OPA di Poste Italiane su TIM: ora la via del delisting | Investire.biz

OPA di Poste Italiane su TIM: ora la via del delisting

28 set 2026 - 10:40

28 set 2026 - 10:51

L'OPA di Poste Italiane su TIM si chiude all'85,82%: niente squeeze-out ma controllo dell'assemblea straordinaria. Equita conferma Buy e target a 31 euro

La settimana dei listini europei si apre con il segno più. A circa un'ora e mezza dall'avvio degli scambi, il FTSE Mib ed il DAX salgono dello 0,3% mentre l'Euro Stoxx 50 avanza di un quarto di punto percentuale. 

Un freno per le Borse europee arriva dal petrolio: il Brent guadagna il 2,3% a 106,7 dollari al barile dopo il no di Teheran a una revisione delle condizioni per riaprire lo Stretto di Hormuz. In rialzo di oltre il 75% nel 2026, il greggio rappresenta l'elemento principale che guida la nuova avanzata dei prezzi e quindi dei rendimenti dei bond.

A Milano i riflettori sono puntati su TIM, che lascia sul campo l'1,3%. Venerdì sera Poste Italiane, che invece segna un +0,3%, ha diffuso i risultati provvisori della riapertura dei termini: l'OPA si è chiusa con l'85,82% del capitale dell'ex monopolista in portafoglio. Il 90% necessario per lo squeeze-out resta fuori portata.

 

OPA Poste Italiane su TIM: quasi 410 milioni di azioni in cinque sedute, come si arriva all'85,82%

La finestra supplementare, aperta il 21 settembre e chiusa venerdì, ha raccolto 409.957.676 azioni, il 19,195% del capitale. Una quota che va sommata al 46,523% conferito tra il 20 luglio e l'11 settembre e al 20,104% che il gruppo deteneva già prima dell'offerta, annunciata a marzo. Il conto finale è di 1.832.917.988 titoli, pari appunto all’85,822% del capitale sociale di TIM. I dati definitivi arriveranno entro le 7.29 del 1° ottobre, il regolamento è fissato per il 2 ottobre.

Chi ha aderito riceve per ogni azione TIM 1,97 euro in contanti e 0,218 nuove azioni Poste. La componente cash è stata ritoccata di 30 centesimi il 7 settembre, quando Poste ha anche rinunciato alla condizione soglia. Ai prezzi di venerdì il pacchetto vale circa 7,6 euro, per un'operazione complessiva nell'ordine dei 13 miliardi. Del Fante ha attribuito il risultato alla "fomo", il timore degli azionisti TIM di restare esclusi.

Senza il 90% non scatta il diritto di acquisto previsto dall'articolo 111 del TUF. Sopra i due terzi del capitale, però, Poste ha in mano l'assemblea straordinaria. Può quindi deliberare la fusione di TIM con una controllata non quotata oppure rastrellare sul mercato i titoli residui. L'uscita dal listino è il passaggio chiave per le sinergie da 700 milioni annui: tra 425 e 450 milioni da tagli di costo su piattaforme IT, infrastrutture informatiche e data center entro due anni, 50-75 milioni sul costo del funding e circa 200 milioni di ricavi aggiuntivi dal cross-selling tra connettività, servizi finanziari e polizze.

 

 

Equita conferma Buy e target a 31 euro, i conti su Forecaster

Per Equita Sim il mancato squeeze-out non cambia la tabella di marcia. Gli analisti si aspettano che Poste avvii da subito il lavoro su sinergie e integrazione, in vista del business plan atteso nel primo trimestre 2027. Il giudizio resta Buy con target price a 31 euro, circa il 20% sopra la chiusura di venerdì. A regime, nelle stime della sim, il gruppo combinato tratta a 10,2 volte gli utili attesi per il 2029.

