Nelle ultime settimane Oracle, una delle big cap americane che più aveva guadagnato dall’esplosione dell’intelligenza artificiale, ha subito pesanti prese di beneficio con un calo dai massimi che ormai sfiora il 50%. A preoccupare il mercato sono soprattutto i costi collegati agli investimenti in AI e nei data center ad essa collegati, preoccupazioni che hanno fatto impennare i CDS di Oracle, ovvero il premio che gli investitori dovrebbero pagare per coprirsi dal rischio default della società, una probabilità oggi superiore al 12% secondo il mercato.
Oracle è ovviamente presente in tutti i principali ETF operativi sugli indici americani, ma il suo peso percentuale assume numeri importanti e superiori al 5% soprattutto negli ETF a tema AI.
ETF con sottostante Oracle: performance poco omogenee
Tra questi due ETF che per capitalizzazione sono molto diffusi tra gli investitori europei come Xtrackers Artificial Intelligence & Big Data e Amundi Msci Robotics & AI.
Nel primo ETF Oracle è il secondo titolo per peso di un portafoglio dove le prime 10 società pesano per il 50% del totale. Alphabet, Oracle, Apple e Palantir si contendono il primato con un peso del 5% ciascuna.
Nel secondo ETF Oracle è il secondo titolo in un portafoglio un po' più diversificato con quasi 150 partecipazioni e dove le prime 10 pesano per il 40%. AMD, Oracle, Arista e Broadcom (altra società colpita pesantemente dalle vendite nelle ultime sedute) i primi titoli con il 5% di peso.
Questi due strumenti hanno quindi rallentato il passo di crescita degli ultimi mesi anche se hanno raccolto performance molto differenti.
Ad esempio, l’ETF di Xtrackers nell’ultimo anno batte il mercato azionario globale raddoppiandone quasi la performance e a distanza di 5 anni mantiene un vantaggio di quasi 50 punti percentuale su un classico ETF Msci World (135% vs 87%).
Decisamente peggio invece l’ETF di Amundi che non solo sottoperforma a 1 anno, ma che a 5 anni perde 20 punti percentuali dall’azionario globale il tutto con una volatilità ovviamente più alta del 23% rispetto al 15% di iShares Core World.
In arrivo opportunità di ingresso?
Questo ETF di Amundi è comunque fresco reduce da un nuovo massimo storico e graficamente sembra essere necessaria una fase di ulteriore scarico degli oscillatori settimanali come il Macd. Sotto questa prospettiva la condizione tecnica non sembra essere molto diversa da quella vista ad aprile prima del Liberation Day.

Interessante diventerebbe in chiave tattica per i ritardatari un proseguimento della correzione a questo punto fino a 100 euro per quota dove il bull market trova una serie importante di supporti. Qui gli acquisti probabilmente tornerebbero a ricoprire un settore ultimamente meno brillante del solito come quello dell’AI che sta soffrendo la classica fase da eccesso di sentiment positivo.