C'è un'immagine che accompagna da vent'anni chi studia la finanza al femminile: il soffitto di cristallo, quella barriera invisibile che separa le manager dalla stanza dei bottoni. Negli ultimi tempi quel soffitto ha mostrato una crepa misurabile in dollari.
L'Hypatia Women CEO ETF, ticker WCEO, nelle ultime sedute ha toccato un massimo storico a 40,14 dollari, portando il rendimento del 2026 in quota 18,1%, ben oltre il +12,6% messo a segno dall'S&P 500 nello stesso periodo.
Hypatia Women CEO ETF: in prima fila c'è AMD
Il fondo, lanciato nel gennaio 2023 e oggi da circa 10 milioni di dollari di masse, investe esclusivamente in società quotate guidate da Amministratrici delegate. Una nicchia che sta approfittando di un mercato in fase di allargamento, dopo anni di rally concentrati sui giganti tecnologici, tutti guidati da uomini.
Non è un caso che la posizione più pesante nel paniere sia Advanced Micro Devices, capitalizzazione 786 miliardi di dollari sotto la guida di Lisa Su, con un titolo più che raddoppiato quest'anno grazie a un progresso di oltre il 128%.
Patricia Lizarraga, managing partner di Hypatia Capital e artefice dell'ETF, legge nel dato la conferma di una tesi coltivata da tempo: quest'anno, con la rotazione degli investitori lontano dalle Magnifiche Sette, la strategia sta rendendo bene.
Nel paniere entrano solo società con una capitalizzazione minima di 500 milioni di dollari, con l'S&P SmallCap 600 come benchmark di riferimento, superato dal fondo sin dal debutto al lordo delle commissioni.
Fraser e Barra sotto riflettori
I numeri individuali raccontano il resto della storia. Jane Fraser, prima donna a guidare una grande banca di Wall Street dal 2021, ha risollevato Citigroup tagliando attività non profittevoli e ridimensionando l'esposizione globale: il titolo ha chiuso la seduta di giovedì a 133,82 dollari, quasi il doppio dei 69,54 dollari di marzo 2020, alla vigilia del suo insediamento. A maggio Fraser è comparsa in cima alla classifica delle donne più potenti di Fortune, e ha sintetizzato il suo approccio con una battuta diventata nota: non spietata ma decisamente tosta.
Il copione si ripete con Mary Barra, alla guida di General Motors dal gennaio 2014. Da allora il titolo è salito del 120%, passando da 39,38 a 86,94 dollari, grazie a una ristrutturazione che ha reso il produttore di Cadillac e Chevrolet più snello e redditizio. Eppure il quadro resta sbilanciato: appena l'11% delle società Fortune 500 è guidato da una donna.
Composizione di questo ETF
Il fondo isola il "fattore femminile" pesando in modo uguale ogni titolo e replicando i pesi settoriali del benchmark, così da eliminare i bias dimensionali e industriali. Chi opera in comparti a bassa presenza femminile, come l'energia, pesa di più nel paniere. Il ribilanciamento è mensile: se un uomo prende il posto di un'Amministratrice delegata, il titolo esce dal fondo, se accade il contrario entra.
La sfida resta la distribuzione, non ancora disponibile su tutte le piattaforme di intermediazione, mentre secondo Lizarraga il vero moltiplicatore del cambiamento passa dai circa 26.000 membri dei Consigli di amministrazione delle società quotate americane, i soggetti che decidono chi siede al vertice.
Quella crepa nel soffitto di cristallo, insomma, non è più solo un'immagine. È diventata un numero a doppia cifra, misurato ogni giorno in Borsa, e racconta una trasformazione che parte dalle sale dei Consigli prima ancora che dai grafici di Wall Street.