La seduta di ieri si è chiusa all'insegna di una marcata debolezza per le Borse USA, zavorrate dai crescenti timori legati all'escalation del conflitto in Iran e dalle inevitabili ripercussioni sul comparto energetico globale.
Il Dow Jones ha terminato le contrattazioni in flessione dell'1,56%, l'S&P 500 ha registrato un calo dell'1,52% e il Nasdaq ha lasciato sul terreno l'1,78%.
A confermare l'evidente stato di stress del mercato azionario è l'indice della volatilità VIX, salito ieri fino a 27,3 punti. Dal 28 febbraio, data di inizio della prima ondata di offensive statunitensi, l'S&P 500 ha ceduto circa il 3%, scivolando ai minimi dallo scorso novembre.
Gli investitori guardano con crescente apprensione al blocco dello Stretto di Hormuz: il persistere di questa strozzatura strategica minaccia seriamente le catene di approvvigionamento mondiali, vanificando le speranze di una rapida risoluzione geopolitica e pesando sulle valutazioni complessive delle azioni USA.
Azioni Wall Street: derivati in rialzo tra inflazione PCE e nodo energia
Il tema dominante per le azioni a Wall Street resta inesorabilmente legato alla fiammata delle quotazioni petrolifere, con il benchmark globale Brent e lo statunitense WTI che continuano a guardare alla soglia dei 100 dollari al barile, spinti dai timori per un'interruzione prolungata delle forniture dal Medio Oriente.
L'energia rappresenta attualmente il perno attorno a cui ruotano le principali incertezze del mercato. "Abbiamo lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, il credito privato... e questa situazione energetica. Credo che la situazione energetica sia l'aspetto che ci preoccupa di più", ha evidenziato Chris Toomey, managing director di Morgan Stanley Private Wealth Management.
Il mercato resta estremamente scettico sulla reale efficacia degli interventi governativi legati alle riserve strategiche. Marko Papic, Chief strategist di BCA Research, evidenzia che "il mondo ha bisogno di una soluzione politica, non militare".
In questo scenario, gli strumenti a termine mostrano un timido tentativo di stabilizzazione: il contratto sul Dow Jones segna un rialzo dello 0,40%, il derivato sull'S&P 500 avanza dello 0,36% e il future sul Nasdaq registra un +0,33%.
Poco fa il Bureau of Economic Analysis ha diffuso i dati relativi l'inflazione PCE. Il dato "headline" ha evidenziato un +0,3% mensile ed un 2,8% annuo (stime al +0,3% ed al +2,9%) mentre l'indice "core", quello depurato da energia e alimentari, ha evidenziato, in linea con le stime, un +0,4% e un +3,1%.
Wall Street Oggi: riflettori su Adobe, Ulta Beauty e Lennar
Vediamo alcuni titoli sotto i riflettori prima dell'avvio degli scambi sulle Borse USA.
- Adobe: il colosso del software crolla dopo l'inatteso annuncio delle dimissioni dello storico Amministratore delegato Shantanu Narayen. Nonostante i ricavi trimestrali abbiano superato le attese, i risultati legati all'intelligenza artificiale hanno deluso il mercato, portando il titolo a segnare un -7,85% nel pre-market.
- Ulta Beauty: la nota catena retail di cosmetici paga caro un outlook debole e stime di crescita annuale inferiori alle aspettative di consenso. Le previsioni sugli utili hanno mancato le proiezioni degli analisti, spingendo le azioni a un -7,8% prima dell'avvio.
- Lennar: il noto costruttore di abitazioni ha riportato la seconda delusione trimestrale consecutiva in termini di utili e ricavi, zavorrato da un mercato immobiliare strutturalmente difficile che ha compresso i prezzi di vendita. Nel pre-market il titolo registra un -0,65%.
- CF Industries: il fornitore di prodotti agricoli e fertilizzanti brilla tra i titoli in ascesa, beneficiando delle pesanti interruzioni alle esportazioni causate dall'attuale conflitto in Iran. Dopo il +13,21% di ieri, le quotazioni del gruppo segnano un +0,74%.
- BuzzFeed: la celebre società di media digitali scivola in territorio critico dopo aver lanciato un allarme sulla propria continuità aziendale, dichiarando esplicitamente una mancanza di liquidità sufficiente per affrontare il prossimo anno. Il titolo nel pre-market è in rosso del 3,34%.
- Meta: l'ecosistema dei social media ha deciso di posticipare almeno fino a maggio il lancio del suo nuovo modello fondazionale di intelligenza artificiale, denominato Avocado, a causa di prestazioni ritenute deludenti nei test interni su logica e programmazione rispetto ai diretti rivali. Le azioni nel pre-market segnano -1,04%.