È passato diverso tempo da quando mi sono occupato delle azioni aurifere, ovvero quel settore del mercato azionario che ha una stretta correlazione con il prezzo del metallo giallo e che tendenzialmente si muove a leva rispetto ai movimenti di prezzo dell’oro.
Il recente andamento dell’oro è stato al ribasso dopo aver valicato la quota record dei 5 mila dollari l’oncia. E le aurifere non sono state da meno come è ovvio che sia per un indice che raggruppa società minerarie impegnate nell’estrazione di oro e argento.
Lo scoppio delle tensioni geopolitiche e il rialzo dell’inflazione non hanno aiutato il gold che comincia adesso a soffrire la concorrenza di rendimenti obbligazionari sempre più alti con il trentennale americano sopra il 5% e il decennale inglese idem. Anche in Europa l’aumento dei rendimenti si fa sentire entrando in concorrenza con una materia prima come l’oro dai pochi usi industriali e priva soprattutto di remunerazione cedolare.
L’andamento del mercato aurifero lo avevo già messo a confronto lo scorso anno con quelle delle azioni collegate al mondo crypto (ETF: aurifere battono crypto stocks in Borsa). Al tempo non c’era praticamente partita tra ETN che investono in oro e in Bitcoin. Da inizio 2026, seppur meno accentuato, il trend rimane intatto. Invesco Physical Gold batte WisdomTree Physical Bitcoin di quasi 15 punti percentuali.
Ma come detto gli ultimi mesi sono stati avari di soddisfazioni per il metallo giallo e anche le azioni ad esso collegato hanno pagato dazio.
ETF Azioni Aurifere: il prodotto di VanEck
VanEck Gold Miners è un ETF con una capitalizzazione da quasi 3 miliardi e mezzo di euro. Negli ultimi 10 anni se l’oro ha realizzato un rendimento annuo composto del 12,5%, le azioni aurifere hanno fatto meglio di ben 3 punti e mezzo percentuali l’anno.
Una corazzata che solo nell’ultimo anno ha quasi raddoppiato il suo valore confermando di essere un asset a leva sull’oro che nello stesso periodo ha portato a casa quasi il 40%. Ma le prese di profitto delle ultime settimane hanno frenato la corsa delle azioni aurifere.

Prevalentemente esposto su società minerarie canadesi, australiane ed americane come Agnico, Newmont, Barrick, l’ETF graficamente sembra essere entrato in una tipica fase di consolidamento dopo il forte rally dei mesi scorsi con il massimo storico raggiunto a febbraio 2026. Possibile che il minimo di marzo torni a essere interessato con la media mobile a 200 giorni che dovrebbe fare da argine a una fase che per il momento rimane solidamente ancora bullish.
Ultima nota dedicata agli indicatori fondamentali che non ci parlano di un settore troppo tirato, nonostante i rialzi degli ultimi anni. L’aumento degli utili ha fatto sì che il rapporto prezzo utili si mantiene a un livello neutrale di 17, con un rapporto tra prezzo e valore contabile di 3,5. Nulla di clamoroso, ma come sempre sarà il prezzo della materia prima sottostante a decidere il futuro di questo settore ad alta volatilità.