Ultima seduta della settimana all'insegna della prudenza per i listini europei. Il Dax cede lo 0,8% mentre il Ftse Mib scivola dello 0,75%. I future a Wall Street segnalano invece un'avvio di poco sopra la parità. In particolare, spicca il +0,35% del contratto sul Nasdaq con le azioni Nvidia in rialzo, prima dell'avvio, dello 0,69%.
Nvidia: il CEO Huang rilancia
In visita in Scozia. Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha parlato alla stampa prima di un summit con re Carlo III e ha messo sul tavolo una previsione che il mercato non si aspettava ora: "il doppio dei chip" venduti il prossimo anno rispetto a quest'anno.
L'intelligenza artificiale, ha detto Huang, genera benefici trasversali a settori ed economie diverse, e in quasi tutti i Paesi dove il gruppo opera la volontà di investire nell'AI continua a crescere. Per l'intera filiera europea dei semiconduttori suona come una conferma di ciclo.
Sei milioni di Blackwell e un catalogo che va oltre le GPU
Nvidia non pubblica il numero complessivo di chip venduti, il che rende la previsione difficile da tradurre in stime puntuali. L'unico riferimento recente risale allo scorso autunno, quando Huang parlò di 6 milioni di GPU Blackwell spedite in quattro trimestri.
Il perimetro industriale, però, è più largo delle schede per data center. Accanto a Blackwell e Rubin il gruppo produce processori centrali, chip per switch di rete, componenti per il networking ottico, silicio per notebook, i moduli Jetson destinati a robotica e automotive e il chip della Nintendo Switch 2. Raddoppiare i volumi complessivi non equivale a raddoppiare i ricavi. Il mix conta, e pesa parecchio.
I conti: margini al massimo, ritorni sul capitale in calo
I dati della piattaforma Forecaster.biz spiegano il tono del fondatore. Nell'ultimo trimestre riportato, il secondo dell'esercizio 2027 chiuso il 26 luglio, il margine lordo si è attestato al 74,98% e quello operativo al 66,24%, il livello più alto dell'intera serie trimestrale. L'utile per azione ha toccato 2,47 dollari contro 1,08 dollari dello stesso periodo dell'anno prima, un progresso del 129%.
La sequenza degli ultimi sei trimestri è impressionante: 0,77, 1,08, 1,31, 1,76, 2,40 e 2,47 dollari per azione. Sempre secondo Forecaster.biz, l'eps degli ultimi dodici mesi vale 7,94 dollari, il P/E trailing si ferma a 27,62 e la capitalizzazione raggiunge 5.310 miliardi di dollari, con ultima chiusura a 219,34 dollari. La piattaforma registra anche il salto del dividendo trimestrale, da 0,04 a 0,28 dollari per azione, e un numero di azioni in circolazione sceso a 24.190 milioni dai 24.555 milioni di gennaio 2025.
Un dato stona. Il ritorno sul capitale investito è passato dal 27,96% del terzo trimestre 2026 al 21,68% dell'ultima rilevazione, e il ROE è sceso dal 33,06% al 28,12% in un solo trimestre. Margini in salita e redditività del capitale in discesa convivono nello stesso bilancio: la base di capitale sta crescendo più in fretta del ritorno che produce. Il Rule of 40 resta comunque a 128,09%, oltre tre volte la soglia. Sul fronte guidance il management ha già indicato una crescita del 70% per l'esercizio che si chiude a gennaio 2028, pari a circa 673 miliardi di dollari.
La sicurezza, i dubbi sulla bolla e il conto da 673 miliardi
In Scozia Jensen Huang, CEO di Nvidia, non era solo. Al tavolo sedevano i rappresentanti di Google DeepMind, OpenAI e Anthropic, e l'argomento era la sicurezza dei modelli. Il dibattito si è surriscaldato dopo gli allarmi lanciati da ricercatori del settore sulla controllabilità dei sistemi più avanzati. La posizione del manager è stata secca: un prodotto che non è sicuro va trattenuto e ingegnerizzato ancora.
Sul piano industriale la traiettoria resta offensiva. A inizio settembre Nvidia ha rilevato Hugging Face per 12,9 miliardi di dollari, scommettendo sull'AI open source. Il mercato, intanto, deve decidere quanto credere a una previsione di raddoppio in un settore che molti operatori considerano già surriscaldato.
La prossima trimestrale è fissata per il 18 novembre. Fino ad allora il mercato lavora su una promessa: che la domanda regga il doppio dei volumi e che quei 673 miliardi non restino una cifra scritta su una lavagna.