SpaceX ha chiuso un finanziamento in debito da 40 miliardi di dollari destinato all'acquisto di processori grafici per l'intelligenza artificiale. Lo ha scritto Elon Musk su X domenica 25 ottobre, attribuendo l'accesso al credito al rating investment grade del gruppo e ai ricavi di Starlink e dei lanci, cioè a flussi indipendenti dai data center. Nello stesso intervento Musk ha sostenuto che i mercati del debito hanno quasi del tutto chiuso i rubinetti alle società prive di ricavi rilevanti al di fuori dei data center AI, prevedendo fallimenti e consolidamento tra gli oltre 200 operatori neocloud.
Non è chiaro, tuttavia, che cosa significhi "chiuso": secondo Bloomberg le discussioni sulle condizioni economiche con gli investitori sono ancora in corso.
Sommario
Come è costruito il finanziamento da 40 miliardi
Musk ha descritto l'operazione come debito "principalmente richiamabile" per GPU che arriveranno nel primo e nel secondo trimestre del 2027, precisando che non avrà un peso rilevante sul trimestre in corso. Le indiscrezioni pubblicate da Bloomberg il 23 ottobre delineano una struttura più articolata: i chip Nvidia verrebbero acquistati tramite un veicolo societario dedicato, così da tenere il debito fuori dal bilancio di SpaceX e proteggerne i rating.
Il veicolo emetterebbe obbligazioni collocate privatamente in tre tranche: una subordinata da 25-30 miliardi, una da circa 10 miliardi e una fino a 5 miliardi.
Goldman Sachs guida i colloqui con un gruppo di investitori capitanato da Apollo Global Management, con Atlas SP, società sostenuta da Apollo, indicata come gestore del veicolo e Pimco tra i possibili partecipanti.
Nelle prime trattative il rendimento della tranche subordinata era stimato intorno all'8,5%, ma il peggioramento del mercato ha riaperto il negoziato sul prezzo. Pesa anche un precedente: un'operazione legata a xAI non ha ottenuto il trattamento contabile previsto e SpaceX ha dovuto iscrivere circa 13 miliardi di debito dopo che i revisori hanno escluso che si trattasse di un sale-and-leaseback completato.
Neocloud, il credito diventa selettivo
Il messaggio di Musk arriva al termine di settimane difficili per il debito legato all'AI. I neocloud, società che affittano capacità di calcolo agli sviluppatori di modelli, hanno visto crescere il costo del finanziamento:
a metà ottobre le obbligazioni CoreWeave con scadenza 2032 e cedola del 9,625% trattavano su rendimenti vicini al 15%, mentre i Credit Default Swap sul gruppo hanno superato i 1.000 punti base, come ricostruito nell'analisi su perché il debito di CoreWeave spaventa il mercato.
Venerdì 23 ottobre CoreWeave ha chiuso in calo del 2,46% a 54,24 dollari. Musk ha escluso che SpaceX acquisti operatori in difficoltà, definendo l'ipotesi "inutile". La sua previsione di una forte selezione nel comparto è in linea con le stime di Gartner, secondo cui oltre l'80% dei neocloud non opererà più in modo indipendente entro il 2030.
Conti del terzo trimestre e capex record
La differenza rivendicata da Musk poggia sui numeri della trimestrale.
Nel periodo chiuso il 30 settembre i ricavi di SpaceX sono saliti del 161% su base annua a 14,58 miliardi di dollari, con la divisione AI cresciuta di quasi dieci volte a 7,56 miliardi e diventata il primo business del gruppo. L'utile netto è stato di circa 4,4 miliardi, contro una perdita un anno prima.
Sul conference call Musk ha definito "una buona idea" una fusione con Tesla, tema approfondito nell'articolo sulla trimestrale SpaceX e l'apertura alla fusione con Tesla. Il fabbisogno resta però elevato: il Direttore finanziario Bret Johnsen prevede investimenti tra 35 e 40 miliardi di dollari nel solo quarto trimestre, e i manager hanno indicato che servirà altro debito per finanziare l'espansione mantenendo il rating investment grade.
Il titolo SpaceX nell'analisi di Forecaster.biz
Secondo i dati della piattaforma Forecaster.biz, rilevati il 26 ottobre, il titolo SpaceX (Nasdaq: SPCX) ha chiuso l'ultima seduta, venerdì 23 ottobre, a 147,49 dollari, con un guadagno dell'1,39% nell'ultimo mese e una capitalizzazione di circa 1.760 miliardi.
Nel terzo trimestre il margine lordo è salito al 62,42% dal 55,27% del secondo e il margine operativo è passato al 19,15% dal -1,83%, con un risultato operativo di 2,79 miliardi contro una perdita di 143 milioni.
Restano elevati gli ammortamenti, pari a 3,64 miliardi nel trimestre, e gli oneri finanziari, saliti a 675 milioni: due voci destinate a riflettere il ciclo di investimenti finanziato a debito. Il fair value medio stimato dai modelli della piattaforma, che combina un DCF a 138,66 dollari e un multiplo EV/Sales a 147,24 dollari, è di 142,95 dollari, circa il 3,1% sotto l'ultima chiusura. Si tratta di una stima di modello, non di un obiettivo di prezzo.
Il quadro complessivo
L'annuncio di Musk conferma la volontà di SpaceX di finanziare a debito la propria espansione nell'AI. Tuttavia, la chiusura dichiarata dell'operazione convive con una trattativa sul prezzo che, secondo Bloomberg, non è conclusa. I fatti verificati sono la dimensione della raccolta, la destinazione alle GPU in arrivo nel 2027 e una trimestrale con margini in forte miglioramento.
La tesi di una selezione tra i neocloud resta invece un'interpretazione di Musk, pur coerente con le tensioni sul credito di CoreWeave. Nelle prossime settimane conteranno il rendimento finale delle tranche subordinate, il trattamento contabile del veicolo, l'evoluzione del capex nel quarto trimestre e i conti dei neocloud, a partire da quelli di Nebius, attesi per il 10 novembre.