Mentre Wall Street la scorsa settimana ha registrato la sua serie positiva più lunga dal 2023, dall'economia reale è arrivato un segnale di tutt'altro tenore. L'indice di fiducia dei consumatori elaborato dall'Università del Michigan ha toccato il livello più basso dalla nascita della rilevazione, nel 1952: 44,8 punti nel dato finale di maggio, in calo dai 49,8 di aprile e al di sotto della stima preliminare di 48,2. Un crollo del 10% rispetto al mese precedente, del 14,2% su base annua.
Si tratta di un dato che ha superato al ribasso ogni minimo storico precedente, incluse le crisi petrolifere degli anni Settanta, la Grande Recessione del 2008 e la pandemia. Il sottoindice sulle condizioni correnti si è fermato a 45,8, quello sulle aspettative a 44,1: entrambi ai rispettivi minimi storici.
Il deterioramento riflette l'impatto del conflitto in corso nello Stretto di Hormuz sui prezzi della benzina, che secondo i dati AAA hanno superato i 4,50 dollari al gallone per tutto il mese, oltre il 50% in più rispetto ai livelli precedenti all'escalation di fine febbraio.
"Il costo della vita continua a essere una preoccupazione di primario ordine, con il 57% dei consumatori che menziona spontaneamente come i prezzi elevati stiano erodendo le proprie finanze personali", ha dichiarato Joanne Hsu, direttrice dei Surveys of Consumers dell'Università del Michigan. "I consumatori sembrano preoccupati che l'inflazione aumenti e si diffonda ben oltre i prezzi del carburante, anche nel lungo periodo."
Le aspettative di inflazione a un anno sono salite al 4,8%, dal 4,7% di aprile, mentre quelle a cinque-dieci anni hanno fatto un balzo al 3,9%, dal 3,5% del mese precedente. Si tratta del livello più alto degli ultimi sette mesi, e ben oltre il range 2,8%-3,2% registrato lungo tutto il 2024.
Nonostante il pessimismo dei consumatori, i mercati azionari hanno beneficiato della discesa del petrolio: il greggio WTI ha ceduto l'8,4% nell'arco della settimana, la peggiore performance settimanale dal 17 aprile. Le attese per un allentamento della politica monetaria della Federal Reserve restano però contenute: i trader prezzano ora un 8,5% di probabilità di un rialzo dei tassi a luglio, rispetto allo 0,9% di un mese fa. La Federal Reserve osserva con attenzione il balzo delle aspettative di inflazione di lungo periodo, consapevole che convinzioni radicate sulla futura crescita dei prezzi possono innescare spirali salari-prezzi difficili da controllare.
Azioni Wall Street: future in rialzo sulle attese di una tregua con Teheran
Dopo il weekend lungo del Memorial Day, i mercati americani si apprestano a riaprire i battenti con un tono costruttivo. Il contratto sul Dow Jones avanza dello 0,52%, il derivato sull'S&P 500 guadagna lo 0,72% mentre il future sul Nasdaq-100 sale dell'1,10%.
La spinta arriva in gran parte dal fronte geopolitico: Trump ha dichiarato lunedì che i negoziati con l'Iran per porre fine al conflitto "stanno procedendo bene", pur avvertendo che gli Stati Uniti potrebbero tornare all'offensiva in caso di stallo. Nelle prime ore di martedì, il Comando Centrale americano ha confermato di aver condotto attacchi "di autodifesa" nel sud dell'Iran, colpendo siti di lancio di missili e imbarcazioni iraniane impegnate nel posizionamento di mine.
Teheran e Washington sembrano tuttavia muoversi verso una qualche forma di accordo formale, e il mercato sconta in larga misura questo scenario. "Il consenso presuppone ancora che si raggiunga un qualche tipo di distensione formale nei prossimi giorni tra Washington e Teheran", ha scritto Adam Crisafulli di Vital Knowledge. "La vera domanda è: quanto di questo è già prezzato?" (Hormuz, accordo vicino: perché il rally potrebbe deludere).
Sul fronte macroeconomico, oggi sono in arrivo i dati relativi il sentiment dei consumatori misurato dal Conference Board, che sarà analizzato con particolare attenzione dopo il dato arrivato dall'Università del Michigan, e gli aggiornamenti sui prezzi delle abitazioni.
Sul mercato energetico, il greggio WTI per consegna a luglio cede circa il 4,8% a 92 dollari mentre il Brent, al contrario, avanza del 2,2% a 95,5 dollari al barile.
Wall Street oggi: Dell e Nvidia sotto i riflettori
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Dell Technologies (+16,7% venerdì, +4,1% nel pre-market): gli analisti si aspettano un risultato trimestrale sopra le stime quando la società comunicherà i conti giovedì. La domanda di infrastrutture per l'AI continua a sostenere le prospettive del gruppo.
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Nvidia (+1% nel pre-market): insieme a Intel, Micron Technology e Marvell Technology, il titolo avanza in pre-market sull'onda del rally guidato dall'intelligenza artificiale nonostante le notizie in arrivo dalla Cina (Chip Huawei: la Cina prova a riscrivere le regole dei semiconduttori).
- AutoZone e Zscaler (-0,2% e +1,2% nel pre-market): entrambe le società comunicano oggi i risultati trimestrali. AutoZone opera nel settore della distribuzione di ricambi auto, potenzialmente sensibile all'andamento dei prezzi dei carburanti; Zscaler è attiva nella cybersecurity cloud, un comparto che ha mostrato resilienza nelle ultime settimane.
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SpaceX / ETF spaziali: pur non ancora quotata, SpaceX catalizza flussi significativi sul mercato. Dopo il deposito dell'S-1 presso la SEC il 20 maggio, con un IPO attesa per metà giugno sul Nasdaq con il ticker SPCX, sette ETF tematici sull'aerospazio hanno raccolto 1,3 miliardi di dollari nell'ultimo mese, portando il totale degli asset di settore a 3,3 miliardi. Il Tema Space Innovators ETF (ticker NASA) ha raggiunto 1,27 miliardi di asset in circa sette settimane dal lancio. Rocket Lab e AST SpaceMobile hanno messo a segno rialzi rispettivamente del 434% e del 340% negli ultimi dodici mesi.