UniCredit sale ancora in Commerzbank, ma l'OPS è formalmente respinta | Investire.biz

UniCredit sale ancora in Commerzbank, ma l'OPS è formalmente respinta

18 mag 2026 - 14:55

UniCredit aumenta ancora la quota in Commerzbank, che respinge in maniera formale l'assalto della banca italiana. Ecco tutti i dettagli aggiornati

La quota di UniCredit in Commerzbank è salita al 38,87% dei diritti di voto, sommando azioni e strumenti derivati. Lo ha reso noto l’istituto tedesco, oggetto di un’Offerta pubblica di scambio avviata lo scorso 5 maggio e con prima scadenza fissata al 16 giugno. Si tratta di un salto significativo rispetto al precedente 32,64%. La seconda banca italiana continua quindi la sua scalata nei confronti del rivale tedesco, che finora ha eretto un muro, sostenuto dal governo e dai sindacati, per evitare di finire in mani straniere.

Contestualmente, Commerzbank ha respinto formalmente l’OPS da quasi 39 miliardi di euro lanciata da UniCredit. Il consiglio di sorveglianza e il consiglio di gestione hanno raccomandato agli azionisti di non aderire all’offerta dell’istituto guidato da Andrea Orcel. Secondo la banca tedesca, infatti, la proposta - inferiore all'attuale prezzo di mercato - “non riflette il valore fondamentale di Commerzbank” e presenta “rischi considerevoli”, oltre a risultare “vaga”.

In realtà, già nelle prime fasi dell’operazione Commerzbank aveva criticato l’ipotesi di aggregazione con UniCredit, parlando di una mossa coercitiva da parte del rivale e di un premio praticamente inesistente. Tuttavia, solo oggi l’istituto ha espresso un parere definitivo, formulando una raccomandazione ufficiale agli azionisti.

 

UniCredit - Commerzbank: una telenovela iniziata nel 2024

La vicenda tra UniCredit e Commerzbank è diventata uno dei dossier finanziari più rilevanti in Europa negli ultimi anni. Tutto è iniziato nel 2024 con una mossa a sorpresa di Orcel, che ha approfittato dell’uscita graduale dello Stato tedesco dal capitale di Commerzbank per entrare nel gruppo bancario. Da allora è partita una lunga escalation fatta di acquisti di azioni, derivati, autorizzazioni regolamentari e tensioni politiche tra Italia e Germania. Di seguito i passaggi principali della vicenda.

11 settembre 2024: il blitz iniziale di UniCredit

L’11 settembre 2024 UniCredit annuncia di aver acquisito circa il 9% di Commerzbank. L’operazione avviene in due modi:

  • il 4,49% viene acquistato direttamente dal governo tedesco tramite un collocamento accelerato;
  • la restante quota viene comprata sul mercato.

Berlino aveva infatti iniziato a ridurre la partecipazione detenuta in Commerzbank dopo il salvataggio della banca durante la crisi finanziaria del 2008. UniCredit spiega che l’investimento è coerente con la propria strategia e apre alla possibilità di “creare valore” insieme a Commerzbank. Già in questa fase, tuttavia, Orcel lascia intendere che il vero obiettivo potrebbe essere una futura integrazione europea.

23 settembre 2024: UniCredit sale al 21%

Pochi giorni dopo arriva il secondo colpo. Il 23 settembre 2024 UniCredit sottoscrive strumenti derivati che le consentono di aumentare economicamente la propria esposizione a Commerzbank fino al 21%. Nel frattempo, la banca presenta domanda alla BCE per aumentare la partecipazione fino al 29,9%. In base alla normativa tedesca, al superamento del 30% scatta l’obbligo di lanciare un’Offerta pubblica di acquisto. È il momento in cui le istituzioni tedesche iniziano a preoccuparsi seriamente, mentre i sindacati insorgono temendo tagli occupazionali. Commerzbank, dal canto suo, ribadisce la volontà di restare indipendente.

18 dicembre 2024: UniCredit arriva al 28%

La tensione tra UniCredit e la Germania sale ulteriormente, con il governo tedesco che decide di non vendere la restante quota del 12% detenuta in Commerzbank. Orcel, tuttavia, prosegue nella sua strategia e il 18 dicembre 2024 aumenta la partecipazione tramite derivati fino a circa il 28%. Grazie a questa mossa, UniCredit diventa il principale azionista di Commerzbank, irrigidendo ulteriormente la posizione del governo di Berlino. A quel punto, il mercato inizia a considerare concreta l’ipotesi di una grande fusione bancaria europea.

