Ieri la seduta di scambi si è conclusa a livelli da record per le azioni USA, sostenute dagli sviluppi geopolitici e da trimestrali positive che hanno alimentato la propensione al rischio. Il Dow Jones ha terminato con un progresso dello 0,69%, lo S&P 500 ha registrato un incremento dell'1,05%, mentre il Nasdaq ha messo a segno un rialzo dell'1,64%.
A favorire gli acquisti a Wall Street è stata la decisione del presidente Donald Trump di prolungare il cessate il fuoco con l'Iran, unita a una stagione degli utili in grado di rassicurare gli operatori sulla tenuta dei profitti aziendali.
Nonostante la tregua prolungata, restano sul tavolo complessi nodi diplomatici legati al blocco navale e alla sicurezza dei trasporti nello Stretto di Hormuz. "Il mercato è chiaramente alla ricerca di un esito favorevole o quantomeno accettabile da questa situazione", ha detto Stephen Massocca, vicepresidente di Wedbush Securities.
Azioni Wall Street: derivati in calo e petrolio sopra i 100 dollari
L'ottimismo della vigilia lascia spazio alla prudenza nella sessione odierna. Nonostante il cessate il fuoco, l'Iran ha proceduto al sequestro di due imbarcazioni nello Stretto di Hormuz, mantenendo l'attenzione degli investitori sull'integrità delle catene di approvvigionamento energetico.
Con le quotazioni del petrolio superiori ai 100 dollari al barile, i timori legati alle pressioni inflazionistiche limitano l'operatività. Tiffany Wilding, economista di PIMCO, ha ricordato che "anche nel caso in cui il conflitto in Medio Oriente dovesse attenuarsi, ci vorrebbe probabilmente del tempo prima che l'economia globale si normalizzi".
In tale contesto, i future sugli indici riflettono un avvio debole: il derivato sul Dow Jones registra una flessione dello 0,70%, il contratto sullo S&P 500 cede lo 0,52%, mentre il derivato sul Nasdaq segna un -0,57%.
L'attenzione del mercato si sposta anche sull'agenda macroeconomica, che prevede la pubblicazione delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e le letture preliminari degli indici S&P Global PMI per i settori manifatturiero e dei servizi.
Wall Street Oggi: focus sulle trimestrali di Tesla, IBM e Texas Instruments
- Tesla -2,90% prima dell'avvio: la società sconta l'annuncio relativo all'incremento della spesa in conto capitale, destinata a superare i 25 miliardi di dollari per supportare i progetti di espansione legati all'intelligenza artificiale, alla robotica e alla produzione di microchip (Tesla, trimestrale tra luci e ombre: pesa maxi piano di investimenti).
- IBM -7,30%: il colosso informatico mostra un andamento in flessione dopo aver riportato un rallentamento nella crescita dei ricavi durante il primo trimestre, dinamica riconducibile alla divisione software. La guidance è stata confermata.
- Texas Instruments +10,30%: l'impresa tecnologica registra un progresso nelle contrattazioni, spinta da previsioni sui ricavi e sugli utili per il secondo trimestre che si sono rivelate superiori alle stime formulate dagli analisti.
- Lululemon -4,25%: il marchio di abbigliamento sportivo si trova sotto pressione a seguito della nomina dell'ex dirigente di Nike (parità), Heidi O'Neill, come nuova responsabile incaricata di gestire il consolidamento delle attività sul mercato statunitense.
- Alphabet -0,55%: le nuove TPU di Google offrono una piattaforma di AI più veloce ed efficiente. La TPU 8t è stata progettata per ridurre i tempi di addestramento dei modelli all'avanguardia da mesi a settimane.
- Southwest Airlines -1,68%: la compagnia aerea segnala che le precedenti stime di profitto per l'intero esercizio risultano a rischio a causa della compressione dei margini indotta dai crescenti costi del carburante.
- Oggi in calendario ci sono i conti di American Airlines, American Express e Comcast.