Il Russell 1000 è uno degli indici più importanti del mercato azionario americano e raccoglie le 1000 maggiori società statunitensi quotate, rappresentando il segmento large cap in modo più ampio rispetto al ben più celebre S&P 500. La novità per l’investitore europeo è che Vanguard ha appena portato sul mercato due ETF che coprono questo universo, ma con stili differenti. Uno orientato al growth e uno al value.
Il Russell 1000 fa parte della famiglia di indici FTSE Russell e include le società più capitalizzate del mercato USA. Osservando i primi titoli in portafoglio obiettivamente poco cambia rispetto allo S&P 500 con Nvidia e Apple oltre il 6% di peso, seguite da Microsoft, Amazon ed Alphabet che insieme coprono circa il 10%. Essendo diluito su 1.000 società, anche la concentrazione è meno decisa rispetto a S&P 500 ma la tecnologia rimane determinante con il 35% di peso, seguita dai finanziari con il 12%. Giusto per avere un metro di confronto la tecnologia su S&P 500 pesa per il 38%.
C'è una bella differenza tra growth e value
La differenza tra growth e value sposta l’accento sullo stile di investimento. I titoli growth tendono ad avere aspettative di crescita più elevate, multipli più alti e spesso più esposizione a tecnologia e innovazione; i value, invece, presentano valutazioni più contenute rispetto ai fondamentali e spesso rendimenti da dividendo più generosi o settori più difensivi.
Vanguard ha voluto sposare questa logica di stile per offrire all’investitore la possibilità di scegliere in autonomia quale stile sovrappesare all’interno della geografia Stati Uniti.
L’indice Russell 1000 Growth per il 53% è composto da tecnologia, seguito dal 16% da titoli del settore comunicazione, poi industriali e consumi discrezionali all’8%. Ovviamente elevato il rapporto tra prezzo e utili (43) e prezzo/valore contabile (16) a testimonianza dello stile aggressivo. Nvidia rappresenta il 14% del portafoglio, seguita da Apple con il 7%.
L’indice Russell 1000 Value presenta multipli più contenuti anche se non a buon mercato. Il P/E è di 23, il P/BV di 3. Andando ai settori il value vede i finanziari coprire il 20% del portafoglio, seguiti comunque da tecnologia con il 18% e farmaceutici con il 12%. Amazon e Microsoft rappresentano i primi due titoli a cui si sommano Berkshire, JP Morgan, Johnson & Johnson e Exxon a conferma di una maggiore diversificazione.
Tra i due indici le differenze ci sono anche a livello di volatilità. Sui 3 anni il value ha una volatilità annua del 12%, il growth del 16%. Il beta rispetto allo S&P 500 esprime bene le caratteristiche dei due indici. Il Value ha un beta di 0,8, il growth di 1,2.
Due mattoncini aggiuntivi, insomma, che Vanguard ha deciso di fornire agli investitori italiani che finora non potevano avere accesso diretto a questo tipo di opzione. Indubbiamente aumentano le possibilità di diversificare il portafoglio azionario americano e questo non è mai una cattiva notizia.