Il fuori tutti dal mercato delle criptovalute ha assunto toni drammatici tipici dello scoppio di bolle speculative che su questi asset si ripetono a distanza di pochi anni. Prezzi che salgono a livelli insostenibili e poi correzioni superiori al 50% che ripuliscono gli eccessi prima della ripartenza.
Bitcoin ed Ethereum sono i protagonisti di questa fase soprattutto per la capitalizzazione di mercato raggiunta nel corso degli ultimi mesi grazie all’avvento di nuovi ETF o comunque strumenti di replica passiva. Prezzi alimentati da una forte domanda che ad un certo punto sono crollati sotto i colpi di vendite istituzionali non più attratte dal fascino crypto.
Poco meno di un mese fa avevo scritto un articolo che cercava di fare il punto della situazione tecnico sulle due crypto (A che punto è la ripresa delle crypto). Era in atto un tentativo di rimbalzo che avrebbe dovuto rispettare alcune condizioni per essere sostenibile. Ed evidentemente così non è stato.
Su Bitcoin scrivevo “Pull back sui massimi di dicembre completato in area 95.000 USD, ma siamo ancora sotto la media mobile a 1 anno in un contesto di oscillatori che si stanno gradualmente normalizzando dopo gli eccessi di ipervenduto delle scorse settimane. Anche in questo caso la partita si gioca tra 95 e 97 mila USD con un ritorno sui minimi di 80/85 mila che rappresenterebbero un eccellente punto ingresso a basso rischio condizionato comunque alla tenuta dei supporti”.
Bitcoin: il pullback? Un bacio della morte
La fase di pullback sulle resistenze si è rivelata un vero e proprio bacio della morte per Bitcoin con i supporti che non hanno arginato le vendite e con un mercato che ora guarda ai supporti statici compresi tra 59k e 64k. Qui troviamo rispettivamente il 61,8% di ritracciamento del rialzo cominciato nel 2022, ma anche il doppio massimo del 2021. Anche in questo caso l’ingresso sarà vincolato dalla formazione di una base di accumulazione. Il rimbalzo di venerdì potrebbe essere l'inizio di questa fase come anche per Ethereum.

Per ciò che riguarda Ethereum il discorso è analogo. Scrivevo a gennaio “Evidente come tra 3.300 e 3.500 dollari si annidi una resistenza significativa che sta svolgendo un eccellente lavoro di contenimento. Rimane valida la previsione di un retest di area 2.700 USD per avere a disposizione un miglior punto di ingresso se rapportato con il rischio. Ovviamente servono anche in questi casi segnali da parte del mercato”.
Nulla da fare, con i supporti che si sono sbriciolati sotto i colpi di vendite che ora guardano ai minimi del 2023 e del 2025 in area 1.500 USD. Unendo i minimi del 2020, 2022 e 2025 già oggi i prezzi potrebbe essere entrati nell’orbita di un possibile rimbalzo, ma mentre il coltello sta cadendo è sempre pericoloso tentare di anticipare. Anche in questo caso servirà una progressiva fase di accumulo per certificare l’esaurimento del ribasso.

Momenti difficili per le crypto che soffrono l’uscita da molte posizioni speculative nel settore tech, ma anche da alcune posizioni a leva sui metalli preziosi che avevano alimentato una forte speculazione. Che evidentemente non ha visto Bitcoin ed Ethereum protagonisti. In vista si vedono però livelli tecnici interessanti e venerdì c'è stata una prima vigorosa reazione.