Le azioni CoreWeave (Nasdaq: CRWV) restano in area 61 dollari, circa il 31% sotto la chiusura del 1° ottobre: la promozione di Goldman Sachs di lunedì 19 ottobre ha acceso un rialzo che si è spento prima della chiusura. CoreWeave è il neocloud quotato con i ricavi più alti, tra le società che affittano potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale, e in una settimana è diventata il termometro del debito che finanzia la corsa all’AI. Le azioni ragionano ancora sulla crescita, le obbligazioni già sul rischio di insolvenza.
Cosa sono i neocloud?
I neocloud sono società che comprano chip grafici, le GPU di Nvidia, li installano in grandi data center e ne affittano la potenza di calcolo a chi sviluppa intelligenza artificiale. Funzionano come un noleggio di macchinari pesanti: si compra a debito la flotta, il cliente paga un canone per anni e con quel canone si ripagano i prestiti.
Per Amazon Web Services, Microsoft e Google l’intelligenza artificiale è una delle tante attività, finanziata con gli utili del resto del gruppo. Per un neocloud è l’unica, e i data center si pagano soprattutto con il debito. Oltre a CoreWeave, i principali neocloud quotati a Wall Street sono Nebius Group (NBIS), Iren (IREN) e Applied Digital (APLD).
Perché le azioni CoreWeave sono scese del 31% in ottobre?
Le azioni CoreWeave sono scese perché il mercato obbligazionario ha cominciato a prezzarne il debito come quello di una società in difficoltà. Nella settimana chiusa venerdì 16 ottobre il titolo ha perso circa il 25% mettendo a segno l'ottava peggiore da oltre 11 mesi, dopo dati sull’inflazione americana più alti delle attese che hanno alimentato i timori di un costo del denaro più alto.
Il segnale più chiaro è arrivato dai Credit Default Swap, il contratto con cui un investitore si assicura contro l’insolvenza di chi ha emesso un’obbligazione: più costa la polizza, più il mercato teme il fallimento. Secondo dati S&P Global Market Intelligence citati da Reuters, assicurare il debito di CoreWeave costa ormai oltre 1.000 punti base. Per Reuters è un livello che implica una probabilità di insolvenza di quasi il 63% in cinque anni, contro circa il 30% di un anno prima.
Il 15 ottobre il rendimento dell’obbligazione in dollari con scadenza 2031 ha superato per qualche ora il 16%. Il giorno prima Nebius, Applied Digital e Iren avevano perso tra il 9% e il 12%, e il 16 ottobre hanno ceduto di nuovo oltre l’11%.
Quanto pesa il debito sui conti di CoreWeave?
CoreWeave ha prestiti per circa 35 miliardi di dollari, che salgono a circa 51,6 miliardi con gli impegni di affitto dei data center, secondo i dati del secondo trimestre 2026 riportati da Forecaster.biz. Nel trimestre ha pagato 640 milioni di interessi, contro 267 milioni un anno prima, e ha chiuso con una perdita netta di 626 milioni.
Nel secondo trimestre gli interessi si sono presi circa il 25% dei ricavi, contro circa il 22% di un anno prima, e la quota resta tra il 24% e il 27% nelle previsioni della società per il terzo trimestre. I ricavi crescono a tre cifre, ma il costo del debito cresce con loro: per questo un tasso più alto pesa su CoreWeave molto più che su un grande gruppo tecnologico.
Dall’altra parte c’è un portafoglio ordini di circa 104 miliardi di dollari in contratti pluriennali, e l’impegno di Nvidia a comprare la capacità invenduta fino al 13 aprile 2032. L’Amministratore delegato Mike Intrator ha scritto ai dipendenti, in un memo visto da Reuters, che gli ordini coprono gli impegni di debito e che i mercati a volte “fraintendono e agiscono in modo irrazionale”. Il punto debole è il tempo: i contratti pagano nell’arco di anni, interessi e investimenti si pagano adesso.
Cosa dice il rapporto Gartner sui neocloud?
Il 14 ottobre la società di ricerca Gartner ha previsto che entro il 2030 oltre l’80% dei neocloud smetterà di operare in modo indipendente, per la pressione dei costi e la mancanza di un modello di business che li distingua. Il rapporto non nomina società, ma è uscito nel giorno in cui le azioni CoreWeave hanno chiuso in calo di circa il 15%.
Secondo Gartner, chi costruisce data center per l’intelligenza artificiale dovrebbe incassare circa 8.500 miliardi di dollari entro il 2030 per ripagare gli investimenti con un rendimento del 12%, mentre i ricavi dell’AI attesi non superano i 3.600 miliardi. Tra i più esposti ci sono i neocloud, che a differenza dei grandi del cloud non hanno altre fonti di ricavo su cui appoggiarsi.
CoreWeave o Nebius: i neocloud sono tutti uguali?
No. “Non tutti i neocloud sono uguali”, ha scritto il 19 ottobre Gabriela Borges, analista di Goldman Sachs, in una nota ripresa da CNBC, collocando CoreWeave nella parte alta della classifica di qualità del settore. La banca ha alzato il giudizio a Buy (acquistare) da Neutral, ma ha tagliato il prezzo obiettivo a 106 dollari da 139.
Secondo i dati estratti il 20 ottobre dalla piattaforma Forecaster.biz, la differenza tra i due principali neocloud quotati sta nel bilancio e nel prezzo. L’analisi di CoreWeave su Forecaster.biz indica debiti pari a 10,27 volte il patrimonio netto e un Altman Z-Score, l’indicatore che stima il rischio di dissesto finanziario, di 0,29, in zona di difficoltà; il prezzo però è inferiore di circa il 54% alla media dei fair value della piattaforma. L’analisi di Nebius su Forecaster.biz indica debiti pari a 0,97 volte il patrimonio e uno Z-Score di 3,1, in zona considerata sicura, ma un prezzo superiore di circa il 21% alla media dei fair value, con un portafoglio ordini che secondo la società supera i 40 miliardi di dollari.
Sul sentiment i due titoli sono allineati: il Market Mood Meter, che misura su una scala da -100 a +100 quanto un titolo è ipercomprato o ipervenduto, segna -61 sia per CoreWeave sia per Nebius, in area di ipervenduto. Nella Qualitative Scorecard dell’AI Agent di Forecaster.biz, che valuta dieci caratteristiche del modello di business, entrambe ottengono 6 punti su 10: premiate per i contratti pluriennali e il potere sui prezzi, penalizzate per l’assenza di utili costanti e di un vantaggio difficile da copiare.
Cosa guardare adesso sulle azioni CoreWeave?
Il prossimo banco di prova sono i conti del terzo trimestre, attesi nelle prossime settimane. L’11 agosto CoreWeave ha previsto per il trimestre ricavi tra 3,45 e 3,6 miliardi di dollari e investimenti tra 11,5 e 13,5 miliardi: conterà soprattutto quanto le costerà finanziarli.
L’altro segnale è il prezzo della polizza contro l’insolvenza, che in ottobre ha anticipato le azioni. Il rimbalzo di lunedì è partito dagli analisti; uno duraturo dovrà partire dalle obbligazioni.