Le Borse europee provano a recuperare terreno dopo una seduta segnata dalle tensioni sull’obbligazionario. A circa un'ora e mezza dall'avvio degli scambi, il FTSE Mib avanza di circa l’1,2% a 52.178 punti, il DAX guadagna lo 0,6% e il CAC 40 sale dello 0,4%. A favorire il rimbalzo contribuisce la maggiore stabilità di petrolio e bond, dopo le vendite che nelle ultime sedute avevano riportato sotto pressione i titoli di Stato.
Il nervo scoperto resta soprattutto la curva americana. Giovedì il rendimento del Treasury decennale è salito di 12 punti base, portando a 28 punti base l’aumento in appena due sedute. Nel corso della settimana il dieci anni statunitense ha inoltre toccato il 5,12%, sui livelli più elevati dalla crisi finanziaria globale. Petrolio, inflazione e sviluppi geopolitici continuano quindi a dettare il ritmo anche sull’azionario.
A Piazza Affari, però, uno dei movimenti più netti arriva dal comparto bancario. Le azioni Banco BPM salgono di circa il 2,5% a 16,62 euro dopo nuove indiscrezioni destinate a riaprire il dossier sul consolidamento italiano.
Banco BPM, spunta l’asse UniCredit-Crédit Agricole
Secondo quanto riportato da Reuters, UniCredit e Crédit Agricole avrebbero esaminato nelle ultime settimane una possibile iniziativa congiunta su Banco BPM. L’ipotesi sarebbe stata discussa anche con le autorità italiane e rientrerebbe tra gli scenari valutati dai due gruppi per il futuro della banca guidata da Giuseppe Castagna. Nessuna delle tre società coinvolte ha commentato le indiscrezioni.
Sul tavolo ci sarebbero diverse strutture. Quella più rilevante prevede una suddivisione di Banco BPM tra UniCredit e Crédit Agricole, con il gruppo francese destinato a mantenere circa un terzo dell’istituto. Agricole parte già da una posizione determinante: controlla il 29,3% del capitale ed è oggi il primo azionista di Banco BPM.
Da rivali a possibili alleati nel risiko italiano
Lo scenario segna un cambio di prospettiva rispetto al 2025. UniCredit aveva tentato di acquisire Banco BPM, operazione che si era scontrata anche con l’opposizione di Crédit Agricole. Da allora Andrea Orcel ha definito il gruppo di Piazza Gae Aulenti un "osservatore" del consolidamento domestico, posizione che secondo una fonte citata da Reuters non sarebbe cambiata.
Le priorità di UniCredit restano infatti legate anche alla Germania, dove il gruppo ha costruito una partecipazione che gli assicura quasi la metà dei diritti di voto di Commerzbank. Sul fronte italiano, tuttavia, restano aperte più opzioni, compreso l’acquisto di filiali che altri operatori potrebbero essere costretti a cedere nel corso di future aggregazioni.
Banco BPM si trova così al centro di più traiettorie. MPS punta alla banca milanese e questa mossa affida la propria difesa contro l'Offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Intesa Sanpaolo. È proprio su questo fronte che Crédit Agricole ha già preso posizione.
Parigi frena su MPS e guarda a Crédit Agricole Italia
Il gruppo francese si è detto contrario a un'aggregazione tra Banco BPM e Monte dei Paschi. La soluzione gradita ad Agricole resta un'integrazione con la propria controllata italiana, Crédit Agricole Italia. Il percorso presenta però un ostacolo politico. Il passaggio della quarta banca del Paese sotto il controllo di un gruppo estero sarebbe un dossier sensibile per il governo Meloni, con le elezioni nazionali in calendario il prossimo anno.
Le prime notizie su un possibile coordinamento tra i due istituti erano circolate sulla stampa italiana. Reuters aggiunge ora un dettaglio: l'ipotesi di una divisione della banca, con circa un terzo destinato ad Agricole, sarebbe stata sottoposta alle autorità. Il dossier UniCredit - Banco BPM si intreccia così con le altre partite aperte del sistema finanziario italiano.
Generali e Commerzbank, le altre partite di Orcel
Per UniCredit il peso sul mercato domestico passa anche da Trieste. Durante la lunga campagna su Commerzbank, Piazza Gae Aulenti ha accumulato il 9% di Generali. Anche lì gli equilibri potrebbero cambiare. Se l'Opas di Intesa su MPS andasse in porto, Ca' de Sass prenderebbe il posto di Siena come primo azionista del Leone.
Il baricentro dei due gruppi si sta intanto spostando in direzioni opposte. Con Commerzbank la Germania diventerà il primo mercato di UniCredit. Per Crédit Agricole è invece l'Italia a rappresentare il principale mercato fuori dai confini francesi, dopo un'espansione costruita in circa vent'anni.
Credit Agricole: "nulla si fa contro di noi"
Da Parigi la linea resta ferma. Intervistata da CNBC, la direttrice finanziaria Clotilde L'Angevin ha spiegato che il gruppo intende restare in Italia, con un approccio "prudente" e "paziente" rispetto a tutti gli scenari sul tavolo. Poi l'affondo. Agricole si ritiene in grado di tutelare le proprie posizioni e, secondo la manager, nessuna operazione potrebbe andare avanti senza il consenso del gruppo francese, né contro di esso.