La seduta di ieri ha delineato un quadro di consolidamento per le principali Borse USA, influenzate dalla persistente correlazione inversa con le quotazioni energetiche. Gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento cauto di fronte agli sviluppi in Medio Oriente: il Dow Jones ha archiviato la giornata con una flessione dello 0,61% mentre S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso poco mossi (-0,08% e +0,08%).
La tenuta del mercato, che continua a scambiare vicino ai massimi di gennaio, dimostra capacità di assorbimento degli shock esogeni. Tuttavia, la pressione sui margini operativi e sulla capacità di spesa dei consumatori induce alla prudenza. Le dinamiche attuali confermano una fase di transizione per le azioni a Wall Street, passate dal predominio incontrastato del tema dell'intelligenza artificiale a un'analisi dei rischi macroeconomici.
Azioni Wall Street: tensioni geopolitiche e timori inflattivi
La seduta odierna si aprirà all'insegna della debolezza, dominata dal balzo del petrolio, con il Brent vicino ai 100 dollari al barile. Gli sforzi per mitigare lo shock sull'offerta, tramite l'annuncio del rilascio di 400 milioni di barili dall'Agenzia Internazionale dell'Energia e di 172 milioni dalle riserve strategiche statunitensi, non hanno placato gli operatori (Petrolio: il rilascio record non basta a frenare i prezzi del Brent).
Il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz e l'aumento dei costi assicurativi marittimi per il transito commerciale alimentano lo spettro di una ripresa inflattiva. Di riflesso, il derivato sul Dow Jones registra un -0,59%, il contratto sull'S&P 500 cede lo 0,44% e i future sul Nasdaq segnano un -0,41%.
Sul fronte macroeconomico, ieri l'indice dei prezzi al consumo (CPI) di febbraio ha mostrato un incremento del 2,4% annuo, in linea con le attese, stabilendo una base di calcolo fondamentale per misurare le conseguenze dello shock energetico. L'attenzione si orienta ora sul dato PCE di gennaio, atteso per venerdì, con gli analisti che stimano un aumento del 2,9% su base annua.
Wall Street Oggi: UiPath in forte calo, rally per Netskope e Bumble
- Atlassian: azioni in rialzo dell'1,66% prima dell'avvio. La società ha comunicato il taglio del 10% della propria forza lavoro. "Stiamo facendo questo per autofinanziare ulteriori investimenti nell'AI e nelle vendite enterprise, rafforzando al contempo il nostro profilo finanziario", ha detto il CEO Mike Cannon-Brookes.
- UiPath: -7,27% prima dell'avvio. La piattaforma di automazione sconta un outlook sul primo trimestre inferiore alle aspettative.
- Adobe: dopo la chiusura di Wall Street, la società alzerà il velo sui conti. Focus sulla crescita del business cloud e sulle prospettive nel contesto della crescente concorrenza legata all’AI. -0,2% prima dell'avvio (Trimestrale Adobe: le attese per i conti del primo trimestre fiscale).
- Netskope: in flessione del 15,4%. L'azienda affronta una drastica correzione a seguito di una guidance deludente e stime in perdita superiori alle previsioni.
- Bumble: l'applicazione di dating registra un forte apprezzamento sostenuto da risultati trimestrali eccellenti e proiezioni rosee sull'Ebitda. Prima dell'avvio il titolo segna un +22,9%.