Tether ha iniziato il 2026 con un segnale che non è passato inosservato: il 31 dicembre l’emittente di USDT ha acquistato 8.888,8888888 Bitcoin, un’operazione da circa 780 milioni di dollari.
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La mossa di Capodanno: l'annuncio di Paolo Ardoino su X
L'operazione è stata annunciata dall’Amministratore delegato Paolo Ardoino con un post su X: “Tether ha acquisito 8.888,8888888 BTC nel Q4 2025”. L’operazione ha portato le partecipazioni dichiarate a oltre 96.000 BTC (in alcune ricostruzioni: 96.369,86714418 BTC), consolidando la posizione della società tra i maggiori detentori al mondo e collocando l’indirizzo come quinto per dimensione, dietro grandi hub del settore come Binance e realtà come Robinhood e Bitfinex.
Il tratto distintivo, però, non è solo la taglia: è la regolarità. Dal 2023 Tether destina fino al 15% degli utili operativi trimestrali all’acquisto di Bitcoin, trasformandosi in un accumulatore “di programma” più che in un compratore opportunistico. I profitti di Tether sono legati alle riserve che sostengono USDT, composte soprattutto da Treasury Usa a breve termine e pronti contro termine.
Di conseguenza, tassi alti e domanda sostenuta di stablecoin possono alimentare extra-profitti e, per effetto meccanico, nuovi acquisti Tether Bitcoin. Un paradosso dei mercati moderni: la stretta monetaria, che spesso raffredda l’appetito per il rischio, può finire per finanziare acquisti di BTC tramite gli utili di un emittente di stablecoin.
Riserve, rating e sospetti: perché il mercato si irrigidisce
Il tema non è soltanto l’entità della scommessa, ma la composizione complessiva delle riserve e la trasparenza con cui vengono lette. S&P Global Ratings ha recentemente abbassato il giudizio su USDT da “constrained” a “weak”, citando rischi di concentrazione e trasparenza: una bocciatura che, a giudicare dal timing dell’acquisto, Tether sembra aver deciso di archiviare con una certa nonchalance. Ancora più ruvido il campanello d’allarme lanciato dall’ex ceo di BitMEX Arthur Hayes, che ha segnalato come la quota crescente di Bitcoin e oro nelle riserve meriti attenzione.
Nel 2025, inoltre, i movimenti del wallet hanno alimentato illazioni su possibili vendite: dopo un acquisto nel primo trimestre, le disponibilità erano salite sopra 100.000 BTC, per poi scendere e risalire oltre 96.000 con l’ultima tranche. Ardoino ha negato che Tether stesse vendendo Bitcoin, spiegando che le fluttuazioni erano collegate a conferimenti a Twenty One Capital, società supportata da Tether, che al primo gennaio risultava detenere 43.514 BTC.
E poi c’è l’altra gamba della strategia “hard assets”: l’oro. Nel terzo trimestre 2025 Tether ha acquistato 26 tonnellate, portando il totale a 116 tonnellate e collocandosi tra i primi 30 detentori mondiali. Una quantità che, secondo le ricostruzioni presenti nei testi, supera persino gli acquisti trimestrali di qualsiasi banca centrale “segnalante”. Da un lato, diversificazione; dall’altro, l’inevitabile domanda: quanto si sta allontanando un emittente di stablecoin dall’immaginario “cash & T-bills” che gli investitori retail associano alla parola stabilità?
La corsa corporate a BTC: Tether tra Strategy e Metaplanet
Il contesto è quello di una corsa sempre più esplicita alle tesorerie in Bitcoin. Metaplanet, quotata in Giappone, ha aggiunto 4.279 BTC, salendo a 35.102. Strategy continua a usare equity e debito per espandere una dotazione già sopra 670.000 BTC. In questo panorama, Tether gioca una partita diversa: non raccoglie capitali “per comprare BTC”, ma reinveste utili, sostenuti in larga parte dal rendimento dei Treasury e dalla domanda di USDT. È una differenza che conta anche nei momenti di mercato meno comodi.
Inoltre, l’azione di un compratore ricorrente come Tether può creare pressione in acquisto “anche durante debolezza”, riducendo l’offerta disponibile e contribuendo a tenere vivo l’interesse istituzionale. In pratica, il mercato osserva un’altra dinamica: un soggetto che è insieme emittente della stablecoin più usata e grande detentore di BTC, con un mix di riserve che evolve verso "hard asset" (beni rifugio).
Tether e Bitcoin: un messaggio al Dragone?
La numerologia degli 8 (fortuna e ricchezza nella cultura cinese) può essere un dettaglio di colore, o un messaggio calibrato. Ripetere 11 volte (il numero che rappresenta l'illuminazione spirituale) il numero 8 vuol dire combinare due dei numeri più potenti della numerologia cinese.
Al Dragone è legato anche Giancarlo Devasini: dopo aver abbandonato la specializzazione in chirurgia plastica, nei primi anni '90 il presidente e maggiore azionista di Tether ha tentato la fortuna in Cina.
Se il 2026 di Tether sarà legato alla Cina è da vedere. Per ora possiamo rilevare come nel mondo cripto, la comunicazione - specie quando passa da Ardoino Twitter - non è mai solo contorno: spesso è parte integrante della strategia.