Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) ha approvato il piano industriale 2026-2030, tracciando obiettivi ambiziosi e prevedendo di restituire agli azionisti fino all’intero utile prodotto nel periodo quinquennale. La presentazione del piano arriva dopo l’acquisizione da 17 miliardi di euro di Mediobanca, conclusa a settembre e che ha registrato un tasso di adesione dell’86,3%.
Con il completamento della fusione, soggetta alle approvazioni regolamentari, MPS formerà un polo finanziario di eccellenza che rappresenterà il terzo gruppo bancario italiano, alle spalle di Intesa Sanpaolo e UniCredit.
A quel punto, il business dell’azienda sarà strutturato in cinque segmenti:
- Retail & Commercial Banking;
- Consumer Finance;
- Asset Gathering & Wealth Management;
- Private Banking;
- Corporate & Investment Banking.
Piano Industriale MPS: gli obiettivi finanziari
MPS si è posta alcuni obiettivi finanziari e patrimoniali chiave nel piano industriale, che possono essere riepilogati come segue:
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Margine di intermediazione in crescita da 7,6 miliardi di euro nel 2025 a 9,5 miliardi di euro nel 2030;
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Cost/Income ratio al 38% alla fine del decennio, rispetto al 46% attuale;
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Utile netto adjusted in aumento da 2,4 miliardi di euro nel 2025 a 3,7 miliardi di euro nel 2030;
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CET1 ratio stabile al 16% per tutta la durata del piano;
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Dividendi con payout del 100% per l’intero quinquennio, per un esborso complessivo di circa 16 miliardi di euro.
"Il nuovo Piano Industriale rappresenta la naturale evoluzione del percorso di trasformazione realizzato con successo negli ultimi anni", ha commentato l’Amministratore delegato della banca, Luigi Lovaglio. "Abbiamo disegnato una struttura di gruppo chiara ed efficace, in grado di valorizzare pienamente le piattaforme di Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca, per migliorare l’esperienza dei clienti su tutti i canali".
Con riferimento ai generosi dividendi, il top manager ha affermato che si sta "costruendo un gruppo bancario solido, diversificato e profittevole, capace di generare una crescita sostenibile e rendimenti molto attraenti per tutti gli azionisti".
L’integrazione con Mediobanca
Per facilitare l’integrazione con Mediobanca, MPS ha già annunciato l’intenzione di ritirare l’istituto finanziario di Piazzetta Cuccia dalla Borsa di Milano. Nell’ambito della riorganizzazione, la divisione di credito al consumo di Mediobanca sarà integrata nelle attività principali di Monte Paschi, mentre le attività di corporate e investment banking e il private banking di fascia alta confluiranno in una nuova controllata che manterrà il marchio Mediobanca.
Per finalizzare il piano di fusione e il concambio azionario, MPS sta proseguendo le indagini e le analisi preliminari, che dovrebbero concludersi entro il 10 marzo. La combinazione delle due società "rafforzerà l’eccellenza della tradizione bancaria italiana, unendo la solida rete commerciale di Monte Paschi con la cultura consulenziale altamente riconosciuta di Mediobanca", ha dichiarato Lovaglio.
Azioni MPS: sono da comprare?
La reazione del mercato al piano industriale presentato da Rocca Salimbeni non è stata positiva. A circa un'ora dall'avvio degli scambi, le azioni Banca MPS perdono il 2,7% scendendo a 8,658 euro.
Dopo aver rischiato il fallimento negli anni passati ed essere stata salvata dall’intervento dello Stato, MPS si è ripresa grazie a un lungo processo di risanamento orchestrato dal Tesoro e dall’Ad Lovaglio. Le azioni in Borsa sono risalite in modo deciso, aumentando di circa il 225% il valore di mercato negli ultimi tre anni.
Seguendo le indicazioni del fair value di Forecaster.biz, tuttavia, il titolo risulterebbe ancora sottovalutato. Il parametro, basato su alcuni indicatori come il Discounted Cash Flow, il Peter Lynch Indicator, l’Economic Value Added e il rapporto EV/Sales, è pari a 10,85 euro. Ciò significa che, rispetto al prezzo attuale di circa 8,66 euro, esiste uno spazio potenziale di rialzo di oltre il 25%.