Wall Street ha impiegato qualche ora, ma alla fine il verdetto sul primo rialzo dei tassi in tre anni è stato meno severo del previsto. Il Dow Jones ha chiuso la seduta di giovedì in progresso dello 0,6%, lo S&P 500 è salito dell’1,1% e il Nasdaq Composite ha accelerato dell’1,7%. A guidare il movimento è stata soprattutto la tecnologia, con il comparto in rialzo del 2,2%.
La lettura del mercato è cambiata rispetto alla reazione immediatamente successiva alla stretta di 25 punti base della Federal Reserve. Il messaggio del presidente Kevin Warsh, che ha parlato della rimozione di "una dose di accomodamento", è stato interpretato meno come l’avvio di una fase restrittiva destinata a soffocare la crescita e più come il segnale di un’economia abbastanza solida da sopportare tassi più elevati.
Nonostante gli operatori continuino a prezzare quasi altri tre rialzi da 25 punti base nei prossimi dodici mesi, sono stati proprio i titoli growth a guidare il recupero. "Se l’economia americana rimarrà resiliente come appare oggi, i rialzi dei tassi non cambieranno questa situazione", ha osservato Nicholas Colas, co-fondatore di DataTrek Research.
Per ora, quindi, Wall Street sembra considerare la stretta monetaria compatibile con la crescita degli utili. E soprattutto non vede ancora ragioni sufficienti per abbandonare il trade che ha dominato il 2026: l’intelligenza artificiale.
Azioni Wall Street: future positivi, ma la Fed resta sotto esame
In vista dell’apertura odierna, il future sul Dow Jones scende dello 0,36%, il contratto sullo S&P 500 arretra dello 0,1%, il derivato sul Nasdaq-100 sale dello 0,13%. Il vantaggio del listino tecnologico conferma, almeno nelle prime indicazioni, che l’AI continua a prevalere sui timori legati all’ "higher for longer".
Il test, però, non è terminato. Oggi interverranno la governatrice della Fed Michelle Bowman, membro votante permanente del FOMC, e il presidente della Fed di Kansas City Jeffrey Schmid. Il mercato cercherà indicazioni sulla logica che ha portato alla decisione unanime di mercoledì e, soprattutto, sulla traiettoria delle prossime mosse.
Wall Street oggi: Nvidia, Berkshire Hathaway e Alphabet sotto i riflettori
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Nvidia: Jensen Huang ha dichiarato di attendersi il raddoppio del numero di chip venduti il prossimo anno. La previsione si aggiunge all’indicazione di una crescita dei ricavi del 70% nell’esercizio che terminerà a gennaio 2028, fino a circa 673 miliardi di dollari. Per Wall Street è un nuovo test sulla capacità del leader dei chip AI di sostenere aspettative ormai estremamente elevate (Jensen Huang, CEO di Nvidia: venderemo il doppio dei chip nel 2027). Il titolo prima dell'avvio non fa registrare variazioni.
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Berkshire Hathaway: -0,36% nel pre-market. Warren Buffett ha annunciato l’uscita dalla presidenza del gruppo a 96 anni. Rimarrà consigliere e assumerà il ruolo di chairman emeritus, mentre la presidenza passerà al figlio Howard Buffett. È un ulteriore passaggio nella successione ai vertici di Berkshire.
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Alphabet: +2,51% nel pre-market, con il titolo indicato in rialzo insieme ad altre società esposte al tema AI. Sul gruppo pesa anche la decisione di un giudice federale che obbligherà Google, per sei anni, ad aprire maggiormente i propri sistemi pubblicitari ai concorrenti e a condividere alcuni dati delle aste con gli editori. La corte ha tuttavia escluso lo smembramento dell’attività ad tech.
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Nike: -0,85% nel pre-market, con le azioni in calo in vista dell’uscita dallo S&P 100 prevista per il 21 settembre. Bloom Energy (-0,05%), Everpure (-0,09%) e Illumina (+0,7%) da lunedì entreranno nell’indice.
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Coinbase Global: +1,80% nel pre-market. Il titolo sale insieme alle altre azioni legate alle criptovalute mentre Bitcoin supera quota 78.000 dollari. Denaro anche su Robinhood Markets (+2,52%) e Strategy (+3,05%).
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Lockheed Martin: parità nel pre-market. L’amministrazione Trump ha approvato una potenziale vendita all’Arabia Saudita da 24,3 miliardi di dollari comprendente 48 F-35, oltre a motori e componenti. Il Congresso avrà 30 giorni per esaminare o tentare di bloccare l’operazione.