Nvidia e Tesla non sono nelle grazie di Michael Burry. Il leggendario investitore che ha previsto la Grande Crisi del 2008 ha aperto posizioni short sulle due big tech americane. Negli ultimi anni, Nvidia e Tesla hanno intrapreso un percorso diverso a Wall Street. Il più grande progettista di chip al mondo ha quasi quintuplicato il suo valore di mercato in tre anni, mentre la casa automobilistica più capitalizzata ha registrato un aumento di circa il 50% nello stesso periodo. Entrambe, comunque, fanno parte della sfera tecnologica, croce e delizia per gli investitori.
Il titolo Nvidia recentemente ha perso slancio e, quest'anno, ha realizzato un guadagno del 5,95%, sottoperformando l'indice S&P 500, aumentato del 9,55%. Il mercato è preoccupato che la spesa gigantesca che finora gli hyperscaler hanno sostenuto sull'intelligenza artificiale, e che ha fatto la fortuna di Nvidia, possa diminuire. Quanto a Tesla, le azioni sono in calo di circa il 4% nel 2026, perché la concorrenza cinese ha fatto scendere vendite e prezzi, imprimendo pressione sui margini. L'azienda guidata da Elon Musk sta puntando tutto sulla guida autonoma e sui robot umanoidi, ma, per ora, questi temi rimangono solo una scommessa.
In ogni caso, il messaggio che Burry lancia a Wall Street fa sempre molto rumore e viene poche volte ignorato dagli operatori di mercato.
Nvidia e Tesla: perché Burry vende
Burry non ha alcuna avversione nei confronti della tecnologia, ma ritiene probabilmente che Nvidia e Tesla siano due società sopravvalutate.
Nvidia è il numero uno incontrastato nella classifica delle società più capitalizzate del mondo, con un valore di mercato di 4.846 miliardi di dollari. Da sola vale più del PIL di Paesi industrializzati come la Germania e il Giappone. Nvidia, ovviamente, non può essere paragonata ai mutui subprime. Questi ultimi non valevano nulla, mentre il colosso di Santa Clara ha fondamentali di acciaio.
Il punto è, secondo Burry, che tutti hanno comprato le azioni Nvidia fino a ora, mettendo in atto una sorta di concentrazione a Wall Street. Questo significa che basta una trimestrale deludente o una riduzione della spesa da parte delle grandi aziende tecnologiche per innescare una correzione di mercato anche violenta. Quindi, secondo Burry, il prezzo delle azioni Nvidia già incorpora tutti i fattori positivi inerenti al business dell'azienda e, pertanto, qualsiasi notizia negativa rischierebbe di far tornare indietro le quotazioni.
Elaborazione: Investire.biz
Tesla vive una storia diversa. Il futuro è molto più incerto rispetto a Nvidia e le valutazioni attuali non trovano piena giustificazione nei prezzi delle azioni. In altri termini, l'attività principale di Tesla, ovvero la vendita di veicoli elettrici, sta mostrando segnali di ripresa dopo un periodo difficile, ma immaginare un futuro radioso è un azzardo, viste le nuove condizioni di mercato. Tutto, quindi, si basa sulla valutazione degli altri segmenti di business dell'azienda. A questo proposito, Burry potrebbe vedere un eccesso di valutazione.
Cosa dicono i fondamentali
Un riferimento importante per vedere se il mercato sta correttamente valutando le azioni Nvidia e Tesla potrebbe essere il fair value di Forecaster.biz. Attualmente, il valore equo di Nvidia risulta di 331,87 dollari. Si tratta di un valore molto significativo, giacché il prezzo di mercato risulta del 65,87% inferiore. Questo significa che le azioni Nvidia sembrano molto sottovalutate.
Per quel che concerne Tesla, il fair value fornisce indicazioni molto diverse. Il valore equo, in questo caso, è di 291,20 dollari, inferiore del 30,77% rispetto al prezzo di mercato. Quindi, il titolo Tesla sarebbe sopravvalutato.