Il mondo del software soffre a Wall Street con paradossalmente proprio l’intelligenza artificiale che rischia di essere colei che potrebbe ritorcersi contro i suoi stessi ideatori. I casi recenti di Oracle e Microsoft, in pesante calo rispetto ai massimi storici dopo la pubblicazione dei dati trimestrali delle scorse settimane, è un esempio di quanto questi corposi investimenti possano rappresentare un fattore capace di zavorrare i conti delle big tech americane e ovviamente anche le quotazioni di Borsa.
Xtrackers MSCI Next Generation Internet Innovation: caratteristiche e performance
I titoli attivi nel settore software sono presenti in massa in tutti i principali indici, ma in assenza di un ETF specifico ho trovato un prodotto che ha catturato la mia attenzione, ovvero Xtrackers MSCI Next Generation Internet Innovation.
L’ETF nasce nel 2022 e supera di poco i 50 milioni di masse amministrate. A replica fisica di un portafoglio rappresentato da un centinaio di azioni, l’America è protagonista con oltre l’80% di titoli in portafoglio.
L’ETF replica l'indice MSCI ACWI IMI Next Generation Internet Innovation Select Screened 100 costituito da titoli azionari di nazioni sviluppate ed emergenti a livello mondiale. La Cina è infatti il secondo Paese rappresentato. L'indice seleziona le società che si prevede avranno i maggiori benefici a livello di ricavi dalle innovazioni tecnologiche nel settore di Internet ed adotta criteri di filtro ESG.
Tra i principali titoli (i primi 10 pesano per metà del paniere) troviamo nomi come Broadcom, Meta, Apple, Tesla, Microsoft, Amazon, Nvidia, Visa e Tencent. Tecnologia settore dominante con il 60% del peso seguita da telecom con il 20%.
Un ETF ovviamente molto centrato sul settore tech ma che negli ultimi 12 mesi non ha guadagnato nulla. Le Borse globali e la stessa tecnologia globale hanno guadagnato il 6% nello stesso arco temporale.
Evidente dove gli investitori stanno trovando difficoltà in questo momento dopo i forti guadagni degli anni passati. Forse proprio le valutazioni raggiunte ci spiegano anche il motivo di questa parziale disaffezione per la parte più innovativa della tecnologia collegata a internet e all’AI in generale.
Entrando nel sito di MSCI, scopriamo che l’indice ha uno storico che parte dal 2010 ed il passo tenuto rispetto al MSCI World ACWI è stato finora impressionante. Un rendimento annuo composto che sfiora il 19% contro il 10% delle borse globali.
Il rapporto prezzo utili forward di 26 rispetto al 18 del tradizionale indice mondiale ci offre una prospettiva ulteriore di quanto i valori di questi titoli collegati a internet siano oggi elevati rispetto agli utili attesi; un altro indicatore come il prezzo valore di libro sopra a 7,5 doppia l’equivalente dell’indice mondiale e conferma l’idea.
Una corsa impressionante che ora potrebbe richiedere una pausa per riprendere fiato lasciando la tecnologia un po' più attardata rispetto ad altri settori. Un fenomeno di rotazione settoriale che se avverrà senza sconvolgimenti drammatici in Borsa, sarà un ottimo modo per ridare slancio a questo gruppo di società che rimangono centrale nello sviluppo tecnologico di tutto il web e della nuova frontiera dell’intelligenza artificiale.