Più prudente la lettura su TIM. L'obiettivo del delisting offre un sostegno, ma secondo Equita non basta a evitare pressioni nel breve. Dall'annuncio dell'offerta il titolo ha guadagnato il 20%, contro il -2% dell'Eurostoxx delle tlc. I multipli stand-alone sono già pieni, con un EV/EBITDA after lease domestico di 8-7,6 volte sul biennio 2026-27. Per sei mesi Poste non potrà comprare azioni TIM sul mercato sopra 6,65 euro, soglia circa l'8% sotto la quotazione di venerdì. Pesano anche la scarsa liquidità e il rischio che TIM sposti le priorità dalla remunerazione dei soci agli investimenti.

I fondamentali di Poste, intanto, reggono. Secondo i dati della piattaforma Forecaster.biz, nel secondo trimestre 2026 il risultato operativo si è attestato a 887 milioni di euro, in crescita del 5,1% su base annua, dopo gli 885 milioni del primo trimestre (+13,9%). L'EBITDA è salito a 1,17 miliardi (+4,4%). Più irregolare l'ultima riga del conto economico: l'utile netto è sceso a 532 milioni (-5,8%) dopo gli 812 milioni del periodo gennaio-marzo (+36,9%), con l'EPS passato da 0,63 a 0,41 euro. Sui dodici mesi la piattaforma calcola un utile di 2,4 miliardi, un EPS di 1,85 euro e un rapporto prezzo/utili di circa 14 volte. Il ROE trimestrale è sceso dal 5,94% al 3,92%.

Dalla trascrizione della call di luglio, disponibile sulla stessa piattaforma, emergono ricavi semestrali record a 6,8 miliardi (+6%), EBIT adjusted a 1,8 miliardi (+7%) e utile netto, escluso il contributo di TIM, a 1,2 miliardi (+4%). Il management ha confermato di procedere in linea con la guidance 2026, che indica un EBIT adjusted di 3,4 miliardi dopo la revisione al rialzo di maggio. Il modello di valutazione DCF di Forecaster colloca il fair value del titolo a 29,99 euro.

 

Brasile, Sparkle e vertice: i nodi prima del piano 2027

Chiusa l'OPA di Poste Italiane su TIM, sul fronte rialzista Equita è in buona compagnia. Banca Akros indica Buy con obiettivo a 32 euro, Barclays a fine luglio si è spinta fino a 35,2 euro. Il nuovo perimetro vale circa 50 miliardi di capitalizzazione, 5 miliardi di margine operativo e 150mila dipendenti, e Del Fante non esclude un ruolo nell'eventuale consolidamento europeo delle tlc. Il dossier cloud si allarga: con il 20% del Polo Strategico Nazionale rilevato da Cdp, closing entro l'anno, e il 45% in capo a TIM, Poste salirà al 65% del Psn.

Restano però diversi capitoli aperti. TIM Brasil, storica fonte di cassa, potrebbe essere tenuta in portafoglio oppure ceduta per ridurre il debito. La vendita di Sparkle, valutata 700 milioni, attende da quasi 18 mesi il via libera della Fcc americana, con la long stop date slittata al 15 ottobre. Sul tavolo anche i master service agreement con FiberCop e Inwit, oggetto di confronti operativi e legali. Poi la governance: il mandato di Pietro Labriola scade in primavera e, secondo MF-Milano Finanza, un Cda sul tema è già convocato per mercoledì 30 settembre.

Il calendario è fitto. Dopo il cda di TIM arriveranno i numeri definitivi dell'offerta e il pagamento, a metà ottobre la scadenza su Sparkle. A novembre è previsto l'acconto sul dividendo Poste, il primo incasso per gli ex soci TIM, e il 12 novembre la trimestrale indicata da Forecaster. Il vero banco di prova resta il piano del primo trimestre 2027, con il nuovo polo finanziario e i dettagli dell'integrazione. Da lì il mercato misurerà quanto rapidamente i 700 milioni di sinergie passeranno dalle stime al conto economico.

 

 

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