Lieve segno più a Piazza Affari per le azioni Stellantis in attesa del Piano: il titolo della casa automobilistica a circa due ore dall'avvio degli scambi guadagna lo 0,33% portandosi a 6,417 euro. Oggi il gruppo ha annunciato il progetto E-Car: un'auto elettrica compatta, pensata per la mobilità urbana quotidiana, con un target di prezzo fissato a 15.000 euro. La produzione partirà nel 2028 dallo stabilimento di Pomigliano d'Arco, lo stesso che per decenni ha costruito la Fiat Panda e alcune delle city car più vendute d'Europa.
La “E” di E-Car, riporta la nota del gruppo guidato da Antonio Filosa, sta per Europea, Emozione, Elettrica ed Ecosostenibile. Il veicolo risponde a una contrazione strutturale nel segmento delle auto piccole e accessibili in Europa, un vuoto di offerta che Stellantis intende presidiare con modelli distribuiti su più brand del portafoglio. Le tecnologie BEV saranno sviluppate con partner selezionati per comprimere i costi e ridurre il time-to-market.
"I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche", ha detto il CEO. L'assegnazione a Pomigliano porta con sé la prospettiva di volumi produttivi significativi, capaci di portare finalmente alla piena occupazione dello stabilimento.
I sindacati di categoria - Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e Aqcf - hanno accolto la notizia con cauto interesse, definendo l'E-Car "una modifica parziale del precedente piano" e un tentativo di penetrare il segmento più economico, "finora rimasto scoperto". Le organizzazioni non escludono che la produzione venga sviluppata in collaborazione con costruttori extra-europei. Restano le preoccupazioni sui tempi, ancora lunghi, e sulla tenuta dell'indotto, che "ha forte necessità di nuovi carichi di lavoro e di prospettive solide".
Il Piano Stellantis va in scena giovedì
L'E-Car di Pomigliano è solo l'antipasto. Giovedì il Piano di Stellantis verrà presentato agli investitori nel corso del Capital Markets Day ad Auburn Hills, in Michigan (sede storica di Fiat Chrysler prima della fusione). Filosa illustrerà una nuova strategia a lungo termine che, secondo le fonti interpellate da Reuters, si sviluppa su tre assi: rilancio delle vendite negli Stati Uniti, razionalizzazione del portafoglio brand e valorizzazione delle partnership con le case automobilistiche cinesi.
Il titolo, che aveva toccato i minimi storici a marzo, ha recuperato terreno nelle ultime settimane. Massimo Baggiani di Niche Asset Management ha sintetizzato la priorità del mercato: gli investitori "hanno solo bisogno che il business in Nord America funzioni. Questo darà un valore immediato al titolo". Lo stesso Baggiani riconosce che restano aperti altri dossier complessi: la sovraccapacità in Europa, la revisione della strategia di marca, la pressione dei competitor cinesi in Sud America e Africa.
Sul fronte Cina, la presentazione di giovedì conterrà "molto", stando a una fonte vicina al fascicolo. Stellantis ha già annunciato l'espansione della joint venture europea con Leapmotor e un accordo con Dongfeng per la produzione in Cina, con prospettive di allargamento oltre i confini dell'ex Regno di Mezzo. Il gruppo si è detto disponibile a condividere capacità produttiva negli stabilimenti europei con altri costruttori cinesi, oltre a Leapmotor - una posizione analoga a quella espressa da Volkswagen. Questo approccio da un lato punta a ridurre i costi sfruttando piattaforme competitive e dall'altro acquisire know-how sull'elettrico.
Sul fronte brand, rileva Citi, Filosa punta a concentrare gli investimenti su Jeep, Ram, Peugeot e Fiat inaugurando un'allocazione più selettiva rispetto alla logica di distribuzione equilibrata del passato. I restanti marchi rimarranno attivi, ma con un profilo più di nicchia o regionale. "Il vero punto non è selezionare uno, due, tre o quattro marchi", ha spiegato Filosa. "È combinare un'allocazione efficiente del capitale con strategie specifiche per ogni marchio". Nessuno dei 14 brand verrà dismesso, secondo quanto desumibile dalle dichiarazioni recenti. Maserati e Alfa Romeo, però, non sembrano essere una priorità nel breve.
Equita vede il turnaround, ma conferma la valutazione "hold"
Equita Sim ha confermato la raccomandazione hold sul titolo Stellantis con prezzo obiettivo a 7,6 euro, con un upside potenziale di circa il 18%, ma la sim milanese sceglie la cautela in attesa di verificare i contenuti del Piano di Stellantis.
Gli analisti identificano sei aree chiave della presentazione di giovedì. Prima tra tutte: il taglio costi, con dettagli sugli effetti delle ristrutturazioni già annunciate e su eventuali ulteriori azioni di efficientamento, alla luce dell'impatto dell'inflazione su materie prime, energia e trasporti. Il secondo punto riguarda le partnership cinesi: maggiori informazioni su Leapmotor e chiarimenti sul memorandum d'intesa non vincolante con Dongfeng, oltre alla possibile ricerca di ulteriori accordi, che Equita ritiene "probabili".
Seguono la strategia in Europa, con l'eventualità di ridurre ulteriormente la capacità produttiva installata attraverso cessioni di impianti, piattaforme comuni o condivisione di R&D e acquisti; gli aggiornamenti sul Nord America, già definiti a livello di prodotti, riduzione costi e piano capex; e la revisione della capital allocation, con particolare attenzione al livello medio di capex - rispetto all'8% previsto dal piano precedente -, alla gestione del capitale circolante e alla politica dei dividendi. Una parte del consensus si aspetta già il ritorno al dividendo nel corso del 2026. Equita ritiene che nel medio termine il liquidity ratio target venga confermato nel range 25-30% dei ricavi, in linea con i livelli attuali.
Infine, il sesto punto: l'aggiornamento sulla pipeline prodotti, con la distribuzione tra modelli ICE, ibridi ed elettrici puri.
Le stime di Equita risultano più ottimistiche del consensus sia nel breve che nel medio termine. Il punto critico, secondo gli analisti, non sono tanto i numeri assoluti quanto "la visibilità e la velocità del turnaround, soprattutto a livello di free cash flow". Il consensus di Visible Alpha prevede un FCF negativo per 2,05 miliardi nel 2026, seguito da un recupero a +0,2 miliardi nel 2027 e +1,9 miliardi nel 2028.
Equita non esclude sorprese positive, ragionando sul meccanismo strutturale del gruppo: Stellantis lavora tipicamente con capitale circolante netto negativo, il che significa che una crescita dei volumi si traduce automaticamente in un miglioramento del flusso di cassa operativo.
Mercato sospeso in attesa di Auburn Hills
Il Piano di Stellantis dovrà rispondere a interrogativi aperti da mesi: quanto velocemente può tornare a generare cassa, quanto reggono i brand secondari senza investimenti significativi, e se le partnership cinesi producono davvero un vantaggio industriale o rischiano di creare nuova concorrenza a lungo termine.
Equita avverte che il contesto "macroeconomico e geopolitico non garantisce la necessaria visibilità a prescindere dal business plan che verrà presentato". Una variabile che nessun Capital Markets Day può eliminare, indipendentemente dalla qualità della strategia illustrata da Filosa. Il mercato giovedì deciderà se il piano merita di ridurre ulteriormente lo sconto sul titolo rispetto ai competitor europei o se la cautela di Equita era ben calibrata.