Il mercato degli ETF obbligazionari offre una minore varietà di temi cosiddetti "esotici" rispetto a quello degli ETF azionari, avendo pochi settori specifici sui quali operare. Spesso, anche gli ETF geografici o concentrati su emissioni obbligazionarie particolari devono fare i conti con una liquidità modesta, che finirebbe per compromettere qualsiasi attività gestoria a causa degli elevati costi.
Per questo motivo, tra le novità dell’ultimo periodo, vale la pena evidenziare il primo strumento che investe esclusivamente sui bond africani, lanciato da Legal & General: il L&G African Government Bond ETF, a cui si aggiunge la sigla LSF. Questo acronimo sta per Liquidity and Sustainability Facility, che rappresenta la piattaforma finanziaria progettata per supportare la liquidità delle emissioni africane nazionali e corporate. Infatti, solo i bond dei Paesi considerati accettabili da LSF possono entrare nel paniere di questo ETF.
Composizione, costi e struttura del portafoglio
L’ETF replica l’indice iBoxx LSF USD African Sovereigns Index, che offre un’esposizione alle emissioni in dollari di obbligazioni a tasso fisso e zero coupon emesse dai governi africani. Non ci sono vincoli di rating, consentendo quindi un mix tra emissioni investment grade e high yield a seconda del merito di credito.
Purtroppo non sono ancora disponibili le schede mensili, ma stando all’annuncio di L&G al momento del lancio, l’ETF è polarizzato soprattutto su quattro Paesi: Egitto, Sud Africa, Nigeria e Angola, con pesi rispettivamente del 20% per i primi due, del 17% per la Nigeria e del 10% per l’Angola.
Lo strumento è quotato in Gran Bretagna, ma anche in Svizzera e Germania, e presenta spese correnti tutto sommato contenute per un ETF che investe su bond emergenti: lo 0,39% all’anno. C'è da dire che in questo caso vanno sempre messi in conto i costi occulti dello spread bid-ask, relativi ai prezzi che le singole obbligazioni realizzano effettivamente sul mercato; un tema spesso trascurato, ma decisivo su mercati con minore liquidità come quello dei bond africani.
Rendimenti attesi, diversificazione e prospettive
Come accennato, non si dispone al momento di numeri precisi relativi ai rendimenti a scadenza e alla duration media. Tuttavia, il premio offerto rispetto ai bond europei è indubbiamente generoso, così come dovrebbe risultare superiore a quello dei tradizionali indici sui bond dei Paesi emergenti. Il fatto che le emissioni siano in dollari, inoltre, limita il rischio di svalutazione del cambio, fattore da tenere sempre in forte considerazione quando si tratta di mercati emergenti.
Si tratta, in sintesi, di un prodotto che può utilmente diversificare l’esposizione obbligazionaria di un portafoglio, considerando che gli ETF tradizionali presentano un mix di Paesi differente da quelli inclusi in questa novità (fatta eccezione per il Sud Africa). È una novità di mercato che non mancherò di seguire, per aggiornare i dati di portafoglio dopo un fisiologico periodo di rodaggio: rimane, in ogni caso, un ETF interessante proprio per la sua unicità.