ETF: accumulazione e distribuzione, ecco cosa tenere a mente | Investire.biz

ETF: accumulazione e distribuzione, ecco cosa tenere a mente

Quali sono i motivi che dovrebbero portare un investitore a preferire un ETF ad accumulazione rispetto ad uno a distribuzione? Lo vediamo in questo articolo

La scelta tra un ETF a distribuzione e uno ad accumulazione dipende in gran parte dagli obiettivi che un investitore vuole raggiungere. Non esiste la soluzione perfetta, ma quella migliore per ciascun obiettivo. Nei precedenti articoli, non mi sono addentrato in un confronto diretto tra le due tipologie di strumento e soprattutto non ho analizzato in dettaglio i pro e i contro di una soluzione rispetto all’altra.

 

ETF: perchè scegliere i prodotti ad accumulazione 

La differenza essenziale tra ETF a distribuzione e accumulazione è legata all’incasso o al reinvestimento dei proventi generati periodicamente dallo strumento. La soluzione ad accumulazione è vincente. L’esempio classico è quello di 10.000 euro che reinvestiti ad un tasso di interesse annuo del 5% dopo 10 anni diventeranno 16.288 euro sfruttando gli effetti benefici della capitalizzazione composta degli interessi. Incassando invece i proventi ogni anno senza mai reinvestirli il risultato finale sarà dato dalla semplice sommatoria dei 500 euro per 10 anni, ovvero 15.000 euro finali.

Da questa prospettiva è quindi evidente come coloro che hanno davanti un ampio orizzonte temporale e vogliono investire per crearsi una rendita dovrebbero preferire il meccanismo ad accumulazione. Ma c’è dell’altro. Un ETF ad accumulazione è preferibile non solo perché sfrutta i vantaggi della capitalizzazione composta, ma anche perché è più efficiente fiscalmente.

Lo strumento subisce la tassazione sui guadagni solo nel momento in cui viene liquidato e non al termine di ogni anno. Nell’ETF a distribuzione invece ogni evento di stacco è soggetto a tassazione che di fatto viene quindi applicata in anticipo sottraendo risorse preziose. Facciamo un altro esempio. Con l’ETF ad accumulazione i 10.000 euro sono diventati 16.288. Ipotizzando di essere investiti in uno strumento aionario, verrà applicato al momento del prelievo una tassazione sui guadagni del 26%. Quindi 16.288 – 10.000 = 6.288 di guadagno. Il 26% di 6.288 è pari a 1.635 euro, che dovranno essere restituiti allo Stato come tassa sul capital gain.

La soluzione ad accumulazione quindi si presenterà alla fine del periodo di 10 anni con un capitale netto di 14.653 euro. L’investitore che ha deciso di incassare ogni anno una parte dei proventi del prodotto pagherà periodicamente ad ogni stacco del dividendo la tassa sul capital gain. Quindi ogni anno al momento dell’incasso dei 500 euro dovranno essere sottratti 130 euro versati all'erario con l’investitore che si ritroverà sul conto corrente 370 euro.

Moltiplicando i 370 euro per 10 anni si otterrà un guadagno complessivo di 3.700 euro che andremo ad aggiungere ai 10.000 del capitale iniziale investito. La soluzione a distribuzione genererà un montante complessivo di 13.700 euro contro i 14.653 dell’ETF ad accumulazione. Ecco spiegato perché la soluzione ad accumulazione è finanziariamente vincente.

Qualcuno potrebbe obiettare che anche con i prodotti a distribuzione si può reinvestire il provento sullo stesso strumento ed ottenere lo stesso risultato, ma il timing non sarà mai lo stesso e, soprattutto, l’onere dell’attività è sempre a carico dell’investitore, costi di negoziazione compresi. Quindi è praticamente impossibile ottenere lo stesso risultato.

 

ETF: perchè scegliere i prodotti a distribuzione

Ma quindi perché dovremmo preferire un ETF a distribuzione rispetto ad uno ad accumulazione? Il motivo risiede nella necessità di ottenere entrate regolari dallo strumento di investimento scelto. Soprattutto nella fase pensionistica questa esigenza è molto sentita da un risparmiatore che necessita di proventi periodici per sostenere e integrare ad esempio la pensione pubblica. In questa periodo della vita è sicuramente meno costoso incassare regolarmente dei dividendi piuttosto che liquidare una parte degli ETF (con relativi costi di negoziazione) per ottenere la cifra desiderata. Due tipologie di ETF che quindi possono essere utilizzati in diverse fasi del ciclo di vita di un investimento a seconda degli obiettivi.

Se ci troviamo nella fase iniziale o intermedia di un piano di investimento meglio preferire l’ETF ad accumulazione. Se ci troviamo nella fase terminale e vogliamo decumulare il capitale gradualmente nel tempo meglio la soluzione a distribuzione.

 

 

Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, identificato tramite nickname collegato alla sua registrazione e di cui si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Investire.biz manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.

0 - Commenti