Wall Street oggi: bond e petrolio pesano sui future | Investire.biz

Wall Street oggi: bond e petrolio pesano sui future

01 set 2026 - 14:30

01 set 2026 - 14:47

Wall Street apre settembre con i future in calo: bond e petrolio pesano sul sentiment. A Cupertino inizia l'era Ternus

Wall Street ha chiuso agosto con una seduta negativa, senza tuttavia cancellare un mese complessivamente favorevole per gli indici. Nell'ultima seduta del mese il Dow Jones ha perso lo 0,7%, lo S&P 500 lo 0,3% e il Nasdaq Composite lo 0,1%. Il bilancio mensile resta invece positivo: +1,3% per il Dow, +2,6% per lo S&P 500 e +3,9% per il Nasdaq. Per S&P 500 e Nasdaq si è trattato del miglior agosto dal 2021.

Il punto, però, è che il mercato inizia settembre con un quadro diverso da quello che aveva sostenuto il recupero delle ultime settimane. Nella seduta precedente il rialzo del petrolio, dopo i nuovi attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani, ha spinto verso l'alto i rendimenti obbligazionari e contribuito al de-risking sugli indici. Un binomio particolarmente delicato per le azioni USA: energia più cara significa maggiori pressioni inflazionistiche potenziali, mentre rendimenti più elevati aumentano il tasso di sconto applicato alle valutazioni, soprattutto nei segmenti growth.

La tensione è diventata ancora più evidente nella mattinata di martedì. Il rendimento del Treasury decennale è salito fino al 4,796%, massimo degli ultimi 20 mesi, all'interno di un movimento che ha coinvolto anche altri grandi mercati obbligazionari internazionali. 

Agosto ha mostrato una notevole resilienza degli indici, sostenuti anche dagli acquisti sul ribasso dei titoli legati all'intelligenza artificiale iniziato a fine luglio. Settembre, tuttavia, parte con una combinazione meno accomodante: petrolio in rialzo, rendimenti governativi sui massimi e un calendario macro destinato a riportare rapidamente la Federal Reserve al centro del pricing di mercato.

A complicare ulteriormente il quadro c'è la stagionalità. Storicamente settembre è stato un mese debole per Wall Street: dal 1928 lo S&P 500 ha registrato in media una flessione dell'1,1%, mentre il Nasdaq, dalla sua nascita nel 1971, ha perso mediamente lo 0,8% (qui trovi la stagionalità dello S&P 500 su Forecaster.biz, qui la pagina del Nasdaq). Il dato storico non determina naturalmente la direzione futura del mercato, ma aumenta l'attenzione su un mese che parte già con livelli di nervosismo superiori a quelli osservati durante buona parte di agosto.

 

 

Azioni Wall Street: future in rosso tra Treasury, petrolio e lavoro USA

Il segnale proveniente dai future conferma per il momento un'apertura orientata alla prudenza. Il future sul Dow Jones perde lo 0,54%, il contratto sullo S&P 500 arretra dello 0,58% e il derivato sul Nasdaq 100 cede l'1%. La maggiore debolezza della componente tecnologica appare coerente con un contesto nel quale i rendimenti obbligazionari continuano a muoversi verso l'alto.

La questione centrale non è quindi soltanto se Wall Street riuscirà a difendere i progressi di agosto, ma quale livello dei rendimenti gli investitori siano disposti ad assorbire senza ridurre ulteriormente il risk appetite. 

La risposta potrebbe dipendere sempre di più dai dati macroeconomici. Tra martedì e mercoledì sono attesi gli indicatori relativi ai settori manifatturiero e dei servizi, ma il vero appuntamento della settimana sarà venerdì con il rapporto sul mercato del lavoro di agosto. Il consensus raccolto da Dow Jones indica una crescita di 53.000 occupati. Dopo alcune rilevazioni più deboli, il mercato cercherà soprattutto segnali sulla resilienza dell'economia statunitense.

Il dato assume un peso particolare perché precede la prossima riunione del Federal Open Market Committee (Riunioni Fed: calendario delle date dei meeting del FOMC 2026). Da qui ad allora saranno pubblicate ulteriori statistiche economiche e sull'inflazione: ogni sorpresa può quindi modificare il pricing sui tassi e, a cascata, la traiettoria dei Treasury.

Per le Borse USA la dicotomia è evidente. Numeri macro sufficientemente solidi da confermare la tenuta dell'economia possono sostenere le aspettative sugli utili, ma rischiano contemporaneamente di mantenere elevata la pressione sui rendimenti. Al contrario, dati più deboli potrebbero raffreddare il mercato obbligazionario ma riaprire interrogativi sulla crescita. Con il Treasury decennale vicino al 4,8%, Wall Street entra quindi in una fase nella quale anche una buona notizia macro può richiedere qualche secondo in più per essere interpretata come tale.

 

 

Wall Street oggi: Apple, Tesla ed Amazon tra i titoli da seguire

  • Apple: -0,34% nel pre-market. Oggi inizia ufficialmente l'era John Ternus alla guida del gruppo. Tim Cook ha lasciato il ruolo di CEO dopo 15 anni, restando Executive Chairman, mentre Ternus eredita una società con una capitalizzazione superiore a 4.600 miliardi di dollari e con Wall Street concentrata soprattutto sulla capacità di trasformare l'intelligenza artificiale in una nuova leva di crescita. Il nuovo CEO avrà una prima importante vetrina pubblica il 9 settembre, in occasione dell'evento annuale dedicato all'iPhone.

  • Hut 8: sale di circa il 4% nel pre-market dopo che Reuters ha riportato che la società sta sviluppando un nuovo grande data center in Texas in partnership con Anthropic e Lambda. La notizia porta nuovamente l'attenzione sull'infrastruttura necessaria allo sviluppo dell'AI, uno dei temi che nelle ultime settimane ha sostenuto parte del recupero del comparto tecnologico.

  • Robinhood Markets: +2,2% prima dell'avvio dopo la promozione da parte degli analisti di Morgan Stanley, che hanno anche portato il target price a 150 dollari per azione. 

  • Dell Technologies e Palo Alto Networks: -0,85% e -1,2% nel pre-market. Le due società dopo la chiusura di Wall Street pubblicheranno i risultati trimestrali.

  • +5,51% ieri e -1,28% prima dell'avvio per Tesla: la società ha organizzato per il 3 settembre ad Austin un evento a inviti dedicato al Cybercab, il robotaxi progettato da Tesla senza volante e pedali, che sarà trasmesso anche in streaming (Tesla: il rally punta su Robotaxi, Cybercab e AI).

  • La FTC ha intentato una causa contro Amazon (-1,4%), accusandola di aver manipolato i prezzi che le imprese pagavano per pubblicizzare sulla sua piattaforma di vendita al dettaglio. Secondo le accuse, Amazon avrebbe ingannato gli inserzionisti alzando segretamente il prezzo minimo richiesto per le inserzioni. La piattaforma pubblicitaria digitale di Amazon è la terza più grande al mondo, dopo quelle di Google e Meta, e nel 2025 ha generato 68 miliardi di dollari di ricavi dalla pubblicità.

 

 

 

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