La seduta di ieri si è chiusa con l'indice S&P 500 che ha ceduto lo 0,5% mentre il Nasdaq Composite ha perso l'1,2% in scia della debolezza del Tech. Sostanziale parità invece per il Dow Jones. I tre indici a febbraio hanno rispettivamente segnato un -1%, un -4,1% ed un +1%.
Il 75% delle società appartenenti all'S&P 500 ha finora superato le stime degli analisti, ma le elevate valutazioni storiche richiedono una crescita continua per poter spingere ulteriormente al rialzo le azioni a Wall Street. Il vero protagonista in negativo è stato il colosso dei semiconduttori Nvidia, che pur avendo battuto ampiamente le attese ha visto il proprio titolo scivolare del 5,5%.
Nvidia ha chiuso in pesante rosso, ha evidenziato Angelo Kourkafas di Edward Jones, poichè "gli investitori mettono in dubbio la sostenibilità delle elevate spese in conto capitale per i data center e lo sviluppo delle infrastrutture di intelligenza artificiale". Questa incertezza ha spostato rapidamente i capitali verso comparti maggiormente ciclici come i finanziari e gli industriali.
Ma il settore hi-tech non è l'unico a soffrire: le Borse USA restano inoltre pesantemente condizionate dalle tensioni internazionali, dalle politiche tariffarie di Trump ai complessi rapporti diplomatici con l'Iran. "Gli investitori stanno frenando sul posizionamento - evidenzia Sameer Samana di Wells Fargo - poiché il livello di incertezza è in aumento". L'ottimismo degli investitori retail è conseguentemente sceso al 33,2%, registrando il quarto calo settimanale consecutivo e segnalando un approccio decisamente più conservativo.
In attesa dei dati sull'andamento dei prezzi alla produzione, il derivato sul Dow Jones cede lo 0,6%, il contratto sullo S&P 500 scivola dello 0,4%, mentre il future sul Nasdaq 100 evidenzia una contrazione dello 0,3%.
Tra poco meno di 30 minuti l'appuntamento è con il PPI (Producer Price Index) di gennaio, un barometro essenziale per valutare l'inflazione all'ingrosso. Le stime raccolte da Dow Jones indicano un rialzo dello 0,3% sia per il dato nominale sia per la componente "core", quella calcolata al netto di alimentari ed energia.
Wall Street Oggi: Block, Paramount e Dell sotto i riflettori
- Block: registra un rialzo del 18% nel pre-market. L'azienda di pagamenti digitali taglierà il personale del 40%, passando da oltre 10.000 a meno di 6.000 dipendenti, per focalizzarsi sull'automazione guidata dall'intelligenza artificiale, con oneri di ristrutturazione stimati fino a 500 milioni di dollari nel trimestre.
- Paramount Skydance: segna un +8,3% nel pre-market. la società fondata da David Ellison ha vinto definitivamente l'accesa gara per acquisire Warner Bros. Discovery (-1,9%), superando la concorrenza di Netflix (+8,2%), dopo aver migliorato l'offerta formale a 31 dollari per azione (Warner Bros va a Paramount: Netflix si ritira e fa +8% in Borsa).
- Dell: +11,2% nel pre-market dopo la notizia di vendite trimestrali in aumento del 39%.
- Intuit: scivola del 3% prima dell'avvio. La guidance previsionale sugli utili trimestrali dell'azienda ha disatteso le stime del mercato.
- CoreWeave: -10,9% prima dell'avvio dopo una guidance inferiore alle stime (CoreWeave scivola dopo la trimestrale ma accelera su investimenti AI).