Le Borse USA hanno chiuso in netto ribasso la seduta mercoledì: il finale di giornata ha vanificato buona parte del rally intraday che sembrava profilarsi a Wall Street. Il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in calo del 2,19%, la performance peggiore da aprile 2025. Lo S&P 500 ha ceduto l'1,52% mentre il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno l'1,74%.
A pesare sul sentiment è stato l'intervento del neo presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, che ha offerto scarsi elementi di rassicurazione sulla battaglia dell'istituto centrale contro l'inflazione, pur avendo mantenuto i tassi invariati nella riunione di mercoledì (Fed ferma i tassi, ma tre governatori votano per il rialzo). Le sue dichiarazioni hanno spento il tentativo di recupero avviato nel primo pomeriggio, spingendo gli indici in territorio negativo proprio nelle battute conclusive degli scambi.
Steve Sosnick, Chief strategist di Interactive Brokers, ha sintetizzato l'umore del mercato notando che gli investitori si interrogano se la retorica intransigente di Warsh sull'inflazione sia sostenuta da azioni concrete o resti pura affermazione verbale. Sosnick ha poi richiamato l'attenzione sull'irripidimento della curva dei rendimenti: il trentennale ha toccato il 5,24% mentre il biennale è sceso al 4,26%, un movimento che riflette il nervosismo del comparto obbligazionario di fronte al rincaro del petrolio e alla ripresa delle ostilità in Medio Oriente.
Sul fronte societario la stagione delle trimestrali ha aggiunto incertezza. Meta Platforms ha deluso le attese degli analisti e alzato le stime di spesa in conto capitale per l'intero esercizio (-1,31% ieri, -8,56% prima dell'avvio) mentre Microsoft ha offerto un contrappunto solido, guadagnando terreno grazie ai risultati del quarto trimestre fiscale superiori alle previsioni degli analisti (-0,71% e +9%).
Azioni Wall Street: i future guardano oltre la seduta nera, tra trimestrali e dati macro
Le azioni USA si preparano ad aprire in rialzo giovedì, con gli investitori che digeriscono le trimestrali dei colossi tecnologici, la decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi invariati e la ripresa delle tensioni in Medio Oriente. Il contratto sul Dow Jones avanza dello 0,31%, quello sull'S&P 500 sale dello 0,5% mentre il derivato sul Nasdaq 100 guadagna un punto percentuale.
Il tema dominante resta la spaccatura tra le due maggiori aziende tecnologiche reduci dalla pubblicazione dei conti. Come ha osservato Stephen Evans, Chief investment officer di Pave Finance, si tratta in sostanza di due strategie opposte sull'intelligenza artificiale: un'azienda che aumenta i profitti pur investendo pesantemente, l'altra che lascia che i costi erodano i margini. Evans ha aggiunto che i risultati di Microsoft suggeriscono che i timori su un rallentamento della crescita fossero eccessivi mentre Meta dovrà dimostrare maggiore disciplina sui costi prima di riconquistare la fiducia del mercato.
Sul fronte macroeconomico la giornata propone diversi appuntamenti chiave. Sono attesi i sussidi di disoccupazione settimanali e l'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) relativo a giugno e la prima stima del PIL del secondo trimestre.
Wall Street Oggi: Microsoft vola, Meta cede terreno, Qualcomm sotto pressione
- Microsoft: il titolo balza del 9% nel pre mercato dopo aver riportato ricavi trimestrali di 90,01 miliardi di dollari, superiori alle stime (ferme a 87,62 miliardi), e una crescita di Azure del 43% a cambi costanti. Il segmento cloud ha superato per la prima volta i 100 miliardi di dollari di fatturato nell'esercizio fiscale 2026 e gli abbonati paganti a Copilot hanno superato quota 30 milioni.
- Meta Platforms: le azioni arretrano di circa l'8,5% nel premercato dopo utili per azione di 6,18 dollari, inferiori di 1,04 dollari alle attese degli analisti. Il flusso di cassa libero è crollato del 91% su base annua a 784 milioni di dollari e le previsioni di ricavo per il trimestre in corso, comprese tra 61 e 64 miliardi di dollari, si collocano nella parte bassa delle stime del mercato (Meta Platforms: guidance delude e cash flow crolla, azioni in rosso).
- Qualcomm: il titolo cede il 5% nel pre mercato nonostante utili adjusted di 2,21 dollari per azione, di poco inferiori alla stima di 2,23 dollari, e ricavi che, a 9,95 miliardi di dollari, sono risultati superiori alle attese.
- Arm: le ADR scivolano di oltre il 4% risentendo del clima di cautela sui semiconduttori dopo la debolezza registrata dal comparto nella seduta di mercoledì.
- Fortinet: il titolo della cybersecurity vola di oltre il 12% dopo una trimestrale che ha superato le stime grazie alla solidità delle fatturazioni, con previsioni per il terzo trimestre altrettanto incoraggianti.
- Amazon (Amazon, risultati Q2 sotto esame: riflettori su AWS, AI e capex), Apple e Coinbase pubblicheranno i risultati a mercati chiusi.