Per alcuni investitori certi dati vengono visti come occasione per sfruttare il fenomeno del ritorno verso la media dopo anni di delusione. Per altri invece sono la testimonianza di una forza relativa molto modesta che consiglia di stare lontani.
Fatto sta che ci sono quattro settori dell’indice americano S&P 500 che hanno realizzato performance pari a meno della metà di ciò che ha realizzato lo stesso indice negli ultimi 5 anni.
Per lo S&P 500 l’ultimo lustro è stato caratterizzato da una ricca crescita (+90%) con energy e technology in ampia tripla cifra. Ma ci sono quattro settori che hanno portato a casa meno della metà. Questi settori sono i Consumer Staples (44%), i Materials e l'Healthcare (42%), infine il Real Estate che invece ha guadagnato appena il 23% in 5 anni.
Settori tutti facilmente replicabili con ETF emessi da SPDR tranne il Real Estate americano che però un’altra big del settore come Invesco replica con un suo ETF.
Perchè questi settori hanno sottoperformato lo S&P 500?
Osservando i quattro ETF si scopre che in euro è andata leggermente meglio con performance che si risollevano di oltre 5 punti percentuali, ma la sostanza non cambia. Questi quattro settori hanno decisamente deluso. Le motivazioni sono le più disparate.
Per il Real Estate pesano i rialzi dei tassi degli ultimi anni che significa interessi sui mutui più gravosi. Per l’Healthcare una serie di vischiosità legislative che l’avvento di Trump ha messo ancora più in luce. Per i Consumer Staples il carovita e la guerra dei dazi hanno pesato sui consumi degli americani.
Forse il più inspiegabile come comportamento è quello dei Materials che hanno beneficiato solo marginalmente dell’aumento dei prezzi delle materie prime. In realtà in questo ultimo settore è fortissimo il peso della chimica e delle costruzioni con società come Linde, Freeport, Sherwin Williams ed Ecolab che hanno zavorrato le pur ottime performance del minerario Newmont che pesa per il 10% del portafoglio.
Su quale settore investire?
Può essere interessante a questo punto dare un’occhiata alle valutazioni per capire se effettivamente i settori sono a sconto oppure se stanno pagando altri fattori di negatività. L’ETF sui Materials ha un rapporto prezzo utili di 23 che non lo pone certamente tra i settori cheap. Per quello che riguarda i Consumer Staples siamo allineati, settore che annovera tra i titoli principali WalMart, Costco, Coca Cola, Philip Morris e Procter & Gamble.
Il settore Healthcare ha valutazioni più a sconto con un P/E di 18 e con Eli Lilly che da sola pesa per il 14% di un ETF che trova nelle top 3 anche Johnson & Johnson (10%) e Abbie (7%). Infine il Real Estate che paradossalmente è uno dei più cari con un P/E di 27 e Welltower, Prologis e Equinix che da sole coprono oltre il 30% del paniere.
Analizzati i rispettivi grafici ho estratto quel settore che mi sembra graficamente il più interessante, quello dei Consumer Staples.

Non servono grandi commenti per capire che l’ETF di SPDR si è avvicinato alla trend line rialzista di lungo periodo per poi ripartire. Vista la componente value e i solidi marchi che compongono il paniere dell’ETF, con le Borse sui massimi storici questo settore potrebbe rivelarsi un interessante arma difensiva e solida generatrice di cash flow da tenere in debita considerazione.