L’aria si è fatta improvvisamente più elettrica intorno alla Borsa venezuelana: dopo la destituzione dell’ex presidente Nicolás Maduro, il mercato azionario del Paese ha messo a segno un balzo che non si vedeva da anni.
In questo nuovo clima potrebbe arrivare anche uno strumento pensato per intercettare l’interesse degli investitori globali: un ETF dedicato all’esposizione al Venezuela. La domanda è stata presentata alla Securities and Exchange Commission a pochi giorni dall’operazione contro Maduro e punta a offrire un accesso “impacchettato” a società con una presenza significativa nel Paese sudamericano.
Un tempismo che, almeno sulla carta, appare calibrato: l’indice Venezuela IBC nell'ultima settimana ha evidenziato un incremento di oltre 160 punti percentuali che gli ha permesso di spingersi a ridosso dei 6 mila punti. Il saldo dell'ultimo mese segna un +295% mentre rispetto a 3 mesi fa il benchmark quota in aumento di oltre il 430%.
Borsa Venezuela: come investire con un ETF
Lo strumento proposto è il Teucrium Venezuela Exposure ETF. L’obiettivo dichiarato è replicare il rendimento delle società con un’esposizione rilevante al Venezuela, offrendo quindi una via di accesso che, per molti operatori, potrebbe risultare più pratica rispetto alla selezione diretta di singoli titoli.
È un passaggio non banale, perché per lungo tempo il mercato statunitense ha tenuto il Paese ai margini: la diffidenza nasce da un passato recente segnato da anni di spesa pubblica fuori controllo, dal crollo dei prezzi del petrolio e dal peso delle sanzioni americane. La combinazione di questi fattori ha portato il Venezuela al default nel 2017, dopo il mancato pagamento di obbligazioni estere emesse sia dal governo sia dalla compagnia petrolifera statale PDVSA.
In quel crac, secondo quanto riportato, anche grandi nomi del risparmio gestito americano come Fidelity Investments e T. Rowe Price risultano tra i detentori significativi dei bond in default. Un dettaglio che aiuta a leggere l’interesse che riemerge oggi: quando la Borsa venezuelana accelera e lo scenario politico sembra riallinearsi in modo più favorevole agli Stati Uniti, gli investitori tornano a domandarsi se esista valore “sbloccabile” tramite investimenti legati alle immense riserve petrolifere del Paese.
Rischio sanzioni: il convitato di pietra
Teucrium, società con sede a Burlington (Vermont) nota soprattutto per ETF agricoli mono-commodity su grano, soia, mais e zucchero, nella documentazione depositata evidenzia però nero il principale fattore di rischio: le frizioni tra Washington e Caracas restano una variabile strutturale. Anzi, l’emittente avverte che gli Stati Uniti potrebbero anche inasprire il quadro con sanzioni più ampie.
Un passaggio cruciale per chi guarda alla Borsa del Venezuela con ottica tattica o strategica: sanzioni, o persino la sola minaccia di nuove misure, potrebbero ridurre valore e liquidità dei titoli venezuelani, indebolire il bolivar e innescare ulteriori conseguenze negative per l’economia locale.
L’ETF di Teucrium nasce quindi in scia di una narrazione potente - un mercato che vola dopo un terremoto politico - ma occorre ricordare che si muove su un terreno ancora fragile, dove il rischio geopolitico non è un dettaglio di contorno bensì la variabile che può cambiare, in poche ore, la traiettoria dei prezzi.