La seduta di ieri a Wall Street si è chiusa con variazioni contenute mentre l'attenzione degli operatori era già rivolta agli eventi successivi alla campanella. Il Dow Jones Industrial Average ha ceduto lo 0,01%, lo S&P 500 ha perso lo 0,14% e il Nasdaq Composite è arretrato dello 0,57%.
Secondo Daniel O'Regan di Mizuho, i volumi erano più contenuti in vista dei conti di Alphabet: "da un punto di vista dei flussi si osserva un mercato piuttosto equilibrato, gli acquisti e le vendite si muovono su livelli simili e l'urgenza resta contenuta".
Il comparto obbligazionario ha invece mostrato segnali di nervosismo: il rendimento del Treasury a 2 anni ha toccato il 4,31%, il livello più alto da inizio 2025, alimentando le attese di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo il CME FedWatch Tool, la probabilità di un aumento dei tassi la prossima settimana è salita al 33,70% dall'11,8% di una settimana fa.
Azioni Wall Street: i contratti scontano l'escalation in Medio Oriente e il rialzo del petrolio
I future su Wall Street indicano un avvio in calo per la seduta di giovedì, condizionato dall'escalation in Medio Oriente e dalle prime reazioni alle trimestrali del comparto tecnologico. Il contratto sul Dow Jones cede lo 0,43%, il derivato sull'S&P 500 arretra dello 0,39% e il future sul Nasdaq 100 perde lo 0,46%.
Il petrolio WTI quota 90 dollari portando il saldo delle ultime 5 sedute al +15,25% (+24,4% nell'ultimo mese). Le tensioni si sono riaccese dopo che il gruppo yemenita Houthi ha rivendicato attacchi contro due petroliere saudite nel Mar Rosso e il presidente Donald Trump ha minacciato di colpire le infrastrutture iraniane in caso di nuove offensive alle navi nello Stretto di Hormuz.
"L'inflazione resta al centro dell'attenzione dei mercati - ha scritto Jim Reid di Deutsche Bank - con il petrolio in aumento e le tensioni tra Stati Uniti e Iran che non mostrano segnali di allentamento".
Sul fronte macro, alle 14:30 è atteso l'aggiornamento sui sussidi di disoccupazione, con gli analisti che si attendono 211 mila richieste (da 208 mila).
Wall Street Oggi: Alphabet e Tesla frenano sul capex
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Alphabet: cede il 3,56% nel pre-market dopo aver alzato le stime di spesa in conto capitale per il 2026 a un intervallo compreso tra 195 e 205 miliardi di dollari, rispetto alla precedente indicazione di 180-190 miliardi. Il gruppo ha comunque registrato ricavi cloud in crescita dell'82% su base annua a 24,80 miliardi di dollari, il miglior trimestre di sempre per la divisione (Google brucia cassa per la prima volta: il conto del capex AI). Google è stata multata dalla Commissione europea per 890 milioni di euro per aver violato il Digital Markets Act.
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Tesla: arretra del 5,96% nel pre-market dopo aver riportato un flusso di cassa libero negativo per oltre 1 miliardo di dollari nel secondo trimestre. Gli investimenti in conto capitale sono saliti del 142% su base annua a 5,79 miliardi di dollari e la società prevede una spesa complessiva superiore a 25 miliardi di dollari nel 2026. Il segmento automotive ha comunque generato ricavi per 20,52 miliardi di dollari, in crescita del 23%.
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Comparto farmaceutico in focus dopo che Trump ha ribadito l’idea di legare i prezzi americani ai livelli più bassi praticati all’estero. In parallelo, ha presentato la sua impostazione come un attacco agli intermediari e agli sprechi, con l’obiettivo dichiarato di rendere il sistema più trasparente.
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Lockheed Martin (+5% prima dell'avvio) ha rivisto al rialzo le previsioni relative a vendite e utili per il 2026.
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Intel (+2%) e Advanced Micro Devices (+0,65%) sono in trattative con clienti cinesi per accordi pluriennali sulla fornitura di CPU destinate ai data center (Intel e AMD: nuovi contratti in arrivo con la Cina sulle CPU).
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OpenAI ha presentato Presence, una nuova piattaforma che consente alle aziende di lanciare e gestire agenti vocali e chatbot in tempo reale.
- Fitto il calendario delle trimestrali: oggi ad alzare il velo sui conti sono Dow Inc, American Airlines, T-Mobile, Union Pacific e Norfolk Southern mentre Intel pubblicherà i conti a mercati chiusi.