Bitcoin si è finalmente stabilizzato sopra i 70.000 dollari, dopo una settimana di forte turbolenza che lo aveva fatto precipitare a circa 60.000 dollari, il livello più basso da ottobre 2024. Il sell-off aveva spinto il Bitcoin Volmex Implied Volatility Index a registrare il maggiore aumento intraday dai tempi del crollo di FTX di Sam Bankman-Fried nel 2022, con un balzo del 97%.
L’estrema volatilità di Bitcoin, in una fase in cui le tensioni geopolitiche si sono inasprite, ha fatto sorgere seri dubbi sul fatto che la criptovaluta possa, come sostenuto da molti, essere considerata un bene rifugio. In realtà, Bitcoin è tornato a comportarsi come un asset ad alto rischio, in netto contrasto con la funzione di porto sicuro che i sostenitori dell’"oro digitale" hanno cercato di attribuirgli.
Oltre all’avversione al rischio legata alle tensioni macroeconomiche e geopolitiche, l’ultimo crollo di Bitcoin è stato determinato anche da liquidazioni a catena su posizioni long a leva, in seguito alla rottura di livelli tecnici chiave, e da prese di profitto dopo il rally dei mesi precedenti. C’è tuttavia un segnale positivo: secondo quanto riportato da Bloomberg, il 6 febbraio gli afflussi negli ETF statunitensi su Bitcoin sono stati pari a 221 milioni di dollari, con investitori intenzionati a comprare sul ribasso.
Bitcoin: come interpretare questa calma?
Il punto ora è chiarire se la quiete attuale dopo la tempesta sia preparatoria a una rinascita di Bitcoin o il preludio a una nuova ondata ribassista. Alcuni livelli chiave, come il supporto a 60.000 dollari, sono attentamente monitorati dai trader, ma già la tenuta della soglia psicologica dei 70.000 dollari sarebbe importante per escludere una nuova fase di vendite.
"I mercati crypto si sono stabilizzati, ma non c'è ancora certezza che il peggio sia passato", ha dichiarato Caroline Mauron, cofondatrice di Orbit Markets. "I 60.000 dollari rappresentano il principale livello di supporto al ribasso. Una rottura sopra i 75.000 dollari potrebbe segnalare la fine del mercato ribassista".
Sean McNulty, responsabile del trading di derivati APAC presso FalconX, legge invece il quadro generale in chiave più ottimistica. "L’umore nel mercato crypto oggi può essere descritto come cautamente costruttivo", ha detto. "Il sentiment al momento non è eccessivamente ribassista", aggiungendo che la turbolenza della scorsa settimana ha "eliminato l’eccesso di speculazione e lasciato il mercato a trattare su fondamentali più solidi".
Secondo Tony Sycamore, analista di mercato presso IG Australia, molto dipende dal fatto che Bitcoin riesca a rimanere al di sopra della sua media mobile a 200 settimane, pari a 58.000 dollari, ovvero il livello su cui ha rimbalzato venerdì. Se questa condizione sarà rispettata, "c’è spazio affinché il rimbalzo si estenda verso una prima resistenza tra i 73.000 e i 75.000 dollari", ha spiegato. "Un movimento al di sopra di quest’area aprirebbe la strada a un’estensione del rimbalzo verso gli 81.000 dollari", ha concluso.