Inizio di anno sprint per le valute emergenti che si pongono subito come possibile sorpresa del 2026 qualora i segnali che stanno emergendo da alcuni ETF che investono direttamente nelle “local currencies” troveranno concretezza nelle prossime settimane.
Nonostante le tensioni in Sud America, bene sta facendo il real brasiliano in un anno elettorale, ma bene anche peso messicano e rand sudafricano che stanno continuando quella tendenza positiva già avviata nel 2025 e che trova nei rendimenti reali un vero e proprio fattore di attrazione per gli investitori esteri.
La stessa Cina che di rendimento ha ben poco da offrire ha vissuto da protagonista le ultime settimane del mondo forex. Male invece rupia indiana e lira turca.
ETF Bond emergenti in valuta locale: rendimenti sotto le stime
Gli ETF che investono in bond emessi in valute emergenti sono numerosi e finora non hanno saputo offrire quel premio di rendimento che gli investitori si attendevano da strumenti che appartengono al cosiddetto obbligazionario a spread.
Due sono gli ETF con storie che cominciano addirittura nel 2011: iShares JP Morgan Emerging Local Government Bond e SPDR Bloomberg Emerging Market Local Bond. Il primo con quasi 4 miliardi di euro di masse amministrate, il secondo con oltre 1. Negli ultimi 5 anni i due ETF hanno raccolto performance comprese tra il 7% e il 3%, troppo poco considerando il premio richiesto sul rischio paese e valuta.
Dopo il calo del 2022, per entrambi del 5%, i due ETF hanno reagito molto bene ottenendo negli ultimi 3 anni un guadagno del 16% per iShares e del 8% per SPDR.
Dal lancio, il rendimento annuo composto per i due strumenti è però compreso tra 1,5% e 2%. Per un investitore europeo si fatica a recuperare l’inflazione al netto della fiscalità sui guadagni che, lo ricordo, sono tassati in buona parte al 12,5% trattandosi di titoli di stato di Paesi emergenti (ma su alcuni vige una doppia tassazione sugli interessi).
I due ETF replicano due indici differenti (JP Morgan e Bloomberg) e questo porta anche a metriche e composizione geografiche diverse. Per iShares il rendimento a scadenza del portafoglio è di poco superiore al 6% per una duration che sfiora gli 8 anni. Per Spdr il rendimento a scadenza è leggermente inferiore per una duration di 6 anni e mezzo.
Soprattutto è la geografia che differenzia i due prodotti. Cina e Corea del Sud assieme a India sono i primi tre paesi in portafoglio con pesi compresi tra 8% e 10% per Spdr, mentre Messico, Cina, Malesia, India e Indonesia sono tutti paesi sopra al 9% di peso nel portafoglio di iShares.
ETF Bond emergenti in valuta locale: in arrivo nuovo test di una resistenza chiave
Osservando il grafico dell’ETF di iShares comprendiamo molto bene il momento interessante che sta vivendo questa asset class obbligazionaria.
Dopo essere sprofondato in occasione del Liberation Day è cominciata una paziente opera di ripresa andata a sfidare la resistenza chiave prima dello stacco della cedola che ha immediatamente spinto in basso il prezzo (il grafico rappresenta l'ETF in versione distribuzione).

Se la sequenza di minimi crescenti proseguirà, superare questo livello di resistenza nei prossimi mesi sarebbe un segnale molto forte per i bond in valuta emergente e favorevole per tutti gli investitori che hanno pazientemente mantenuto in portafoglio questi strumenti.