle valutazioni sulle rinnovate tensioni in Medio Oriente e sulle dirette ripercussioni sul mercato energetico. Il petrolio ha ripreso a salire a causa dei perduranti timori per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale che attualmente vede il transito marittimo quasi del tutto bloccato.
In questo scenario caratterizzato da segnali contrastanti, i derivati pre-apertura non fanno segnare variazioni di rilievo: il contratto sul Dow Jones registra un calo dello 0,15%, il derivato legato allo S&P 500 è piatto ed il future sul Nasdaq 100 evidenzia un +0,03%.
Dopo le indicazioni arrivate ieri dalla stima ADP (+63 mila vs +50 mila del consenso), gli investitori attendono ora la pubblicazione delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (con stime degli analisti a 215 mila), un dato fondamentale per valutare lo stato di salute del mercato del lavoro in vista dell'importante report ufficiale di venerdì.
"Abbiamo uno shock geopolitico, ovviamente, e stiamo ancora analizzando come potrebbe impattare il premio al rischio per le azioni", ha osservato Savita Subramanian di BofA. "Ma oltre a questo, credo che stiamo assistendo al lento ritiro della marea per alcuni dei beneficiari di un ambiente con tassi di interesse molto bassi".
Wall Street Oggi: Broadcom, Apple e le altre protagoniste
L'attenzione si sposta sulle singole dinamiche societarie, con Broadcom e Morgan Stanley in prima linea.
- Broadcom (+7,3%): la società specializzata in semiconduttori e software ha superato le previsioni trimestrali del mercato, trainata dai ricavi legati all'intelligenza artificiale che sono più che raddoppiati (Numeri da record: la trimestrale Broadcom stupisce Wall Street).
- Apple (parità): l'azienda californiana ha presentato il nuovo MacBook Neo da 599 dollari, un dispositivo leggero dotato di chip per iPhone, compiendo un passo strategico storico per competere nel segmento dei PC entry-level (Apple lancia MacBook Neo: il laptop più economico di sempre).
- Morgan Stanley (-1,05%): la banca di investimento si appresta a varare un piano di riduzione del personale che coinvolgerà circa il 3% della propria forza lavoro globale, con tagli che colpiranno circa 2.500 dipendenti nelle sue tre divisioni principali.
- Cracker Barrel Old Country Store (+7,6%): la catena di ristoranti ha rassicurato la platea degli investitori confermando che i recenti sforzi di risanamento e ristrutturazione interna stanno iniziando a prendere forma.
- Okta (+1,49%): l'azienda attiva nella sicurezza e nella gestione delle identità digitali ha pubblicato utili superiori alle stime di consenso, anche se le proiezioni fornite per il trimestre in corso hanno solo parzialmente soddisfatto le aspettative.
- Nvidia (-0,16%): il CEO Jensen Huang ha anticipato che il recente round di investimento da 30 miliardi di dollari in OpenAI potrebbe rappresentare l'ultimo intervento finanziario a favore della startup, in vista della sua probabile quotazione in Borsa.