Il primo mese dell’anno si conclude come era finito. Oro superstar, azionario in modesto rialzo, obbligazionario fermo. Qualche fiammata di volatilità innescata soprattutto dall’evoluzione geopolitica (Venezuela, Iran, Groenlandia) ha riaffermato il ruolo dell’oro come porto sicuro verso cui convergono investitori ora timorosi anche di una svalutazione del dollaro.
Le Borse non si sono mosse granchè andando ad archiviare un gennaio leggermente positivo nella versione globale, andamento non dissimile dal mercato obbligazionario nella versione a cambio coperto.
Ma chi ha fatto meglio e chi peggio nell’universo sempre più ampio degli ETF a gennaio?
Performance ETF a gennaio 2026: migliori e peggiori
Le materie prime più strategiche sia dal punto di vista economico che geopolitico, sono state le indubbie vincitrici, o meglio sarebbe dire le azioni che possiedono quelle materie prime e che possono essere investite attraverso ETF tematici sono stato le vincitrici di gennaio.
Il settore collegato all’energia nucleare e all’estrazione e lavorazione dell’uranio da realizzato una performance superiore al 40% con HanEtf Sprott Junior Uranium Miners. Poco dietro Global X Uranium ha preceduto il drappello di ETF che si occupano di minerari collegati all’argento (Global X Silver Miners) e alle terre rare (VanEck Rare Earth and Strategic Metals) con un rialzo di oltre il 30% a gennaio.
Performance compresa tra il 20 e il 30% a seconda dei vari indici replicati, per tutto il mondo dell’azionario aurifero che precede una realtà geografica che ha fatto molto bene a gennaio, ovvero la Borsa coreana.
Scendendo sotto il 20% di rialzo mensile troviamo il settore della difesa con VanEck Defense, ma anche la Borsa cinese ancora protagonista con uno storico ETF di Xtrackers Csi300.
Scendendo nelle performance, ma sempre mantenendo la doppia cifra percentuale di rialzo, troviamo ETF che investono nel settore dei semiconduttori, delle risorse di base, la Borsa turca nonostante i nuovi minimi raggiunti dalla lira, e quella brasiliana che assieme a quella sudafricana e messicana conferma il buon momento anche delle valute locali.
Andando tra i peggiori ETF di gennaio troviamo soprattutto i tematici legati al cloud computing, all’intelligenza artificiale e al settore assicurativo europeo. Tutti ETF comunque con cali inferiori al 10%.
Come già anticipato nel mondo bond c’è stato un certo immobilismo, e si segnalano solo i casi negativi dei bond indiani (a causa di una valuta che prosegua nella sua caduta) e i corporate bond high yield, comunque in modesto ribasso.
Infine il settore commodity. L’oro ha raccolto un buon rialzo superiore al 15%, ma altre materie prime hanno fatto bene. Come il gas naturale su di oltre il 15% e il nickel con +10%. Il settore commodities nel suo complesso si porta a casa un incremento di quasi il 10% a gennaio.
Appuntamento quindi a febbraio per comprendere quale strada intenderà prendere il mercato in generale in vista della primavera dopo che i primi posizionamenti tattici di inizio anno avranno preso forma. Posizionamenti per il momento molto blandi a dire il vero ed ispirati soprattutto da temi collegati al mondo delle commodities.