C’è un ETF che negli Stati Uniti investe nel settore della difesa da oltre 20 anni. La sua tendenza è stata regolare e crescente fino al 2022. Poi, con lo scoppio della guerra in Ucraina e negli ultimi tempi con l’aumento delle tensioni Medio Orientali, questo ETF è diventato una scommessa incredibilmente vincente nei portafogli degli investitori con un aumento delle quotazioni clamoroso.
Fuori dalle politiche ESG, le azioni di società impegnate nel settore difesa hanno prezzato a sconto per anni; il boom di prezzo degli ultimi anni ha trovato terreno fertile anche nel fortissimo sottopeso di questo settore nei book di trader e banche a causa di alcune regole stringenti che ne impedivano il possesso.
ETF settore difesa: performance e composizione
Il grafico dell’ETF Invesco Aerospace & Defense lanciato nel 2005 a Wall Street, chiarisce molto bene questa dinamiche. Le trend line rialziste si sono fatte progressivamente più inclinate fino a sfociare nella vera e propria speculazione in corso ancora oggi con un’ascesa parabolica dei prezzi.

Cominciamo a vedere quali sono i parametri fondamentali che oggi accompagnano l’ETF. Il rapporto prezzo utili è sopra 36, quindi decisamente caro seppur non altissimo se rapportato a eccessi del passato come quelli della tecnologia. Il rapporto tra prezzo e valore contabile di 7 conferma, comunque, che non si acquistano certo società a sconto.
L’indice replicato è il S&P Composite 1500 Aerospace & Defense Index. Dal lancio l’ETF ha raccolto una performance annua, comunque, di tutto rispetto del 14% total return. Impressionante però la progressione negli ultimi 10 anni. Il rendimento annuo è diventato del 17% su 10 anni, del 23% su 5 anni, del 32% a 3 anni e del 55% nell’ultimo anno.
Le azioni in portafoglio sono i colossi americani della difesa. Lockheed Martin pesa il 9% dell’ETF, seguito da RTX con l’8%, Boeing con il 7%, General Electric con il 7%. Poi a seguire altre società impegnate nella difesa. Queste ultime due aziende confermano la presenza anche di società non propriamente dedite all’industria delle armi o della difesa in genere, ma che indirettamente hanno interessi nel settore. Paniere di titoli comunque ridotto (60) quello dell’ETF di Invesco, con le prime 10 che pesano per quasi il 60% evidenziano un punto debole solito di ETF tematici come questo, quello della scarsa diversificazione.
ETF settore difesa in Europa: focus su due prodotti
Sul mercato europeo gli ETF operativi sulla difesa sono nati di recente. Tra i due più capitalizzati troviamo iShares Global Aerospace & Defence che fa un lavoro simile a quello di Invesco. Quotato a inizio 2024 nell’ultimo anno realizzato una performance del 40%, peggio del +55% di Global X Defence Tech quotato pochi mesi dopo. Per Global X il focus è indubbiamente più tarato sulle società pure della difesa con un allargamento a livello globale come testimoniano la presenza delle europee Rheinmetall e BAE Systems tra le top 10.
Un settore quello della difesa indubbiamente sotto i riflettori ormai da quattro anni e che sta attirando produttori di ETF, ma anche investitori. Attenzione però alle valutazioni, molto alte, con il meglio che potrebbe già essere alle spalle.