Il presidente della Fed Kevin Warsh ha scelto un profilo comunicativo più contenuto, ma non tutti i membri del board condividono la stessa cautela. A muovere i listini nella seduta di ieri è stato Christopher Waller, che in un intervento a Washington ha adottato un tono decisamente più "dovish" rispetto a quello tenuto da Warsh a Jackson Hole la settimana precedente.
Waller ha riconosciuto che l'inflazione resta "meaningfully" sopra l'obiettivo del 2%, ma ha sottolineato i primi segnali di raffreddamento nei dati più recenti, elemento che potrebbe spingerlo a votare per il mantenimento dei tassi invariati nel prossimo meeting del FOMC (Riunioni Fed: calendario delle date dei meeting del FOMC 2026). Il messaggio è stato letto dal mercato come un contributo diretto al repricing delle probabilità: secondo il CME FedWatch tool, le possibilità di un rialzo a settembre sono scese al 50,5%, dal 63,2% della vigilia.
Il sollievo si è tradotto in acquisti diffusi. Il Nasdaq Composite ha guadagnato l'1,4%, lo S&P 500 l'1,1% e il Dow Jones l'1,2%, la sua seduta migliore dal 4 agosto. Un movimento coerente: un board meno propenso a stringere ulteriormente riduce il rischio di duration sui portafogli e allenta la pressione sui multipli azionari, in particolare sui settori più sensibili al costo del denaro.
Resta però un condizionale pesante. Lo stesso Waller ha precisato che il suo voto dipenderà dai prossimi dati, a partire dall'inflazione di agosto attesa nei prossimi giorni.
Azioni Wall Street: il report sulle payrolls spinge al ribasso i future
La seduta odierna ruota attorno al dato macro più atteso della settimana. Le non-farm payrolls ad agosto 2026 hanno evidenziato un rialzo di 162mila unità, il triplo rispetto alle +53mila unità del consenso. Come da attese, il tasso di disoccupazione si è confermato al 4,1%.
Un dato più fortet del previsto è sinonimo di un'economia particolarmente forte, in grado di reggere tassi ancora elevati. Di conseguenza, è possibile che l'azionario finisca per risentire di un report sull'occupazione più forte del previsto.
In positivo fino a qualche minuto fa, i future risentono dell'andamento delle payrolls: il contratto sul Dow Jones cede lo 0,3%, il derivato sullo S&P 500 avanza dello 0,2% mentre il future sul Nasdaq-100 guadagna lo 0,1%. Sul fronte settimanale il quadro resta comunque positivo: lo S&P 500 è indirizzato verso un progresso dello 0,5%, il Nasdaq dello 0,7% e il Dow Jones dello 0,2%.
Sul mercato obbligazionario si segnala un ulteriore elemento di attenzione, indipendente dal calendario macro ma non meno rilevante per il pricing dei rendimenti. Norges Bank Investment Management, il fondo sovrano norvegese da 2,3 trilioni di dollari, ha proposto di ridurre dal 70% al 50% la componente governativa del proprio portafoglio obbligazionario, tagliando l'esposizione ai Treasury statunitensi dal 34,1% al 21,9% a favore di corporate bond e mortgage-backed securities.
La mossa arriva in un momento in cui i rendimenti a lunga scadenza sui Treasury viaggiano sui massimi decennali, con gli investitori concentrati sulla sostenibilità della traiettoria fiscale americana. Un segnale di de-risking da parte di uno dei maggiori detentori istituzionali globali che, a prescindere dall'esito del FOMC, alimenta l'interrogativo su chi assorbirà un'offerta di debito pubblico sempre più consistente.
Wall Street oggi: Lululemon, Adobe e AMC sotto i riflettori
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Lululemon: cede il 20% nel pre-market dopo il secondo taglio delle stime nell'anno in corso. Il gruppo di abbigliamento sportivo indica per il trimestre in corso un utile per azione compreso tra 93 centesimi e 98 centesimi su ricavi tra 2,29 e 2,32 miliardi di dollari, ben sotto il consensus di 2,40 dollari per azione e 2,53 miliardi. Le vendite ancora in calo nel mercato americano confermano una debolezza strutturale del business domestico, un segnale che il mercato terrà d'occhio come indicatore della tenuta dei consumi discrezionali.
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Adobe: cede il 2,9% nel pre-market dopo l'annuncio del cambio al vertice. Anil Chakravarthy, che da sei anni guida la divisione customer experience del gruppo, prenderà il timone a dicembre al posto di Shantanu Narayen. La reazione negativa del titolo riflette la naturale incertezza che accompagna un passaggio di consegne di questa portata in una software company di grandi dimensioni.
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AMC Entertainment: vola del 18% nel pre-market, sostenuta dalle dichiarazioni del CEO Adam Aron, che sui social ha criticato l'iniziativa di Robinhood sugli stock token, i contratti tokenizzati che replicano l'andamento di titoli come AMC.
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OpenAI lancia GPT-6 Astra e parla di era AGI: OpenAI sostiene che il nuovo modello di punta, GPT-6 Astra, potrebbe segnare l'inizio dell’era dell’intelligenza artificiale generale (AGI). Il modello è stato mostrato mentre interagisce con interfacce informatiche tramite comandi vocali. Il lancio è inizialmente rivolto ai clienti enterprise attraverso il programma ad accesso limitato Daybreak, per poi arrivare agli utenti ChatGPT Plus, Pro, Business ed Enterprise, oltre che tramite API e piattaforme cloud come AWS Bedrock e Microsoft Azure.
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Tesla avvia le corse con Cybercab senza volante: Tesla ha iniziato a offrire corse a bordo dei suoi Cybercab, robotaxi a due posti privi di volante e progettati per viaggiare senza intervento umano diretto. In Texas l’azienda è autorizzata a utilizzare 314 veicoli per il trasporto passeggeri a pagamento senza conducente: la maggior parte è costituita da Model Y, mentre 45 sono Cybercab. Il titolo prima dell'avvio segna un -2,6%.
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Meta aveva valutato di ridurre i team del 60% a causa dell’AI: Due mesi fa Meta ha licenziato il 10% del personale e spostato tra il 20% e il 30% degli ingegneri verso attività di formazione sull’intelligenza artificiale. La riorganizzazione avrebbe contribuito a un calo del morale e a una serie di problemi operativi e interruzioni dei servizi. Secondo l’analisi, l’azienda aveva preso in considerazione tagli ancora più drastici, che però non sono stati realizzati. Il caso solleva interrogativi sull’impatto dell’AI sull’occupazione nel settore tecnologico e sulle possibili strategie future di Meta e delle altre grandi aziende tech.