Il lunedì nero della Borsa coreana dell’8 giugno sarà probabilmente ricordato come uno dei giorni più tormentati della storia dell’indice Kospi, travolto dalle prese di profitto, dal crollo della valuta locale e da un sentiment verso l’AI e la tecnologia in generale negativo. Ma soprattutto da quel giorno il poderoso rialzo quasi senza freni ha lasciato spazio ad una volatilità incredibile fatta di up and down continui.
Temporaneamente chiuso per una ventina di minuti dopo che i circuiti di trading erano andati in tilt, il Kospi in quella giornata ha perso quasi il 9%. Una performance che suona drammatica, ma che in realtà andava incastrata all’interno di un contesto di mercato che aveva visto una crescita dell'indice del 200% in un anno nonostante una valuta locale in caduta libera. Con una volatilità del 45% (e chi l’ha detto che alta volatilità uguale negatività), la Borsa coreana si sta confermando come il Bitcoin dei listini azionari.
Won ai minimi da 17 anni contro dollaro
Indubbiamente pesa l’esposizione settoriale verso la tecnologia, soprattutto i semiconduttori, con Samsung a fare da guida. E quando i timori per gli “eccessi” degli investimenti nell’intelligenza artificiale si prendono la scena, la Borsa coreana è la prima a subire il peso della lettera a leva (Chip coreani, la leva è fuori controllo: l'allarme di Seul).
A pagare a caro prezzo la volatilità e i rialzi del Kospi c’è una valuta come il Won sudcoreano ai minimi contro dollaro degli ultimi 17 anni e che ha costretto a prendere misure drastiche per frenarne la caduta. Come la decisione del South Korea’s National Pension Service di attivare una copertura valutaria su buona parte delle posizioni di investimento in essere, mossa che ovviamente ha come riflesso quello di supportare la valuta locale.
Borsa Coreana: forse è il momento di prendere profitto
Il grafico della Borsa coreana è impressionante e forse potrebbe nascondere i germi di una bolla speculativa in corso. E tipicamente prima dello scoppio di una bolla le quotazioni vanno in stallo. Come ora.
Dai minimi del Covid, la Borsa coreana è salita di oltre 3 volte per uno spettacolare rendimento annuo composto del 22%. Il grosso della salita tra l'alto si è accumulato post Liberation Day in un arco temporale tutto sommato ristretto, prima della recente correzione.
Ovviamente questi tassi di crescita sono insostenibili ma attenzione a non tirare giudizi affrettati. La Borsa coreana (come indice MSCI Korea) prezza un rapporto prezzo utili vicino a 26, alto ma non da bolla confermando che l’iniezione di utili societari è stata notevole giustificando in parte i rialzi.

I riflessi dell’andamento della Borsa coreana si vedono anche sugli indici emergenti. Chi ha preferito ETF che replicano l’indice MSCI emergenti sta infatti capitalizzando un maxi distacco rispetto agli equivalenti indici FTSE. Prendendo gli ETF, ad esempio, di iShares e Vanguard, si scopre un gap di quasi 16 punti percentuali solo nell’ultimo anno. Dati che fanno riflettere anche sul futuro.
Tornando alla Borsa coreana diventa difficile stabilire un punto di arrivo di un rally così poderoso, ma visto lo stato di maturità del bull market azionario globale e soprattutto le incertezze delle ultime settimane, un sottopeso di Korea potrebbe in questo momento opportuno, soprattutto se l’esposizione alla tecnologia è già molto ampia per il resto degli attivi investiti in Borsa. Evento non improbabile visto il peso del tech negli indici mondiali e americani.