Alla vigilia del meeting della BCE, le piazze europee scambiano in rosso: Francoforte cede circa lo 0,67%, Parigi lo 0,9%, Londra lo 0,3%, Piazza Affari arretra dello 0,56% e Madrid è la piazza più debole con l'Ibex 35 che perde l'1,3%, penalizzato anche dalla reazione del mercato ai conti Inditex.
Sul fronte macro pesano più elementi insieme. Il petrolio resta sostenuto dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran, con il Brent vicino ai 99 dollari al barile. Sul mercato obbligazionario il rendimento del BTP decennale torna al 4,22%, massimo da quasi tre anni, mentre lo spread con il Bund tedesco sale a 82 punti base.
Gli analisti si aspettano dalla BCE un rialzo dei tassi di 25 punti base al 2,5%, in una fase in cui l'inflazione dell'Eurozona ad agosto ha accelerato al 3,3% dal 2,9% di luglio (Mutui: la rata è già salita di 50 euro, e domani la BCE alza ancora). Resta alta la tensione anche sui Treasury Usa, con il decennale che nelle scorse sedute ha toccato i massimi da tre anni avvicinandosi alla soglia psicologica del 5%.
Zara accelera in autunno, il mercato non perdona
I risultati di Inditex diffusi questa mattina raccontano una storia a due facce. Il gruppo di Arteixo, proprietario di Zara, ha comunicato vendite in valuta costante in crescita del 9% nel periodo dal 1° agosto al 7 settembre, un ritmo superiore alle attese nonostante l'ondata di caldo che ha investito l'Europa nelle ultime settimane e complicato l'avvio delle collezioni autunnali.
Sul fronte dei conti trimestrali però qualcosa si è inceppato: l'utile operativo del secondo trimestre fiscale, quello di maggio-luglio, si è fermato a 2,09 miliardi di euro (2,43 miliardi di dollari), il 3% sotto le stime raccolte da Jefferies e Deutsche Bank.
Le azioni Inditex hanno reagito con forti vendite: dopo il -5% dei primi scambi, al momento perdono il 3,55% portandosi a 54,36 euro. Da inizio anno il titolo resta così in territorio negativo di circa il 3%. Il calo pesa anche sull'Ibex 35, dato il peso rilevante di Inditex nel paniere spagnolo, e si accompagna alla flessione di H&M, che a Stoccolma cede l'1,2%.
I numeri dietro la frenata: margini sotto la lente
Andando a guardare le cifre, il quadro trimestrale è più articolato di un semplice aumento delle vendite. Nel secondo trimestre fiscale i ricavi hanno toccato gli 11 miliardi di euro, confermando la tenuta del gruppo nonostante il caro energia e un clima di consumo fiacco legato alle tensioni in Medio Oriente. Il margine lordo del primo semestre si è attestato al 58,7%, leggermente sotto le attese, con un utile lordo salito dell'8,3% a 11,6 miliardi. Secondo JP Morgan, lo scostamento sull'utile operativo è legato a un aumento di 20 punti base su base annua nel rapporto tra spese operative e ricavi, che si traduce in un errore di stima del 5% sull'utile netto. Deutsche Bank descrive il trimestre come solido sul lato commerciale ma appesantito sul lato dei costi.
Secondo i dati elaborati dalla piattaforma Forecaster.biz, il quadro di lungo periodo di Inditex resta comunque robusto: tra il 2018 e il 2025 i ricavi annui sono passati da 26 a 40 miliardi di euro, il margine di profitto è salito dal 16,9% al 20,1% e il ROE dal 24,5% al 31%, con un rapporto debito/equity che pur essendo quadruplicato resta contenuto a 0,29.
Il titolo tratta oggi a un multiplo prezzo/utili di 27,35 volte gli utili trailing, con un Eps di 2,00 euro e una capitalizzazione di mercato di 170,45 miliardi di euro. Il fair value medio calcolato da Forecaster.biz si posiziona a 59,18 euro, circa l'8% sopra le attuali quotazioni, mentre l'Altman Z-Score di 9,65 segnala, sempre secondo la piattaforma, un rischio di insolvenza molto contenuto.
Garcia Maceiras spinge sugli investimenti, capex in aumento
Il gruppo tessile spagnolo non arretra sul fronte degli investimenti. L'Amministratore delegato Oscar Garcia Maceiras ha rivendicato risultati che riflettono "capacità straordinarie dei team, in un contesto globale molto complesso", confermando la strategia di espansione della rete e della logistica. Inditex ha annunciato altri 200 milioni di euro di capex per l'ammodernamento degli uffici direzionali, che si sommano ai 2,3 miliardi già stanziati per l'anno tra rinnovo dei negozi e potenziamento della logistica. Secondo le stime di RBC, la spesa in conto capitale annua di Inditex è circa tre volte quella della rivale svedese H&M.
Sul fronte della remunerazione degli azionisti, il calendario resta invariato: dividendo annuo di 1,72 euro, stacco cedola fissato per il 29 ottobre e pagamento il 2 novembre, per un dividend yield del 3,14% ai prezzi attuali.
Fast fashion, Shein rallenta e il settore respira
Il contesto competitivo aiuta a inquadrare la reazione degli investitori. Le carte depositate per la quotazione a Hong Kong di Shein mostrano un rallentamento delle vendite della piattaforma cinese di moda a basso costo, un segnale che la pressione competitiva sui rivenditori fast fashion europei potrebbe attenuarsi. Solo il mese scorso le azioni Inditex avevano toccato un massimo storico di 59,1 euro, portando la capitalizzazione del gruppo sopra quella di Hermes.
Sul piano commerciale, Inditex punta sull'espansione dell'insegna più economica, Lefties, in arrivo nel Regno Unito con l'apertura in Germania prevista per il prossimo anno: una mossa pensata per intercettare la fascia di clientela a reddito più basso, in parte allontanata dal riposizionamento verso l'alto di Zara. Tra caro energia, tassi in movimento e un fast fashion che cambia pelle, i risultati di Inditex confermano un gruppo solido sui fondamentali ma non immune, nel breve, alle reazioni nervose di un mercato che oggi premia poco anche le sorprese positive.