Novità nel settore degli ETF dall’immancabile Global X sempre fonte di “primizie” con le quali gli investitori possono cimentarsi per sperimentare nuove tendenze. Questa volta tocca al mondo dei token e delle stablecoin con il lancio anche su Borsa Italiana di Global X Stablecoin & Tokenisation, uno strumento che permette di avere un’esposizione a un'ampia gamma di società quotate in Borsa coinvolte nello sviluppo, nell'adozione o nell'abilitazione di ecosistemi di tokenizzazione e stablecoin.
Secondo la definizione formale, la tokenizzazione e le stablecoin rappresentano un'infrastruttura finanziaria emergente che supporta il trasferimento, il regolamento e la custodia digitale degli asset. Queste tecnologie consentono pagamenti programmabili e registrazioni basate sulla blockchain e potrebbero influenzare l'evoluzione dei mercati dei capitali e dei sistemi di pagamento nel tempo. Le previsioni degli esperti indicano in oltre 50 miliardi di dollari i pagamenti che saranno effettuati con stablecoin nel 2030.
E per catturare queste opportunità è sempre meglio mettere al primo posto il principio di diversificazione avendo un’esposizione su più aziende invece che su un solo asset digitale. Ed ecco che l’ETF appena citato entra in gioco.
ETF Global X Stablecoin & Tokenisation: composizione e caratteristiche
Quasi tutte americane le società in portafoglio con nomi molto conosciuti e altri un po' meno.
Le prime 5 società coprono il 50% del portafoglio (le partecipazioni in totale sono 30) con Robinhood che rappresenta il 10% del portafoglio, seguita da Block con l’8% e la sudamericana Nu Holdings sempre all'8%. Fiserv, Sofi Tech, Coinbase, JP Morgan, Goldman Sachs, HSBC, Visa e Mastercard seguono con pesi decrescenti una composizione che in realtà ci fa capire come questo ETF rappresenti un ibrido. Un mix di società tecnologiche e innovative che si mescolano ai più tradizionali bancari e gestori di sistemi di pagamento.
Come indicato nel documento di presentazione dell’ETF, Global X ha diviso le 30 società tra Disruptors e Adaptors. Questo spiega il mix citato sopra tra società ad alto tasso di innovazione tecnologica con società mature che dovranno adattarsi ad un nuovo ambiente. Saranno 20 le Disruptors e 10 gli Adaptors. Per le prime il cap per società sarà dell'8%, per le seconde del 4%. L’ETF sarà ribilanciato nella composizione ogni trimestre e il costo annuo sarà dello 0,5%.
Una novità che indubbiamente potrebbe trovare interesse negli amanti dell’innovazione e soprattutto delle tecnologie collegate al mondo della blockchain, delle criptovalute e della finanza digitale. Ora servirà un po' di rodaggio e il raggiungimento di massa critica per poter vedere quale correlazione con il mercato avrà questo ETF e soprattutto il senso che potrebbe avere all’interno di un portafoglio.