Wall Street ieri ha interrotto una serie di tre ribassi consecutivi. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,6%, mentre lo S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno chiuso entrambi a +0,5%. Il recupero è arrivato nonostante rendimenti obbligazionari elevati e nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran.
Il movimento, però, non ha avuto un vero catalizzatore fondamentale. José Torres, senior economist di Interactive Brokers, lo ha letto soprattutto come un ritorno degli acquisti dopo tre giornate di vendite: i rialzisti hanno trovato un pretesto per comprare il ribasso.
A favorire il risk appetite è stato anche l’arretramento dei Treasury dai massimi intraday. Il rendimento del decennale, dopo aver toccato il 4,818%, ha chiuso sotto i picchi. John Williams, presidente della Fed di New York, ha attribuito i rendimenti elevati alla solidità dell’economia e agli investimenti in AI e data center, più che a disfunzioni finanziarie. Il Beige Book ha intanto segnalato una lieve perdita di slancio: ad agosto la crescita ha interessato 10 distretti Fed su 12, contro 11 a luglio.
Azioni Wall Street: future misti, il lavoro torna al centro
Le Borse USA si preparano a una seduta interlocutoria. Il future sul Dow Jones sale dello 0,15%, il contratto sullo S&P 500 è invariato e il derivato sul Nasdaq 100 cede lo 0,05%.
Il driver resta il mercato del lavoro, perché i dati di agosto stanno arrivando più deboli delle attese mentre il mercato continua a prezzare una Fed restrittiva. L’ADP ha indicato 38.000 nuovi posti nel settore privato, meno delle attese e sotto i 46.000 di luglio. Oggi l’attenzione è sui sussidi settimanali, ma il vero spartiacque sarà venerdì: il consensus FactSet indica 55.000 nuovi occupati e un tasso di disoccupazione stabile al 4,1%.
Le stime sui payroll spaziano però da -25.000 a +121.000. Una lettura debole potrebbe ridimensionare il pricing di un rialzo Fed, oggi al 60% secondo il CME FedWatch; un dato più robusto rafforzerebbe invece la tesi di Kevin Warsh secondo cui il mercato del lavoro può sopportare tassi più elevati.
Resta sullo sfondo il rischio geopolitico. I flussi petroliferi nello Stretto di Hormuz hanno superato 17 milioni di barili lunedì, massimo dall’inizio della guerra, ma gli attacchi alle navi continuano. Per Wall Street oggi il tema energia resta quindi una variabile da monitorare.
Wall Street oggi: Snowflake, Broadcom e Uber sotto i riflettori
Tra le azioni USA e le azioni a Wall Street più osservate oggi:
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Snowflake: sale di oltre il 20% nel pre-market dopo risultati trimestrali superiori alle attese. L’utile rettificato è stato di 0,62 dollari per azione su ricavi per 1,55 miliardi. La società ha indicato nell’AI un motore del business, mentre PwC stima 31.600 miliardi di dollari di spesa cumulata globale nei data center entro il 2050.
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Broadcom: cede il 3% prima dell'avvio. La guidance sui ricavi del quarto trimestre, pari a 34,8 miliardi di dollari, è sotto i 35,03 miliardi attesi; anche il margine operativo non-GAAP previsto al 66% è inferiore al consensus del 66,5%. Il mercato dovrà pesare la fiducia sulla domanda di chip custom contro indicazioni numeriche più deboli.
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Hewlett Packard Enterprise: perde circa il 4%. I risultati hanno superato le attese grazie anche alla domanda AI, ma il target di crescita degli utili del 16%-20% per l’esercizio che termina a ottobre 2027 non ha sostenuto il titolo.
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Uber: guadagna fino all’1,7% nel pre-market dopo l’annuncio di 3.300 tagli, circa il 10% della forza lavoro. La riorganizzazione ridurrà del 20% i livelli manageriali e punta a liberare risorse da reinvestire in crescita, innovazione e veicoli autonomi (Robotaxi: Uber sbarca a Londra, business verso 415 miliardi).
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CrowdStrike: segna +1,51% nel pre-market. Con Nvidia ha presentato SafeMind, un sistema AI per la cybersicurezza integrato in Falcon. Nei test interni la società indica un tasso di rilevazione superiore del 29%, remediation sei volte più rapida e costi inferiori del 99% rispetto ai principali frontier model.
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Ultragenyx Pharmaceutical: crolla di circa il 45% nel pre-market dopo che un farmaco in sviluppo non ha raggiunto l’endpoint primario in uno studio di fase avanzata, notizia che concentra l’attenzione sul rischio clinico del titolo.