14 marzo 2025: arriva il via libera della BCE

Il 14 marzo 2025 la BCE autorizza ufficialmente UniCredit a salire fino al 29,9% di Commerzbank. Si tratta di un passaggio decisivo, perché conferma la solidità patrimoniale di UniCredit, legittima l’operazione e avvicina la banca italiana a un possibile takeover. Su questo punto, tuttavia, Orcel mantiene un atteggiamento prudente, sostenendo che la decisione finale richiederà tempo e non arriverà prima della fine del 2025.

14 aprile 2025: ok dell’Antitrust tedesco

Il 14 aprile 2025 arriva anche il via libera del Bundeskartellamt, l’Antitrust federale tedesco. Con l’approvazione delle autorità regolamentari, l’ostacolo diventa soprattutto politico. Il governo tedesco continua a opporsi, i sindacati si mobilitano e Commerzbank insiste sulla necessità di restare indipendente.

8 luglio 2025: conversione dei derivati e quota al 20%

L’8 luglio 2025 UniCredit converte una parte dei derivati in azioni ordinarie, portando i diritti di voto diretti intorno al 20%. In questo modo, la banca italiana rafforza il controllo effettivo, consolida la propria posizione nell’azionariato e prepara il terreno per mosse future più ambiziose.

25 agosto 2025: UniCredit sale al 26%

Il 25 agosto 2025 UniCredit converte ulteriori derivati e porta la partecipazione al 26%. Orcel dichiara che l’investimento sta creando valore e che Commerzbank dispone ancora di ampi margini di crescita. Una fusione, dunque, avrebbe un forte senso industriale. Allo stesso tempo, precisa di non voler chiedere, almeno per il momento, posti nel Consiglio di amministrazione della banca tedesca.

16 marzo 2026: UniCredit lancia l’offerta formale

Dopo settimane di indiscrezioni secondo cui UniCredit aveva ormai superato il 30% del capitale di Commerzbank, il 16 marzo 2026 arriva la svolta più importante. Il gruppo milanese presenta ufficialmente un’Offerta pubblica di scambio volontaria su Commerzbank. L’operazione valuta la banca tedesca poco meno di 39 miliardi di euro, ma il premio offerto agli azionisti è modesto. Commerzbank respinge immediatamente l’offerta, che Berlino definisce ostile. L’obiettivo di Orcel, tuttavia, non sembra essere quello di completare subito l’acquisizione, bensì costringere la banca tedesca ad aprire un tavolo negoziale.

Aprile 2026: UniCredit continua a salire

Ad aprile 2026 emerge da documenti regolamentari che UniCredit ha ulteriormente aumentato la quota diretta al 26,77%, mentre, considerando anche i derivati, supera il 32%. Lo scontro si intensifica. Da una parte UniCredit punta al consolidamento del settore bancario europeo; dall’altra il governo tedesco tenta di bloccare la scalata straniera a una banca considerata strategica. Fino all’ultimo aggiornamento, che vede UniCredit arrivare al 38,87%.

 

La reazione dei mercati

I mercati hanno reagito negativamente alle notizie odierne. Le azioni UniCredit cedono circa un punto percentuale, mentre il titolo Commerzbank arretra dell’1,4% a metà seduta.

Da inizio anno la banca italiana viaggia sostanzialmente sulla parità a Piazza Affari, nonostante risultati trimestrali record. Il titolo appare sopravvalutato se confrontato con i fondamentali espressi dal fair value di Forecaster.biz, pari a 55,87 euro per azione, ossia il 20,93% in meno rispetto ai prezzi correnti. Su questa valutazione pesa la forte corsa del titolo negli ultimi tre anni, periodo in cui le azioni hanno quasi quadruplicato il proprio valore.

Per quanto riguarda Commerzbank, il titolo registra un calo di circa un punto percentuale da inizio 2026, dopo un rally triennale del 263%. Secondo Forecaster.biz, la banca appare invece sottovalutata, con un fair value di 38,47 euro superiore del 6,73% rispetto al prezzo di mercato attuale.

 

 

 

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