Le vendite di Bitcoin non si placano. All’inizio di questa settimana, il prezzo della principale criptovaluta è scivolato sotto i 75.000 dollari, più o meno allo stesso livello in cui si trovava quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato alla Casa Bianca poco più di un anno fa.
La serie negativa di Bitcoin sul mercato è la più lunga dal 2018 e questo alimenta il nervosismo tra gli investitori, che ora vedono materializzarsi la disillusione legata a grandi target di prezzo. Con un’amministrazione Trump favorevole alle criptovalute, Bitcoin aveva raggiunto un picco di oltre 126.000 dollari, ma da allora ha avviato un graduale dietrofront che lo ha portato a perdere circa il 40% del suo valore.
Prezzo Bitcoin: i motivi dell’ultimo ribasso
Nelle ultime 24 ore sono state liquidate posizioni rialziste per quasi 590 milioni di dollari, secondo i dati forniti da Coinglass. Gli investitori non hanno digerito la nomina di Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve. Il successore di Jerome Powell fa parte di quella schiera di economisti che presta particolare attenzione al contenimento dell’inflazione, come dimostrato durante il suo mandato come governatore della Fed.
Ciò significa che, sotto la sua guida, la politica monetaria della Banca centrale potrebbe non essere così accomodante come si aspettavano gli investitori. Questi contavano sul fatto che Trump scegliesse un presidente più allineato alla sua posizione di mantenere bassi i tassi di interesse, favorendo attività più rischiose come Bitcoin.
Warsh, tra l’altro, auspica anche un bilancio della Banca centrale più contenuto. "Il bilancio gonfio, combinato con una regolamentazione bancaria severa della Fed, ha mantenuto la liquidità intrappolata su Wall Street invece di farla fluire verso Main Street, contribuendo ad alimentare bolle in asset come obbligazioni, criptovalute, metalli e azioni meme", ha affermato Brian Jacobsen, economista capo di Annex Wealth Management a Menomonee Falls, nel Wisconsin.
Fallito il modello di Michael Saylor?
Uno degli effetti più negativi del crollo di Bitcoin è la messa in discussione del modello di Strategy, la società guidata dall’imprenditore miliardario Michael Saylor. Questo modello, emulato da altre aziende, si basa sull’accumulo di Bitcoin attraverso l’emissione di azioni per reperire liquidità. Per la prima volta dal 2023, il prezzo della criptovaluta si trova al di sotto del costo medio di acquisto di Strategy, pari a 76.037 dollari. Questo ha avuto un impatto rilevante sulle azioni della società, che hanno perso quasi il 70% dai massimi (Grafico azioni Strategy).
La vendita di azioni per sostenere gli acquisti di Bitcoin ha consentito di creare un cuscinetto di liquidità di circa 2,25 miliardi di dollari; pertanto, l’azienda non dovrebbe affrontare uno stress finanziario tale da comportare la vendita forzata di Bitcoin, almeno nel breve periodo. Tuttavia, resta aperta la domanda sull’effettiva sostenibilità della strategia adottata da Saylor. Piano che è stato costruito sulla convinzione che Bitcoin potesse rappresentare una copertura contro l’inflazione, la svalutazione delle valute fiat come il dollaro e gli shock geopolitici ed economici. Al momento, però, nulla di tutto ciò sembra concretizzarsi, con gli investitori che preferiscono orientarsi verso asset tradizionali ritenuti più affidabili.
Strategy potrebbe quindi essere costretta a emettere nuove azioni per sostenere il calo del prezzo di Bitcoin, correndo il rischio di diluire ulteriormente il capitale azionario senza offrire un reale vantaggio strategico.
Bitcoin: cosa aspettarsi ora
Una volta rotto il supporto degli 80.000 dollari, non è escluso che Bitcoin possa andare alla ricerca di nuove basi da cui eventualmente ripartire. "Un’ulteriore discesa al di sotto dei massimi del 2021, intorno ai 70.000 dollari, rappresenterebbe un colpo significativo alla fiducia di lungo periodo", ha affermato Caroline Mauron, cofondatrice di Orbit Markets.
Secondo Damien Loh, chief investment officer di Ericsenz Capital, il sentiment di fondo resta ribassista nel breve termine. "Le criptovalute stanno seguendo l’andamento dei mercati degli asset nel loro complesso e non si muovono in modo isolato", ha dichiarato. "Mi aspetto un minimo per Bitcoin nell’area tra 70.000 e 74.000 dollari e un massimo intorno ai 90.000".
Jacobsen di Annex Wealth Management ritiene che "a volte questi aggiustamenti di prezzo si alimentano da soli" e che il brusco calo abbia "ricordato alle persone i rischi". Questo significa che è "possibile, se non probabile, che vedremo ulteriori vendite nei prossimi giorni", ha aggiunto.