Trionfa tutto l’universo collegato a energia e petrolio nel mese di marzo a causa naturalmente dello scoppio degli eventi bellici in Medio Oriente. A dire il vero il mondo energy fa meglio della tecnologia addirittura dai tempi del Covid, ma su questo tornerò in un’altra occasione.
Bilancio ETF mese di marzo: oil e energy su tutti
Ai primi posti di questo mese di marzo negativo per l’azionario globale di circa il 3% troviamo dunque ETF tematici e settoriale legati a oil e energy. Ishares Oil & Gas Exploration ha guadagnato il 20% seguito dalla batteria di ETF che investe nelle società petrolifere europee e globali con un rialzo ad esempio di Xtrackers Msci World Energy del 15%.
Torna tra i migliori anche un tipico ETF che fa bene durante le fasi di calo come Amundi S&P500 Vix che si piazza davanti ad un tematico come L&G Cyber Security in guadagno del 12%. Cybersecurity che assieme al cloud computing risulta essere uno dei pochi temi di mercato (energia esclusa) in guadagno in questo terzo mese dell’anno.
Bilancio ETF marzo: il prezzo dell'oro spinge al ribasso i minerari
Naturalmente abbondano i segni meno a partire dalle azioni aurifere che sono state trascinate giù dalla drastica caduta nel prezzo dell’oro. Vaneck Gold Miners ha perso il 25% capeggiando tutti gli ETF che ruotano attorno ai preziosi. Male anche Global X Copper Miners a testimoniare la spaccatura nel mondo commodity tra energia e tutto il resto.
Tra le peggiori aree geografiche l’ETF iShares Msci South Africa molto correlato all’andamento dell’oro e in calo a marzo del 17% e i consumer staples europei giù della stessa percentuale. Male anche gli ETF che investono su Vietnam e Indonesia con ribassi del 15% al pari del settore europeo dell’auto e del food and beverages. Pessimo anche il lusso con Amundi Global Luxury giù del 13%.
Il comparto obbligazionario ha sofferto a marzo a causa di un generalizzato aumento dei tassi di interesse sui timori di nuove fiammate inflazionistiche. In calo anche di oltre il 5% gli ETF che investono su scadenze medio lunghe a partire da Amundi Italy BTP 10+ colpito anche dall’allargamento dello spread.
Male gli ETF che investono in high yield bond e bond emergenti a cambio coperto. Privi della copertura del dollaro (in moderato guadagno), le obbligazioni a spread hanno subito l’aumento della volatilità. L’ETF iShares Eur Corporate ha perso il 2% come la versione high yield. Peggio e con un calo di quasi il 3% a causa di duration più lunghe hanno fatto gli ETF che investono in generici titoli di stato europei come Vanguard Eurozone Government Bond. Pochi i segni più e prevalentemente a breve scadenza in dollari grazie alla corsa verso la valuta rifugio.
Termino con le commodity grandi protagoniste a marzo. L’ETC WisdomTree Crude Oil si porta a casa il 50% in linea con gli strumenti che replicano il prezzo del greggio e derivati. Bene anche gli ETC su zucchero e caffè su del 15%. Male i metalli e l’oro con cali comunque contenuti entro il 10%.
A pochi giorni dalla fine di marzo vedremo se i mercati riusciranno a ricucire questo mini-strappo sperando in un clima geopolitico più sereno nel mese di aprile. Per il momento comunque nessuno shock ha attraversato gli investimenti azionari.