L’universo emergente sta continuando ad offrire performance molto interessanti. Gli indici Latam, ad esempio, non sembrano essere stati per nulla indeboliti dalla questione venezuelana e nemmeno dai tentativi di ingerenza di Trump nella politica di altri Paesi dell’area come Colombia e Brasile.
L’Asia emergente a sua volta sta producendo un’accelerazione rialzista impressionante soprattutto da aprile 2025 in avanti. Sembra che i dazi di Trump abbiamo avuto l’effetto di spostare masse di denaro importanti dall’America verso il mondo emergente e le stesse valute locali stanno effettivamente rispettato questo copione rimanendo ben intonate anche in questo inizio di 2026.
Ishares Emerging Asia: +30% negli ultimi 12 mesi
L’ETF che analizzo oggi è Ishares Emerging Asia ed il grafico dice tutto. Dal giorno del Liberation Day in avanti si è sprigionata una forza incredibile con un fiume di acquisti sull’ETF che ancora non ha trovato uno stop. Un mix di rafforzamento di valute e Borse sta producendo un eccellente rendimento che negli ultimi 12 mesi ha superato il 30%.
Dal lancio (2010) il rendimento annuo composto dell’ETF è stato del 7%. Utilizzando invece gli indici MSCI scopriamo che dal 2000 l’indice MSCI Asia Emerging ha fatto meglio sia dell’intero universo emergente (9,2% di rendimento annuo composto contro 8,5%), ma anche dell’azionario globale MSCI All Country World (7,1%).
Nonostante ciò, gli indicatori di convenienza relativa dell’indice rimangono attraenti e certamente non cari. Inferiore, ad esempio rispetto all’azionario mondiale, il rapporto prezzo utili che staziona attorno a 18, ma anche il rapporto prezzo valore di libro ha un valore inferiore a quello dell’azionario globale posizionandosi oggi poco sopra 2.
A livello geografico l’ETF di iShares ha nella Cina il suo principale contributore con il 30% del portafoglio seguita da Taiwan al 25%, India e Corea del Sud con il 17%. Ovviamente domina la tecnologia con un peso del 35%, seguita da finanziari (20%) e consumi discrezionali (12%).
Ishares Emerging Asia: correzione in arrivo?
Il grafico ci mostra chiaramente il poderoso break rialzista di luglio quando, dopo un primo tentativo a inizio 2025, il massimo del 2021 dell’ETF è stato abbattuto nettamente. La sensazione è quella di un vero e proprio cambio di passo che potrebbe avere davanti ancora parecchia strada. Allo stesso tempo gli indicatori segnalano un certo ipercomprato che potrebbe però anticipare in corso d’anno una correzione.

Movimento che naturalmente sarebbe da sfruttare come finestra di opportunità all’interno di un quadro tecnico molto positivo. Un pull back in piena regola verso le precedenti resistenze ora supporti e che gli investitori dovrebbero sfruttare per accumulare nuovi posizioni sull’azionario asiatico che sembra candidarsi seriamente a raccogliere il testimone dell’equity americano.