La seduta di ieri sui mercati azionari USA si è conclusa all'insegna della cautela, con gli operatori chiamati a valutare dati macroeconomici sopra le stime e crescenti preoccupazioni geopolitiche legate al Medio Oriente.
Il Dow Jones ha evidenziato una certa resilienza, riuscendo a terminare la giornata con un frazionale incremento dello 0,11%. Di segno opposto l'andamento del listino allargato S&P 500, che ha archiviato le contrattazioni con una flessione dello 0,16%, riflettendo una propensione al rischio assai moderata. Il calo più marcato ha interessato il Nasdaq, che ha ceduto lo 0,71%, appesantito dalle prese di beneficio sui grandi nomi del comparto tecnologico (Chip in calo dopo il rally AI: Qualcomm affonda in Borsa).
L'andamento generale è stato fortemente condizionato dalla lettura dell'indice dei prezzi al consumo di aprile, risultato superiore alle attese con un incremento annuo del 3,8%, spinto in misura rilevante dal rincaro dei beni energetici. Di fronte a questo scenario, la rotazione dei portafogli si è fatta evidente: gli investitori hanno premiato settori difensivi, come l'assistenza sanitaria e i beni di consumo di base, penalizzando i consumi voluttuari.
Azioni Wall Street: Warsh guarda al PPI
Prima dell'avvio, il contratto sul Dow Jones registra un ribasso dello 0,30%, il future legato all'S&P 500 segna un +0,20% mentre il derivato sul Nasdaq avanza dello 0,7% suggerendo una ripresa d'interesse per il segmento tecnologico.
L'agenda macroeconomica prevede la pubblicazione dei prezzi alla produzione (PPI) di aprile: le attese degli analisti indicano un incremento mensile dello 0,50% per il dato headline e dello 0,30% per la componente depurata dalle voci volatili di energia e alimentari.
Sullo sfondo si staglia la figura di Kevin Warsh, appena confermato dal Senato nel consiglio dei governatori della Federal Reserve in attesa del voto per la presidenza. Benché Warsh sia noto per posizioni orientate a una riduzione dei tassi, le dinamiche inflattive complicano le prossime mosse.
"L'inflazione è il principale freno per l'economia statunitense in questo momento", ha avvertito Heather Long, capo economista di Navy Federal Credit Union, sottolineando che "per la prima volta in tre anni, l'inflazione sta erodendo tutti i guadagni salariali".
Wall Street Oggi: focus su Nvidia, Walmart ed Alibaba
- Nvidia: l'azienda leader nei semiconduttori è sotto i riflettori dopo che il CEO Jensen Huang si è unito alla delegazione presidenziale in visita diplomatica in Cina, suggerendo possibili dialoghi sui controlli delle esportazioni tecnologiche. +2,4% prima dell'avvio.
- Walmart la multinazionale affronta una fase di ristrutturazione strategica, avendo in programma di tagliare o ricollocare circa mille dipendenti del settore corporate per ottimizzare i costi della struttura. Il titolo nel pre-market segna un -0,7%.
- eBay +2,1% ieri e -0,56% prima dell'apertura degli scambi. Il portale di e-commerce ha respinto l'offerta non sollecitata da 56 miliardi di dollari presentata da GameStop. Il Consiglio di amministrazione ha definito la proposta inattuabile, citando incertezze strutturali sul piano di finanziamento (GameStop: il board di eBay rifiuta l'offerta da 56 miliardi di $).
- Nextpower +13,7%: la società energetica brilla grazie a una trimestrale superiore alle stime, che ha spinto il management a rivedere la guidance sui ricavi annuali tra i 3,8 e i 4,1 miliardi di dollari.
- Boeing: ad aprile la società ha accumulato 135 nuovi ordini netti , il miglior avvio d'anno per l'azienda sul fronte commerciale da oltre un decennio. +0,9%.
- Alibaba: nel primo trimestre il colosso cinese ha registrato un crollo dell’84% dell’EBITA core a causa dei forti investimenti in tecnologia ed e-commerce. Il cloud computing è cresciuto del 38%, sostenuto dalla domanda legata all’intelligenza artificiale. Le vendite dell’e-commerce cinese crescono moderatamente (+6%) mentre il quick commerce segna un forte aumento (+57%). -2% prima dell'avvio per le ADR Alibaba.