Twitter: Musk offre 43 mld per 100% società, azioni in rally | Investire.biz

Twitter: Musk offre 43 mld per 100% società, azioni in rally

Elon Musk ha lanciato un'offerta per comprare la società di social network. Vediamo tutti i termini dell'offerta e le conseguenze che ciò può comportare per Twitter

Elon Musk vuole tutta Twitter. Il principale azionista del social network tuona ancora una volta facendo volare il titolo in Borsa. Negli scambi prima dell'apertura di Wall Street le azioni Twitter infatti stanno guadagnando il 6,5% e potrebbero continuare la salita se quanto affermato dall'enfant prodige avrà un seguito nei prossimi giorni.
 
In un deposito normativo Musk ha offerto 54,2 dollari per azione per il 100% del capitale, con un premio del 38% rispetto al prezzo del titolo del giorno prima il suo primo investimento nella partecipazione societaria del 9,2%. L'ultima seduta a Wall Street è terminata con un rialzo delle azioni del 3,08% a 45,85 dollari.
 
Tutto quanto è stato comunicato in una lettera che il miliardario di origine sudafricana ha inviato al Presidente della società Bret Taylor sottolineando di aver investito in Twitter per via del suo potenziale per essere la piattaforma per la libertà di parola in tutto il mondo, la quale deve essere un imperativo sociale per una democrazia funzionante.
 
Musk ha aggiunto che Twitter deve diventare privata perché nello stato in cui si trova attualmente non può né prosperare né servire la libertà di parola. Infine ha precisato che l'offerta è la migliore che potesse fare ed è quella finale; qualora non venisse accettata, l'uomo più ricco del mondo potrebbe riconsiderare la sua posizione come azionista.
 
Dal canto suo la società ha risposto in una nota che il Consiglio di Amministrazione esaminerà con attenzione la proposta e determinerà la linea d'azione che sia nel migliore interesse di tutti gli azionisti.
 

Musk-Twitter: i 10 giorni che hanno portato alla proposta di acquisto

Era chiaro che Elon Musk non si sarebbe limitato a un ruolo di spettatore, ma le sue mire erano quelle di stravolgere completamente la gestione della piattaforma. Quest'altro capitolo della vicenda Twitter-Musk giunge alla fine di un vortice di 10 giorni, dove la partecipazione del CEO di Tesla è stata resa pubblica il 4 aprile e il giorno successivo vi era stata la proposta di far parte del CdA dell'azienda.
 
Il rifiuto successivo di Musk aveva fatto pensare a un modo per defilarsi, manifestando uno scarso coinvolgimento in merito alle vicissitudini societarie. Un personaggio del genere non poteva fermarsi lì, avrebbe probabilmente avuto poco senso entrare in una società così importante nella sua posizione, supportata da 80 milioni di follower.
 
Musk voleva tutto e si preparava al grande attacco. Nel fine settimana, aveva twittato suggerendo che l'azienda chiudesse la sua sede e tagliasse il personale, mentre passava da un business basato sulla pubblicità a uno che dipende dagli abbonati. In sostanza, non vi saranno vie di mezzo.
 
La sua posizione adesso appare molto chiara e lo ha espresso senza destare il minimo dubbio quando ha detto che per apportare quelle modifiche necessarie affinché l'azienda rispetti la libertà di parola è necessario che questa diventi privata. Inoltre, quando ha ribadito di non aver fiducia nel management attuale, ragion per cui per guidare il cambiamento bisogna riconsiderare la sua posizione di azionista.
 
 
 

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